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Ignorare lo Spirito Santo: tutte quelle occasioni mancate

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Guven Demir/Getty Images

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Maria Garbis Davis - pubblicato il 05/01/16

So che lo Spirito Santo mi spingeva a fare una cosa piccola ma significativa. E ora l'opportunità è sfumata

Mentre raccoglievo tutti i miei libri di dieta e ginnastica per prepararmi a combattere per buttar giù gli ultimi 7 chili che mi hanno attanagliato nel mio post-partum, ho realizzato che non ho dato metà di questa attenzione ai cambiamenti nella mia vita che contano davvero. I miei piatti di pollo alla griglia insegneranno ai miei figli la compassione, l’amore e l’arte di donarsi? Uno stile di vita sano è sicuramente importante, ma i cambiamenti nel modo in cui vivo il Vangelo hanno effetti eterni.
Qualche anno fa ho ricontattato un vecchio amico attraverso Facebook. La sua vita aveva subito una svolta terribile, e quello che una volta era un insegnante cattolico ora entrava e usciva da centri di riabilitazione e prigioni nella sua lotta contro la dipendenza dall’eroina. Ho seguito il suo percorso mentre cronicizzava gli alti e bassi della sua lotta per rimanere “pulito” e l’ho visto spesso chiedere sostegno e assistenza nei suoi post. Ho deciso di mandargli qualcosa per rendere più facile il suo percorso: un buono regalo per un ristorante, una cartolina di preghiera o un biglietto di incoraggiamento.

All’inizio dello scorso anno ho saputo della battaglia che combatteva la sorella di un’amica d’infanzia. Nata con un difetto al cuore che aveva fatto pronosticare che non sarebbe vissuta oltre l’adolescenza, era diventata una splendida trentenne, sposata e con un bambino. Ora si stava sottoponendo coraggiosamente a un trapianto di cuore e di polmone, e visto che si prendeva cura anche della nonna che non era in buono stato di salute è stato diffuso un calendario di assistenza per aiutarla a far fronte alle necessità pratiche di nutrire e curare la sua famiglia. Sono rimasta commossa dai suoi post di fiducia nel progetto di Dio per il suo futuro e ho contattato con entusiasmo la sua famiglia per avere il suo indirizzo, di modo da poter mandare anch’io gli auguri e qualche pasto cucinato.

In entrambi i casi, purtroppo, i miei biglietti non sono mai stati spediti. Ero occupata. Anche se avevo inserito diligentemente questi compiti nella mia lista di cose da fare, man mano che le settimane passavano finivano sempre più in basso nella mia scala di priorità, fino ad essere rimossi del tutto.

Nelle ultime tre settimane, il mio amico che lottava con la tossicodipendenza è rimasto ucciso in un tragico incidente automobilistico e il corpo della giovane madre ha rigettato i trapianti. È stata portata rapidamente in un hospice, dove ha esalato il suo ultimo respiro.

Non fraintendetemi. Quando guardo indietro agli ultimi mesi mi sento confortata dal fatto di non essere stata un fallimento totale. Molti biglietti sono stati effettivamente mandati e varie cene sono state portate a famiglie che si trovavano ad affrontare crisi impreviste, ma questi due casi spiccano. Perché? Perché so che ero stata spinta dallo Spirito Santo ad essere una piccola fonte di consolazione per quelle persone specifiche e ho fallito. E ora l’opportunità se n’è andata.

L’intenzione c’era senz’altro, ma come cristiani siamo migliori delle buone intenzioni. Dobbiamo portare la luce in questo mondo così sofferente. E ora, su suggerimento del papa, dobbiamo rinnovare il nostro impegno e vigilare sempre sul fatto che siamo strumenti della misericordia di Dio.

I libri sulla dieta sono messi da parte. In primo luogo voglio essere una luce. Voglio vivere il Vangelo. Voglio cogliere l’Anno della Misericordia ed essere davvero misericordiosa. Voglio essere attenta allo Spirito Santo per non perdere le opportunità che mi manda. E voglio vivere l’esempio della beata Madre Teresa, e in quest’anno della sua canonizzazione fare quello che ha chiesto: “Andate nel mondo e amate le persone che incontrate”.

Iniziamo ogni giorno con questa preghiera dolce e semplice allo Spirito Santo scritta dal cardinale Desire-Joseph Mercer: “O Spirito Santo, amore della mia anima, ti adoro. Illuminami, guidami, rafforzami, consolami. Dimmi cosa fare; dammi i tuoi ordini. Prometto di sottomettermi a tutto ciò che vuoi da me e di accettare tutto ciò che permetti che mi accada. Fammi solo conoscere la tua volontà”.

Maria Garabis Davis ha una laurea in Giurisprudenza e un baccalaureato in Teologia. Già ministro giovanile e ora avvocato praticante, risiede a Columbus (Ohio, Stati Uniti) con il marito e i quattro figli.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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