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Papa Francesco: “Nella Sacra Scrittura, il Signore è presentato come ‘Dio misericordioso'”

© Antoine Mekary / ALETEIA

Radio Vaticana - pubblicato il 13/01/16

Il Pontefice durante l'udienza generale di oggi ha iniziato un nuovo ciclo di catechesi

Oggi, all’udienza generale svoltasi nell’Aula Paolo VI in Vaticano, Papa Francesco ha iniziato un ciclo di catechesi sulla misericordia secondo la prospettiva biblica, “così – ha detto – da imparare la misericordia ascoltando quello che Dio stesso ci insegna con la sua Parola. Iniziamo dall’Antico Testamento, che ci prepara e ci conduce alla rivelazione piena di Gesù Cristo, nel quale in modo compiuto si rivela la misericordia del Padre”.

La Bibbia insiste sulla misericordia di Dio
“Nella Sacra Scrittura, il Signore è presentato come ‘Dio misericordioso’. È questo il suo nome, attraverso cui Egli ci rivela, per così dire, il suo volto e il suo cuore. Egli stesso, come narra il Libro dell’Esodo, rivelandosi a Mosè si autodefinisce così: «Il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà» (34,6). Anche in altri testi ritroviamo questa formula, con qualche variante, ma sempre l’insistenza è posta sulla misericordia e sull’amore di Dio che non si stanca mai di perdonare (cfr Gn4,2; Gl 2,13; Sal 86,15; 103,8; 145,8; Ne 9,17). Vediamo insieme, una per una, queste parole della Sacra Scrittura che ci parlano di Dio”.

Dio si intenerisce per noi come una madre
“Il Signore è ‘misericordioso’: questa parola evoca un atteggiamento di tenerezza come quello di una madre nei confronti del figlio. Infatti, il termine ebraico usato dalla Bibbia fa pensare alle viscere o anche al grembo materno. Perciò, l’immagine che suggerisce è quella di un Dio che si commuove e si intenerisce per noi come una madre quando prende in braccio il suo bambino, desiderosa solo di amare, proteggere, aiutare, pronta a donare tutto, anche sé stessa. Quella è l’immagine che suggerisce questo termine. Un amore, dunque, che si può definire in senso buono viscerale”.

La misericordia è una festa
“Poi è scritto che il Signore è ‘pietoso’, nel senso che fa grazia, ha compassione e, nella sua grandezza, si china su chi è debole e povero,sempre pronto ad accogliere, a comprendere, a perdonare. È come il padre della parabola riportata dal Vangelo di Luca (cfr Lc 15,11-32): un padre che non si chiude nel risentimento per l’abbandono del figlio minore, ma al contrario continua ad aspettarlo – lo ha generato! – , e poi gli corre incontro e lo abbraccia, non gli lascia neppure finire la sua confessione – come se gli coprisse la bocca -, tanto è grande l’amore e la gioia per averlo ritrovato; e poi va anche a chiamare il figlio maggiore, che è sdegnato e non vuole far festa, il figlio che è rimasto sempre a casa ma vivendo come un servo più che come un figlio, e pure su di lui il padre si china, lo invita ad entrare, cerca di aprire il suo cuore all’amore, perché nessuno rimanga escluso dalla festa della misericordia. Eh, la misericordia è una festa!”.

Dio sa attendere
“Di questo Dio misericordioso è detto anche che è ‘lento all’ira’, letteralmente, ‘lungo di respiro’, cioè con il respiro ampio della longanimità e della capacità di sopportare. Dio sa attendere, i suoi tempi non sono quelli impazienti degli uomini; Egli è come il saggio agricoltore che sa aspettare, lascia tempo al buon seme di crescere, malgrado la zizzania (cfr Mt 13,24-30)”.

L’amore di Dio non dipende dai meriti umani
“E infine, il Signore si proclama ‘grande nell’amore e nella fedeltà’. Com’è bella questa definizione di Dio! Qui c’è tutto. Perché Dio è grande e potente, ma questa grandezza e potenza si dispiegano nell’amarci, noi così piccoli, così incapaci. La parola ‘amore’, qui utilizzata, indica l’affetto, la grazia, la bontà. Non è l’amore di telenovela… È l’amore che fa il primo passo, che non dipende dai meriti umani ma da un’immensa gratuità. È la sollecitudine divina che niente può fermare, neppure il peccato, perché sa andare al di là del peccato, vincere il male e perdonarlo”.

La fedeltà di Dio è senza limiti
“Una ‘fedeltà’ senza limiti: ecco l’ultima parola della rivelazione di Dio a Mosè. La fedeltà di Dio non viene mai meno, perché il Signore è il Custode che, come dice il Salmo, non si addormenta ma vigila continuamente su di noi per portarci alla vita: «Non lascerà vacillare il tuo piede, – dice il Salmo – non si addormenterà il tuo custode. Non si addormenterà, non prenderà sonno il custode d’Israele. […] Il Signore ti custodirà da ogni male: egli custodirà la tua vita. Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri, da ora e per sempre» (121,3-4.7-8)”. E a braccio ha aggiunto:  “Questo Dio misericordioso è fedele nella sua misericordia e Paolo dice una cosa bella: ‘Se tu in confronto di Lui non sei fedele Lui rimarrà fedele perchè non può rinnegare se stesso’. La fedeltà nella misericordia è proprio l’essere di Dio”.

La certezza della nostra fede: Dio è sempre affidabile
E ha concluso: “Per questo Dio è totalmente e sempre affidabile. Una presenza solida e stabile. È questa la certezza della nostra fede. E allora, in questo Giubileo della Misericordia, affidiamoci totalmente a Lui, e sperimentiamo la gioia di essere amati da questo ‘Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e grande nell’amore e nella fedeltà’”.

QUI L’ARTICOLO ORIGINALE

Tags:
catechesigiubileo della misericordiamisericordiapapa francescoudienza generale
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