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Lei è una terziara? Lui è un oblato? Di che si tratta?

Public Domain/WikimediaCommons
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I grandi Ordini religiosi hanno sempre incluso dei laici, alcuni dei quali sono diventati santi

Non molto tempo fa, qualcuno mi ha scritto su Facebook: “Se non sapessi che sei un’OSB penserei che tu sia una OP”.

La persona di cui parlo è una laica domenicana, quelli che venivano chiamati terziari domenicani (terziario si riferisce a un “Terz’Ordine” all’interno dell’Ordine dei Predicatori – OP). Al giorno d’oggi il linguaggio è stato semplificato, ma vedendo quel messaggio mi sono chiesta cosa pensi la gente del fatto che vengano affibbiate queste etichette ai laici.

Non c’è niente di misterioso al riguardo. I grandi Ordini religiosi della Chiesa hanno sempre fatto spazio ai laici che vogliono condividere la loro missione e la loro spiritualità, e alcuni di loro sono diventati così santi da essere canonizzati. Una di questi, Santa Caterina da Siena, OP, è Dottore della Chiesa.

“Se diventi terziaria domenicana, le tue possibilità di diventare santa aumenteranno del 75%!”, mi ha detto scherzando una volta una suora domenicana. “Ci sono molti laici domenicani santi. Di suore non ce ne sono altrettante”.

L’Ordine dei Predicatori ha un gran numero di laici tra santi, beati e venerabili. Il beato Pier Giorgio Frassati è uno di loro, mentre tra i santi ci sono Martín de Porres e Rosa da Lima.

Come oblata benedettina, dico subito che anche gli “OSB” hanno il loro buon numero di laici e laiche santi, come i santi Tommaso Moro, Tommaso Becket, Francesca Romana e re Enrico II, la Serva di Dio Dorothy Day e una serie eclettica di scrittori e studiosi come Paul Claudel, Rumer Godden, Joris-Karl Huysmans, Walker Percy e Jacques Maritain.

Quali sono, quindi, le differenze tra gli oblati benedettini, i laici domenicani, i francescani secolari o il terz’ordine carmelitano? Le distinzioni non sono consistenti, ma comunque contano.

I Terz’Ordini (o Ordini secolari) sono letteralmente “terze” parti delle famiglie domenicana, francescana e carmelitana, e i laici che vi si uniscono cercano di adattare i carismi e le caratteristiche di ogni Ordine alla propria routine quotidiana, il che a sua volta tende a modellare la loro vita in un modo che riflette quella dei loro fratelli e delle loro sorelle che hanno preso i voti.

Ad esempio, una mia amica del Terz’Ordine carmelitano tendeva al misticismo. Penitenziale, silenziosa e profondamente pia, aveva una libreria cattolica che voleva essere più che altro uno spazio di preghiera per “visitatori, non clienti”. Il negozio faceva raramente profitti, ma la gente era sempre lì a chiedere le sue preghiere. Quando è morta, la figlia ha cercato di trasformarla in una “vera” libreria cattolica, e non è durata neanche sei mesi.

I miei amici francescani secolari tendono al pragmatismo gioioso e con i piedi per terra dei francescani. Sono aperti, generosi, amichevoli, lavoratori e indipendenti, e servono la comunità attraverso l’azione. I laici domenicani che conosco sono come le mie amiche suore: calmi e studiosi, avidi lettori che non esitano comunque a testimoniare la propria fede agli altri.

In genere i Terz’Ordini fanno parte di province; tendono a incontrarsi in capitoli, una o due volte al mese, e ad assistere il lavoro dei loro fratelli e delle loro sorelle che hanno preso i voti.

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