Aleteia logoAleteia logoAleteia
lunedì 24 Gennaio |
Santa Marianne (Barbara) Cope di Molokai
Aleteia logo
Stile di vita
separateurCreated with Sketch.

Adozioni da parte di coppie gay: i bambini crescono meglio o peggio?

Sharon-Mattheson-McCutcheon-CC

Gelsomino Del Guercio - Aleteia - pubblicato il 04/02/16


«Tuttavia, Patterson – evidenzia Marchesini – ignora completamente questa ricerca, adducendo due sconcertanti motivazioni: 1) i risultati di Sarantakos sono “anomali” rispetto alla totalità delle ricerche accumulate sull’argomento e 2) Children Australia è una rivista regionale che non è molto conosciuta al di fuori dell’Australia”.

Tra le ricerche presentate da Patterson per l’APA, chiosa lo psicologo, «quante rispettano i requisiti minimi per giustificare l’affermazione “non una sola ricerca ha dimostrato che figli di lesbiche o gay siano svantaggiati in qualsiasi aspetto significativo rispetto a bambini di genitori eterosessuali”? In conclusione, il materiale presentato è ben lungi dal sostenere l’affermazione contenuta nel documento APA».

LO STUDIO AUSTRALIANO

Ancora più limitato è uno studio, etichettato da Il Post.it (luglio 2014) come il più grande mai realizzato al mondo sull’argomento – secondo cui i figli e le figlie di genitori dello stesso sesso hanno un maggior stato di salute e benessere rispetto alla media dei loro coetanei. Lo studio è stato condotto a partire dal 2012 da un gruppo di ricercatori dell’università di Melbourne, in Australia, su 315 genitori (80 per cento donne, 18 per cento uomini e 2 per cento di altro genere) e su 500 bambini tra zero e diciassette anni, con l’obiettivo di misurare il loro stato di salute, ossia il loro benessere fisico, mentale e sociale. Lo studio si basa sulla definizione di “salute” data dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, intesa non semplicemente come “assenza di malattia o infermità”.

4 MOTIVI PER INVALIDARNE I RISULTATI

Secondo Marchesini la ricerca australiana – che presentava nell’abstract questa affermazione: “Bambini in famiglie omogenitoriali hanno avuto punteggi più elevati nelle misure di comportamento generale, salute generale e coesione familiare rispetto a normative popolazione dati” – come la stragrande maggioranza delle ricerche condotte in questo campo, anche questa presenta dei difetti tali da invalidarne i risultati:

1) il campione non è casuale, ma “auto-selezionato” tra soggetti militanti;

2) il campione ha genitori con maggiori disponibilità economiche e una istruzione superiore ai genitori del gruppo di controllo;

3) lo studio non confronta bambini cresciuti da coppie omosessuali con bambini cresciuti in famiglie tradizionali (ossia con un gruppo di controllo selezionato con caratteristiche simili al campione), ma con la popolazione generale che contiene bambini allevati in famiglie tradizionali, bambini orfani, adottati, con genitori separati e divorziati;

4) i risultati non sono stati ottenuti tramite strumenti oggettivi, ma tramite valutazioni date dai genitori (che, lo ricordiamo, hanno partecipato a questa ricerca come volontari e appartenenti alla militanza omosessualista).

«Nonostante questo – sentenzia Marchesini – la ricerca ha avuto un importante eco sui media nazionali con titoli enfatici e fasulli. Peraltro questo non è certo “il più grande studio mai realizzato sui figli delle coppie gay”: ad esempio, Regnerus ha 3.000 soggetti, Sullins 512».

LIMITI COMUNI

In effetti ciò che accomuna le ricerche sulla comparazione tra figli di famiglie omogenitoriali e famiglie eterosessuali è un’approssimazione che vuol tenere a giustificare l’equiparazione. Una serie di limiti che vengono ben rilevati in rassegna da Costanza Stagetti, su aquaviva2000.com (2004). E sono: controversie metodologiche come ammette la stessa Patterson; numero insufficiente di campioni; appena la ricerca si fa approfondita, subito risaltano le differenze tra i due tipi di genitorialità; la mancanza di campioni casuali; la mancanza di anonimato dei partecipanti alla ricerca; una falsa rappresentazione di sé (la mancanza di campionamento casuale e l’assenza di controlli che garantiscano l’anonimato fanno sì che i soggettipresentino al ricercatore un’immagine fuorviante che si conforma alle opinioni del soggetto).

  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Tags:
adozionematrimonio gayunioni gay
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni