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La Benedizione dell’Utero, una proposta spirituale femminista del New Age

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Luis Santamaría del Río - Aleteia - pubblicato il 28/12/15

Migliaia di donne diffondono in tutto il mondo una cerimonia per diventare delle dee

Forse alcuni si sono sorpresi vedendo un cartello che annunciava per il 22 dicembre 2015 una cerimonia di “Benedizione Mondiale dell’Utero”, da celebrarsi in occasione della luna nuova di dicembre (anche se la luna totalmente piena è prevista per il 25 dicembre, come segnalano i calendari astronomici). Alla Benedizione dell’utero che si è celebrata nell’agosto scorso sembra abbiano partecipato 100.000 donne in 130 Paesi. Di cosa si tratta? Ha qualcosa a che fare con i riti di fertilità di alcuni culti antichi o con la benedizione delle donne incinta che si fa nella Chiesa cattolica?

Come vedremo, non è niente di tutto questo. Si tratta di una delle proposte spirituali presenti nel conglomerato del New Age. Una delle linee principali della spiritualità alternativa è quella femminista radicale, che divinizza la donna e legge tutto ciò che è femminile in chiave sacra. Il personaggio più influente su questa linea è sicuramente Miranda Gray, autrice di Luna rossa e altri libri che sottolineano la spiritualità e la ritualità della gravidanza e del parto, delle mestruazioni e degli organi genitali femminili (chiamati yoni, prendendo il termine orientale del tantra). Vediamo qual è la proposta di questa autrice per poi passare ad analizzare la sua diffusione e la sua influenza.

Un “libro sacro”: Luna rossa

Miranda Gray si presenta come scrittrice, artista e “maestra mestruale e spirituale”. Il suo libro più famoso, che ha occupato posti di spicco nelle grandi librerie di tutto il mondo nella sezione dedicata alla spiritualità, è stato pubblicato nel 1994 con il titolo Red Moon. Queste dottrine vengono quindi diffuse su ampia scala da due decenni.

Quello che all’inizio potrebbe sembrare un tentativo accettabile di dissotterrare i tabù e i pregiudizi relativi alle mestruazioni femminili, che sono una cosa del tutto naturale e necessaria, va oltre proponendo tutto un sistema di credenze e riti. Nella pubblicità del libro, il messaggio alla donna è chiaro: “Luna Rossa ti aiuterà ad accettare la tua natura ciclica e a collegarti a ciascuna delle potenti energie racchiuse nelle quattro fasi del tuo ciclo mestruale; a godere di quelle energie e ad applicarle in modo creativo, sessuale e spirituale alla tua vita quotidiana; a risvegliare i miti ciclici e ad assumerli come un viaggio personale; a dissotterrare i tabù e a vivere in armonia con le varie fasi del ‘ciclo’”.

Nel suo libro, la Gray presenta tutta la sua dottrina sotto forma di racconto nel secondo capitolo, spiegando poi che tutta la mitologia, tutti i racconti e le favole delle varie culture e civiltà vanno letti e interpretati partendo dal ciclo mestruale quando appaiono archetipi femminili. Anche se percepisce questa simbologia anche nella ricerca del Graal, nel culto degli alberi, del serpente e di altri animali, assume la tradizione esoterica secondo la quale Adamo, prima di sposarsi con Eva, si era sposato con Lilith, che era pienamente consapevole della propria sessualità. Segnala anche che nelle Chiese cristiane normalmente “una donna non può essere sacerdote in virtù della sua femminilità, ma proprio questa femminilità e la sua sessualità sono quelle che la uniscono alla consapevolezza del divino”.

Dall’aspetto dottrinale a quello cerimoniale

Guardando al mondo antico, l’autrice ritiene necessario che la società “ristabilisca le cerimonie di iniziazione alla pubertà, quelle collegate alle stagioni e alla luna e quelle di trasformazione di fronte alla morte e alla nascita”. Questo, alla fine, “genererà un luogo nella società per le sciamane, le indovine, le sacerdotesse dell’oracolo, le streghe, le curatrici e le mistiche”. Si promuove chiaramente un ritorno al paganesimo e all’occultismo, e di fronte al paradigma della “Luna Bianca”, che sarebbe l’unico difeso in una società patriarcale, visto che cerca il momento di maggiore fertilità della donna, Miranda Gray difende l’importanza della “Luna Rossa” (quando l’ovulazione coincide con la luna nuova), che si centra sullo “sviluppo interiore”.

A livello personale, con un modello di diagramma lunare (perché ogni donna conosca le caratteristiche del proprio ciclo mestruale), parla delle varie energie che si liberano man mano che passano i giorni, fino al 28°: energie della Vergine, della Madre, della Fattucchiera, della Strega, ecc. Una volta che la donna è consapevole del proprio ciclo, “deve iniziare ad agire con le sue energie”, e per questo l’autrice propone esercizi di visualizzazione, di connessione della mente con l’utero ecc., affermando che la donna deve liberare le proprie energie sessuali e creative, una cosa che la può portare perfino a guarire con l’imposizione delle mani o a praticare la magia e la divinazione.

Miranda Gray propone rituali simbolici di transizione, concentrandosi soprattutto sul passaggio da bambina a donna con il primo ciclo. Oltre alla giustificazione più “dottrinale”, che si basa su figure come Biancaneve, Persefone o Demetra (sempre mitologie, racconti o leggende), l’autrice dà indicazioni sull’aspetto concreto del rituale: il luogo, le persone che ci possono essere e alcuni elementi imprescindibili: “la morte simbolica della bambina” che passa ad essere donna, “il benvenuto della figlia nella fratellanza di tutte le donne e della luna”…

Tutto questo processo viene guidato dalla madre. Il padre, ovviamente, non appare da nessuna parte. La madre può comunque delegare questa direzione spirituale: “un’altra possibilità è scegliere un gruppo di donne perché guidino attivamente tua figlia e le insegnino a comprendere il suo ciclo e le sue energie; svolgeranno il ruolo di ‘fata madrina’ o ‘madre luna’”.

Un altro rituale è quello della maternità, quando cessano temporaneamente le mestruazioni. Durante la gravidanza, la donna “continua a stare nella fase esteriore della luna piena, perché nel suo corpo porta una nuova vita che sta crescendo come la luce della luna crescente”. Il rituale può dividersi in due momenti: il rituale simbolico preliminare legato alla gravidanza e il rituale di ritorno al ciclo mestruale dopo il parto. Anche la menopausa dovrebbe essere ritualizzata come un momento fondamentale nello sviluppo spirituale femminile. In questo modo, “la donna post-menopausa ha la capacità di offrire ai suoi figli la propria conoscenza ed esperienza del mondo interiore, la divina fonte creativa e la spirale del lignaggio”.

In cosa consiste la Benedizione dell’Utero?

Come abbiamo visto ripercorrendo il libro di Miranda Gray, il suo linguaggio è piuttosto generico e “olistico”, molto in linea con il New Age, che include l’aspetto fisico, mentale e spirituale. Non c’è un linguaggio che parli della Dea, ma lo possiamo trovare in tutte le proposte che ruotano intorno alla Benedizione dell’Utero e che si basano a livello dottrinale su Luna rossa. Di fatto, nella pubblicità ordinaria di questo rito si parla in genere del “divino femminile”.

Le destinatarie di questa cerimonia sono tutte le donne a partire dalla pubertà, come si può leggere nella convocazione: “La Benedizione è disponibile per tutte le donne, indipendentemente dal fatto che attualmente abbiano o meno un utero e il ciclo mestruale. L’energia del Divino Femminile è per tutte noi. L’unica condizione per la Benedizione è che le ragazze giovani debbano aver avuto la loro prima Luna per ricevere l’energia”.

Con il linguaggio tipico del New Age, si segnala che la Benedizione dell’Utero è “un dono di energia che porterà guarigione alla nostra femminilità, al nostro utero e ai suoi cicli, alla nostra creatività e fertilità, alla nostra sessualità e spiritualità”. Si tratta di un rito che “ci libererà dal passato, dalle aspettative limitanti, dal senso di colpa e dal dolore, liberando la gioia profonda dell’anima, l’espressione del potere e della bellezza della donna. È una bella benedizione e un ripristino della luce per le anime delle donne in un mondo duro e maschile”.

Il linguaggio che parla del divino si ripete costantemente nei testi ufficiali, in cui leggiamo che la finalità è “collegare di nuovo con il Sacro Femminile”, e con termini molto simili a quelli del reiki e di altre tecniche di guarigione energetica si dice che “la Benedizione dell’Utero funziona come un’iniziazione o una sintonizzazione, nella quale l’energia si canalizza verso di te”, ma non si offrono altri dettagli sul rituale. Miranda Gray spiega che “il mio ruolo come ‘canale’ è molto esiguo, sono semplicemente il centro della rete che collega tutte le donne nella Benedizione alla vibrazione del Divino Femminile e tra loro”. In alcuni passi si parla di “Amore Divino”, ma mai di Dio.

Le madri lunari

Chi sono le donne che realizzano questo rituale? Le cosiddette Moon Mothers o “madri lunari”, formate nelle dottrine della Gray. Sono incaricate di una triplice funzione: “realizzare benedizioni e guarigioni di utero personalmente, due tecniche energetiche che lavorano sui tre centri femminili di potere (ghiandola pituitaria, cuore e utero) e i 4 archetipi (fanciulla, madre, fattucchiera, strega); sostenere e guidare le donne nella Benedizione Mondiale dell’Utero e partecipare attivamente con Miranda Gray alla Benedizione Mondiale dell’Utero”.

La cosa è regolarizzata, visto che la pagina web ufficial della Benedizione dell’Utero offre una lista delle madri lunari autorizzate in tutto il mondo, che sono migliaia e hanno un codice di pratiche in base al quale “una Moon Mother può offrire la Benedizione dell’Utero come terapia di guarigione, come sviluppo, sostegno o pratica spirituale, o come una celebrazione”.

Nel laboratorio di due giorni che si svolge per poter diventare una madre lunare, secondo una delle sue praticanti, “ci ricolleghiamo intimamente con la sacralità del nostro utero e con la nostra femminilità. Ci viene offerto un cammino per esprimere la nostra spiritualità in un modo che ci risuona particolarmente come donne, e risveglia e rafforza il nostro legame con la guaritrice che tutte abbiamo dentro. Nel corso impariamo due strumenti molto pratici e potenti: una Benedizione dell’Utero e una Guarigione dell’Utero per offrire ad altre donne che vogliono ricollegarsi al Divino Femminile e celebrare il fatto di essere donna in tutti i suoi aspetti”.

Al termine del laboratorio, che Miranda Gray impartisce in tutto il mondo – e di cui non viene specificato il prezzo –, le donne sono designate madri lunari e potranno diffondere queste convinzioni e queste pratiche, di modo che si configura un’attività certamente lucrativa per molte (non è un caso che nelle istruzioni si dica che la madre lunare manterrà il rapporto “di una professionista con una cliente” e che “può chiedere una tariffa”. L’obiettivo finale, secondo quanto viene indicato, è “collegare le donne in un’unica famiglia amorevole, spirituale e femminile”. A questo scopo, non ci sono solo i due riti principali già segnalati, ma le madri lunari, come direttrici spirituali, “possono aiutare le donne nei momenti di cambiamento e di sfida nella loro vita, e possono essere un modo di celebrare e onorare la prima mestruazione, un matrimonio, la maternità e la menopausa”.

Riassumendo…

Di fronte a una cultura prevalentemente patriarcale, Miranda Gray ha proposto una femminilità di tipo esoterico come antidoto, centrando tutto intorno al ciclo mestruale, che sarebbe il più grande potenziale spirituale della donna. Le cerimonie di Benedizione dell’Utero pretendono la pulizia interiore e la guarigione della donna, facendole recuperare il suo posto centrale nel mondo.

Questo, che vuole essere una liberazione della donna, la rende tuttavia spiritualmente dipendente dalla Gray, che è l’unica a poter formare madri lunari in tutto il mondo (visto che è proibito che una madre lunare possa iniziarne altre). Questo le assicura l’esclusività e che solo lei è capace di trasmettere questa saggezza all’umanità (o a metà dell’umanità, visto che gli uomini sono esclusi da questa possibilità).

Un altro prodotto del New Age, che dice di basarsi sugli antichi culti della fertilità e sulla saggezza popolare, che si diffonde tra le donne attraverso la Benedizione dell’Utero e le fa guardare se stesse come esseri speciali che partecipano al Divino Femminile. Come sempre, le vecchie dottrine presentate come nuove e il modello di affari tornano a sottolineare le proposte terapeutiche e spirituali del New Age, che spinge la persona verso se stessa in un’autodivinizzazione che la allontana da Dio.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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