Ricevi Aleteia tutti i giorni

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Sos Tata (cattiva): dannoso esporre i bambini nei reality

Condividi

Ugazio (Bambino Gesù): vi spiego perché in questi casi si danneggia la salute psichica del bambino

In passato L’Associazione Culturale Pediatri ha mosso guerra a quella che è forse la più popolare trasmissione dedicata ai bambini seguita dai genitori: SOS Tata. In una lettera aperta i pediatri avevano infatti chiesto al Garante per la protezione dell’infanzia e dell’adolescenza, Vincenzo Spadafora, di intervenire contro «l’esposizione dei minori nei reality show», facendo riferimento in particolare ad alcune scene mandate in onda sabato 14 settembre 2013, su La 7, durante la trasmissione “SOS Tata”» (La Stampa, 25 gennaio 2013).

UN PIANTO STRAZIANTE

«In questa trasmissione, un bimbo di appena 12 mesi veniva lasciato piangere solo nel suo lettino, chiuso in camera, perché si addormentasse. Il bimbo aggrappato alle sbarre del letto gridava, sudato, disperato, terrorizzato, con la telecamera puntata su di lui per vari minuti. Nel frattempo – si legge nella lettera aperta – la mamma veniva intrattenuta in cucina dalla Tata rassicurante, mentre il fratellino maggiore si tappava le orecchie. Finalmente alla mamma è stato permesso di andare dal bimbo, mettergli il ciuccio e adagiarlo sotto le coperte. Il bimbo a questo punto rallentava il pianto, guardava la mamma, tenendole le braccia in cerca di conforto; ma la madre, secondo le indicazioni della tata, se ne andava via, rilasciandolo solo. Il bimbo, deluso, ripiombava in un pianto ancora più straziante. Dopo altri interminabili minuti, il bimbo sfinito non piangeva più e si addormentava».

LA CONDANNA DEI PEDIATRI

«Esprimiamo ancora una volta – proseguiva l’Associazione Pediatri – il nostro dissenso per i metodi per `educare i bambini piccoli a dormire´ che si basano sull’estinzione graduale del pianto. Sappiamo ormai dalla ricerca scientifica, se non bastasse il buon senso, che la fisiologia dell’essere umano prevede che riceva delle cure di tipo prossimale da parte della madre e degli adulti che se ne prendono cura, e che la pretesa che un bambino piccolo si addormenti da solo e dorma per tutta la notte senza richiedere la presenza e il contatto dell’adulto, oltre ad essere anti-fisiologica ed irrealistica, può provocare confusione nei genitori e grande stress nei bambini».

IL RISPETTO DELLA CARTA DI TREVISO

«Mi sembra francamente una follia, dal punto di vista etico, utilizzare i bambini in un reality show – ha detto ad Aleteia il professore Alberto Ugazio, Responsabile dell’Istituto per la salute del bambino e dell’adolescente dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù -. C’è un documento, la Carta di Treviso, che pone l’accento sulla responsabilità che tutti i mezzi d’informazione hanno nella costruzione di una società che rispetti appieno l’immagine di bambini e adolescenti, ne tuteli l’identità, la personalità e i diritti».

“SPETTACOLO DANNOSO”

In questo caso, secondo Ugazio, «è necessario l’intervento dell’Authority per evitare che si possano esporre mediaticamente bambini che peraltro stanno avendo una difficoltà. Questo spettacolo è dannoso tanto per il piccolo, tanto per altri bambini che possono seguire la trasmissione».

CALMARE IL PIANTO

Sulla questione del pianto, prosegue, è necessario fare chiarezza: «Il mestiere del genitore non è semplice – premette – occorre dunque adottare un comportamento giusto, saggio, nei confronti del bambino».

RENDERE AUTONOMO IL PICCOLO

Dunque, da un lato evitare che si crei un automatismo secondo cui «ogni volta che il bambino piange e non riesce ad addormentarsi, piomba automaticamente il genitore a coccolarlo. Perché in questo modo lui utilizza il pianto come strumento per ottenere qualcosa. Non è un modo per dare autonomia al bambino, ma lo rendiamo persino nevrotico».

LA CONSOLAZIONE

Dall’altro lato, sottolinea Ugazio, «far strillare un bambino tutta la notte è una follia, ma ci sono molte modalità di addormentamento, ben codificate dalla psicologia. Il bambino deve restare a letto, il genitore lo deve consolare, deve essere presente, deve evitare che ci siano scene di disperazione, ma poi, una volta calmato, deve lasciare l’ambiente. Di certo se il bambino urla, si dispera, non deve intrattenersi con altre persone in un’altra stanza….come avviene nel reality show».

MAI NEL LETTO MATRIMONIALE

E’ sbagliato e dannoso, infine, «portarlo con sé nel “lettone”. Ed è anche causa della cosiddetta “morte in culla“, perché il piccolo rischia il soffocamento senza che i genitori se ne accorgano. Dunque la regola fondamentale è che dorma nella sua culla o lettino, che si diano le giuste attenzioni e non stare con il cronometro alla mano perché deve avvenire un addormentamento graduale». Il bambino, chiosa Ugazio, «non merita ossessione, ma la giusta attenzione».

Tata Lucia risponde alle critiche

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni