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I 20 errori fatali in una relazione

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Ascoltiamo una dichiarazione d’amore con Alanna Marie Boudreau, una dichiarazione di scuse, bellissima, accompagnata da un canto dolcissimo. Amare significa perdonare , dimenticare, avere il coraggio di riconoscere i propri errori. Solo che, a volte, di fronte a certe ferite sembra non bastare nemmeno la bellezza e la straordinaria voce di una giovane ragazza come Alanna. Esistono infatti dinamiche dalle quali non si può tornare facilmente indietro, a questo proposito mi vengono in mente le parole di Padre Giovanni Marini, francescano,  in uno dei suoi eccezionali corsi, tenuti ad Assisi da oltre 20 anni, ( potete consultare il sito : www.fratisog.it)  su alcuni punti che definisce :

I NUCLEI DI MORTE NELLA COPPIA  per indicare le dinamiche che possono portare all’esaurimento di una relazione , senza esserne consapevoli.

IF I COULD TURN BACK THE CLOCK JUST ONE DAY” :

Se siamo ancora in tempo quindi, rileggiamo la nostra relazione attraverso questi, che possono essere errori fatali:

1. Il rapporto non paritario :  nella coppia i due devono poter stare uno difronte all’altro. Spesso il “ peso specifico” psicologico di uno dei due varia notevolmente. Bisogna colmare il divario.

2. Rapporto simbioticouno dei due partner si annulla per l’altro, rifiuta di pensare e di prendere decisioni.

3. Egoismo di coppia: i due partner si estraniano da tutti, tagliando ogni legame di amicizia. Si muore di inedia.

4. Non avvenuta desatellizzazionenon si è tagliato il cordone ombelicale con la propria famiglia! Si dipende psichicamente da essa e si soddisfano le sue aspettative. Il partner viene amato a  metà.

5.Rapporti sessuali prematuri“ il destino della sessualità è l’amore” Freud

6. Comunicazione contradditoria a doppio legamenella comunicazione si inviano al partner due messaggi contradditori in cui il primo viene negato dal secondo. Si cade nella mistificazione. Il rapporto diviene pesante e soffocante. Proprio non ci si capisce e non si sa perché.

7. Non conoscenza di sé. Non amore di sé: chi non ama se stesso, non è in grado di amare l’altro: manca dei parametri fondamentali dell’amore. Purtroppo nessuno ama in pienezza se stesso se non viene aiutato a fare scelte per il proprio bene. Chi non si ama è egoista. L’amore deve crescere in maniera ordinata. Prima dobbiamo inebriarci di “ amore riconoscente” poi verrà facile “ l’amore generoso”.

8. Amore sponsale legato a quello paterno / materno: Bisogna curare la sponsalità: guai a fare da madre o da padre  alla persona che si deve sposare!

9. Sindrome da “ donne che amano troppo”: se si proviene da una famiglia “ disastrata” molto facilmente si scambia l’amore con uno stress psicologico. Un partner calmo e tranquillo non suscita interesse: se ne cerca uno che scuota, susciti forti emozioni, riproponga situazioni passionali.

10. Consacrazione come rifugio-fuga nel religiosoespressione di immaturità, che di fronte alle difficoltà e alla fatica di amare, fa sognare un’altra situazione ideale dove tutto scorre tranquillo e non occorre sforzo per essere felici.

11Non avvenuta elaborazione del fantasma dell’altro/altra: quando si è vissuta una storia intensa di amore, lunga nel tempo, non è facile sradicarla dal cuore. Si rischia di “ leggere” il nuovo partner con il filtro del precedente, e l’amore non coagula fino a una profonda complicità. Prima di intraprendere una nuova storia d’amore, bisogna aver guarito la memoria.

12. Complesso di onnipotenza-megalomania: persona immatura che legge la realtà con criteri “ bambini” e si scandalizza se il partner non vede la realtà alla stessa maniera.

13. Troppo lavoroquando la persona “ si aliena nelle opere delle proprie mani” trascurando di investire energie per far crescere l’amore. Il meglio di sé è investito altrove.

14. Trauma da stato abbandonicoper traumi precedenti uno dei partner esaspera l’altro mettendolo continuamente alla prova in situazioni impossibili al fine di verificare ogni volta che non sarà abbandonato.

15. Bugie destabilizzanti: “ l’amore non abbia finzioni…” (Rm12,9)

16. Rapporto idolatricosi esige dal partner la soddisfazione di tutti i bisogni, come se fosse Dio. I due partner devono poggiare su una paternità che, in fondo, è solo quella trascendente.

17. Silenzio di copertura:si occultano al partner aspetti importanti della propria personalità, segnata da traumi e ferite non risolte. Si ha paura di accedere a un passato che duole.

18. Emozioni e sentimenti altalenanti per distanza della psiche dal corpo: non realistica rappresentazione psichica della propria corporeità e distanza da essa . si va cercando “ l’isola della felicità” fuori dal proprio corpo . realtà del tutto inconscia, rende incapaci di coltivare le relazioni salde e pregiudica la maturità nelle scelte definitive.

19. Sceneggiata e drammatizzazione: modalità adolescenziale di enfatizzare situazioni per godere di forti emozioni.

20. Struttura nevrotica della personalitàcategorie mentali rigide. Il bambino e l’adolescente continuano a parlare e ad agire nell’adulto. Si è incapaci di rapporti stabili e decisioni definitive.

Padre Marini in 40 anni di esperienza di aiuto alle coppie in difficoltà, sostiene che è sufficiente uno solo di questi punti per deteriorare una relazione. Abbiamo illustrato una piccolissima parte di un discorso molto profondo e complesso, credo che sia importante sottolineare la necessità di diventare esperti nella vita affettiva, perché è nella vita affettiva che l’uomo si gioca il successo della propria esistenza, la sua piena realizzazione.

Imparare a chiedere scusa è decisivo. Sapere perché chiediamo scusa necessario.

(Costanza D’Ardia)

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