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Chi è Rula Ghani, la first lady cristiana dell’Afghanistan

HEDAYATULLAH AMID / POOL / AFP

Afghan President Ashraf Ghani and his wife Rula Ghani cut the ribbon during a ceremony at the International Day of Rural Women event in Kabul on October 14, 2015. AFP PHOTO / POOL / Hedayatullah Amid / AFP / POOL / HEDAYATULLAH AMID

John Burger - Aleteia - pubblicato il 13/01/16

La maronita di origini libanesi cerca di migliorare le condizioni di vita delle donne nel suo Paese di adozione

L’Afghanistan è quasi al 100% musulmano. Secondo il World Factbook della CIA, la Nazione mediorientale ha una popolazione di 32,5 milioni di abitanti, il 99,7% dei quali professa la religione islamica.

Rula Ghani fa parte dello 0,3% indicato come “altro”. È la moglie del Presidente dell’Afghanistan, Ashraf Ghani, ed è cristiana.

Nata nel 1948 in Libano in una famiglia cristiana maronita, Rula Saade ha studiato a Parigi e ha conseguito un master in Studi Politici presso l’Università Americana di Beirut. Lì ha incontrato Ashraf Ghani, che ha sposato nel 1975. L’occupazione sovietica dell’Afghanistan e poi il potere dei talebani hanno impedito alla coppia di insediarsi nel Paese di lui. Rula ha conseguito un master presso la Columbia School of Journalism di New York, e Ashraf ha insegnato a Berkeley e alla Johns Hopkins, e ha lavorato alla Banca Mondiale.

Si sono trasferiti a Kabul nel 2002, e Ashraf è diventato Ministro delle Finanze dell’Afghanistan, sulla scia della vittoria della coalizione guidata dagli Stati Uniti sui talebani. Rula, scioccata dalle condizioni di vita di molti bambini, è andata a lavorare per Aschiana, un’organizzazione locale che aiuta a nutrire e a educare i bambini di strada.

Ghani è succeduto a Hamid Karzai come Capo di Stato nel settembre 2014.

Durante la campagna presidenziale, gli oppositori di Ashraf Ghani hanno cercato di trasformare la fede cristiana della moglie e il fatto che sia straniera in un cavallo di battaglia. “Dopo l’elezione volevo porre fine a tutte quelle fantasie”, ha detto Rula. “L’unica soluzione era parlare in pubblico. È per questo che ho accettato le interviste alla televisione nazionale. Gli afghani hanno visto che parlo il dari [una lingua afghana]; ero velata e vestita come si conviene. Sono riuscita a dimostrare che conosco l’Afghanistan”.

Dal canto suo, Ashraf Ghani ha compiuto un passo inedito nel suo discorso inaugurale, ringraziando la moglie per il suo lavoro sia come moglie e madre che per Aschiana. Il quotidiano francese Le Monde ha definito il gesto un “riconoscimento del tutto inusuale in un Paese in cui le donne sono relegate a ruoli umili”.

Nel 2015 la rivista Time ha incluso Rula Ghani nella sua lista delle 100 persone più influenti, sottolineando che “ha una lunga storia di attivismo” e “si è ripromessa di migliorare lo standard di vita delle donne in un Paese in cui queste hanno storicamente lottato per essere trattate in modo equo”.

“Le donne afghane hanno perso lo status di persone che rispettiamo. Prima non era così”, ha dichiarato Rula in un’intervista del dicembre 2014 a Paris Match. “Non penso di poter cambiare le cose in profondità”, ha lamentato. “Sono solo un simbolo, un motivo di speranza”.

Il suo sostegno ai diritti delle donne non è un tentativo di minare uno dei valori più importanti dell’Afghanistan, ha detto in un’intervista al LA Times.

“Ho notato che per alcune persone con cui parlo il progresso è considerato un liberarsi dalla famiglia, ma questo non è progresso”.

Quando le donne iniziano a lavorare, ha aggiunto, “non lo fanno per liberarsi, ma perché ne hanno bisogno, per contribuire al benessere della propria famiglia”.

Anche il suo background religioso è irrilevante. “Dio ha deciso che nascessi in una famiglia cristiana. Non succede tutti i giorni che una libanese sposi un afghano. Penso che la mano di Dio sia anche in questo”.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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