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Cosa – e soprattutto come – cucinare a Natale?

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Aleteia - pubblicato il 23/12/15

Il motto è “Goditelo e fallo godere agli altri”

La cena della vigilia di Natale e il pranzo natalizio sono così importanti che spesso l’elaborazione del menù è oggetto di discussione (e di litigio) già settimane prima. Le famiglie in genere pianificano e fanno la spesa in anticipo.

Ogni famiglia ha le proprie tradizioni, quelle del marito e quelle della moglie, con i propri legami familiari e i piatti “di sempre”. Ogni regione del mondo ha i propri piatti tipici. Ogni anno, inoltre, va di provare cose nuove. Come armonizzare i gusti di tutti?

Le tradizioni sono importanti, ma lo è anche la creatività.

C’è una regola d’oro perché tutto vada bene: non impegnarsi a trasformare la cena in un Masterchef per mostrare le proprie capacità e fare bella figura. Bisogna essere l’anima della festa, non la superstar di un concorso!

1. Pensa a cosa piace alla tua famiglia. Non impegnarti a realizzare un piatto sofisticato perché lo hai visto in una rivista se sai che gli ingredienti non piacciono ai tuoi familiari. Se nella tua famiglia c’è disaccordo a livello di gusti, cerca di trovare quello che unisce e abbi attenzione concrete nei confronti di qualcuno, ad esempio usa la ricetta di tua suocera, che forse riporterà il tuo coniuge ai Natali della sua infanzia.

In particolare, pensa a chi ha problemi alimentari: diabete, celiachia, allergie o problemi con determinati alimenti. Per quanto possibile, prepara cose che tutti possano mangiare. Non succede niente se cucini un dolce con il dolcificante per tutti se questo permette che un tuo parente con il diabete quella sera possa mangiare come tutti gli altri.

2. Prepara con affetto. Pianifica bene il menù, dalla spesa – stai anche attento a non sprecare, a spendere tenendo conto di chi non potrà usufruire di un buon pasto natalizio – alla presentazione del piatto. Dedica del tempo a questo compito. In cucina il tempo è fondamentale perché i piatti riescano bene. Un piatto presentato con eleganza, giocando con i colori (a Natale tieni conto soprattutto del rosso) e i sapori, nutre i cinque sensi.

3. Prendi la cosa sul serio, impegnati. Quando cucini, stai facendo un servizio agli altri. Forse dovrai impegnare tutta la tua attenzione e tutte le tue capacità per ottenere un buon risultato, o può essere che tu abbia esperienza e talento per improvvisare e sviluppare la tua creatività, anche con simboli che puoi svelare o su cui puoi mantenere il segreto… Magari potresti trasformare la preparazione del pasto in una preghiera.

4. Coinvolgi gli altri: se inviti qualche familiare e si offre di portare qualcosa, non disprezzare l’offerta. Magari avevi pensato a un dolce fantastico e il nonno arriva con dei semplici dolcetti. Non succede niente! Più persone partecipano, più gioia ci sarà a tavola.

Perché non farlo in famiglia? Ideare tra tutti i piatti, andare a fare la spesa, preparare la tavola tutti insieme… la cena del 24 inizia molto prima di sedersi.

In particolare, coinvolgi i bambini. Fai preparare loro i biscotti o la frutta. Cucinare unisce molto la famiglia, e fa sì che i bambini siano più disposti a mangiare.

5. Se la cucina non è il tuo forte, puoi chiedere aiuto a qualche persona più esperta per preparare il tuo pasto natalizio, o anche comprare piatti già cucinati ai quali dare poi un tocco personale.

E soprattutto, non dimenticare il motto: GODITELO. Non prefissarti grandi mete personali (fare bella figura, ecc.), fissane solo una: che la tua famiglia si senta amata da te. E se non sei tu a cucinare, non dimenticare di evitare frasi tipo “Ma l’anno passato era meglio” o “Avrei voluto che avessi fatto…”

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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