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San Tommaso e il giorno in cui videro volare un bue in convento


© Public Domain
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Una breve lezione sul dono della parola e sull'uso che ne facciamo

Narrano gli annali dell’Ordine di San Domenico che mentre San Tommaso d’Aquino era nella sua cella nel convento di San Giacomo, curvo su alcuni oscuri manoscritti medievali, all’improvviso entrò un frate scherzoso gridando forte:

“Fratello Tommaso, ho appena visto un bue volare!”.

Il gran dottore della Chiesa si alzò tranquillamente dal banco, lasciò la cella e dirigendosi verso l’atrio del monastero si mise a guardare in cielo con la mano sugli occhi affaticati dallo studio. Vedendolo così, il frate giocherellone si mise a ridere forte.

“Fratello Tommaso, sei così ingenuo da credere che un bue potrebbe volare?”

“Perché no, amico mio?”, rispose il santo.

E con la stessa semplicità, fiore di saggezza, disse:

“Preferisco pensare che un bue voli piuttosto che credere che un religioso possa mentire”.

 

Racconto raccolto da Malba Tahan in Leyendas del Cielo y de la Tierra

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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