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La Quaresima è un invito a controllare l'opera di Satana dentro di te

Sarebbe come raccontare la storia della seconda guerra mondiale e omettere completamente la figura di Hitler. Così sarebbe la storia nei vangeli se fosse raccontata senza tener conto del diavolo. Lui e i suoi malvagi compagni sono una continua presenza sinistra.

Il racconto evangelico riguardo a ciò che potrebbe essere chiamata la prima Quaresima ne è la testimonianza. Mi riferisco ai 40 giorni di Cristo trascorsi nel deserto prima di lanciarsi nella sua attività pubblica. Al suo termine, Satana appare e propone le tre famose tentazioni, riportate nei racconti di Matteo e di Luca:

Trasforma queste pietre in pane.

Gettati dalla cima del tempio e fai in modo che gli angeli ti salvino.

“Prostrati e adorami” – Satana, ecco chi è – e nel farlo diventerai sovrano di tutti i regni del mondo.

Un episodio misterioso, per non dire altro. Ma di cosa si tratta? Di molte cose, senza dubbio, ma c’è una cosa che spicca: la vocazione. E qui ha molto da dirci su noi stessi.

Gesù va nel deserto per impegnarsi nel discernimento vocazionale. Sì, sa che è chiamato ad essere il Messia, il redentore. Ma come, esattamente?

Satana gli offre non solo una possibilità, ma tre: essere un messia che fa stare bene le persone, soddisfacendo i loro bisogni fisici (trasformare le pietre in pane); o essere un messia che pretende sottomissione dalle persone attraverso il ricorso a imprese sensazionalistiche (sfrecciare giù dalle alture del tempio e lasciare che gli angeli lo portino verso l’alto); o essere un messia in quello che forse è il modo più ovvio di tutti, rendendo omaggio al diavolo come prezzo da pagare per avere il potere temporale e la gloria. Essere una sorta di vicario di Satana sulla terra.

La risposta di Gesù a tutte e tre le proposte è un inequivocabile ‘no’. Questi non sono modi di essere messia come li intende suo Padre. Secondo il piano divino, il redentore salverà attraverso il sacrificio della sua stessa vita. E questo è il tipo di messia che Gesù sceglie di essere, perché è conforme alla volontà del Padre.

“Tutto molto interessante”, potrebbe dire qualcuno, “ma questa storia sul provare le potenze demoniache cosa ha a che fare con noi e con la moderna Quaresima come noi la sperimentiamo?”

Anche questa domanda ha molte risposte. E mi colpisce una, in particolare. E segue le seguenti linee.

La storia della tentazione non è semplicemente sul discernimento della vocazione, ma sul discernere correttamente la vocazione e sul vivere nella maniera che Dio intende. Si tratta di una questione della massima importanza per tutti, ma è particolarmente importante per chi pensa di essere già, non senza ragione, più o meno gradito agli occhi di Dio.

Il grande pericolo per questo tipo di persone è che, anche se effettivamente vedono e accettano la chiamata di Dio, possono diventare compiacenti nel corso del tempo. Un po’ fuori strada, un po’ fuori fuoco, per così dire. Nulla di drammatico, si badi bene, ma non ancora interamente giusto.

Qui è dove l’autocontrollo, il pentimento e un rinnovato atto di conversione diventano questioni di urgenza nella vita interiore. Ed è soprattutto questo, ciò a cui la Quaresima invita le persone pie a fare.

Mi viene in mente qualcosa che Sant’Ignazio di Loyola ha dichiarato: “È una caratteristica dello spirito maligno, quella di assumere l’aspetto di un angelo di luce. Egli inizia sussurrando pensieri che sono adatti ad un’anima devota e termina suggerendo il proprio”.

In particolare per le persone buone, quello della Quaresima è un tempo per dare un’occhiata più da vicino a se stessi, per controllare se qualche sussurro satanico – la si chiami “tentazione di essere troppo soddisfatti di sé” – abbia iniziato a farsi sentire.

 

Russell Shaw è autore e coautore di 21 libri e numerosi articoli, editoriali e recensioni. È membro della Pontificia Università della Santa Croce di Roma ed è ex segretario agli Affari Pubblici della United States Conference of Catholic Bishops.

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