Aleteia
martedì 27 Ottobre |
Santi Luciano e Marciano
Chiesa

In vacanza (e a Messa) con Ratzinger: le omelie di Pentling

Marinella Bandini - Aleteia - pubblicato il 18/12/15

Semplicità e profezia. Una "collana di perle": dieci testi inediti degli anni '80-'90 raccolti in un volume della Lev. Con prefazione di Benedetto XVI

Nella casa di Pentling (Baviera), un villetta bianca a due piani con il giardino, ha trascorso i suoi momenti di riposo, circondato dagli affetti familiari, sia negli anni in cui era professore di dogmatica a Ratisbona, sia quando era a Roma come prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. Pentling è sempre rimasta il luogo ideale per i ritiri e le vacanze di Joseph Ratzinger, poi Benedetto XVI, il luogo dove pensava di trascorrere i suoi anni una volta in pensione. Un piccolo volume (Edizioni LEV) raccoglie ora “Le omelie di Pentling”, dieci testi inediti, registrazioni di alcune prediche pronunciate negli anni ’80-’90 dall’allora cardinale nella chiesetta del paese, dedicata a San Giovanni. Testi che il Papa emerito – come egli stesso scrive nella Prefazione al volume – ha riletto inizialmente “con una certa curiosità e anche con un po’ di scetticismo”. Tuttavia, “ben presto leggere quei testi è diventato per me non solo un incontro con la Parola di Dio (…), ma anche un viaggio del cuore nei bei giorni passati. Riviveva di fronte a me la chiesetta del mio paese e, con essa, la fede, la preghiera e il canto di tutte quelle persone con le quali mi sentivo a casa”.

E così ha dato il placet: “Ho pensato che magari poteva essere bello anche per altri, e non solo per gli abitanti di Pentling, per così dire andare a Messa la domenica insieme me e ascoltare il Signore”. I testi, a parte piccole correzioni mantengono lo stile familiare con cui sono nati, quel modo profondo e semplice a un tempo che è il tratto caratteristico di questo grande teologo e Pontefice. “Un’autentica collana di perle” scrive l’editore. Ogni testo “è come una miniatura dei grandi temi che fanno la riflessione teologica e pastorale” di Joseph Ratzinger – Benedetto XVI: il mistero dell’Amore di Dio, la genesi e la natura della Chiesa, il significato e l’importanza della giusta adorazione di Dio; il rapporto tra libertà e verità, tra fede e ragione, tra fede e politica. Sono testi che non perdono mai, anche affrontando i grandi temi della vita e del mondo, la dimensione intima del rapporto tra ogni uomo e Dio, il solo in cui l’uomo può ritrovare la sua statura e dignità, in cui si giocano la sua libertà e la sua salvezza.

Le parole di Ratzinger suonano spesso profetiche. Come quelle dell’87 in cui sottolinea “quanto oggi la Chiesa rischi di estinguersi” se la fede viene trasmessa come tradizione anziché come vita. Qualche anno più tardi parlerà di “chiese vuote” e “discepoli che vanno via”, dell’indifferenza che è “il modo più radicale di rifiutare Dio”. Già nell’86 Ratzinger parla della stanchezza dell’Europa: “Non c’è forse in noi una sicurezza di sé che è insieme indifferenza e scontentezza? Non c’è forse una scontentezza, un malanimo nella fede, una acrimonia nella Chiesa che più nulla hanno a che fare con la vicinanza di Gesù?”. Nel ’96, alla Vigilia della Pentecoste, parla della libertà come legame con Dio. Nell’omelia del ’99, con davanti il dramma del Kosovo, Ratzinger si sofferma sulla violenza che irrompe nel mondo quando l’uomo si allontana da Dio: “Dove Dio non è più temuto, gli uomini diventano tremendi, terribili l’uno per l’altro (…) perché non riescono più a vedere Dio nell’altro; perché non temono più di ferire la sacra presenza di Dio nell’altro”.

Il primo testo è di 30 anni fa, dell’86. Parla della storia, di Dio e dell’uomo: “Quando cominciamo a voler dire a Dio se doveva permettere Auschwitz oppure no, se sia stato giusto in questo o in quello, scegliamo una prospettiva che non conosciamo (…). Il compito che ci è dato è un altro: non elucubrare, ma vivere!”. Dirà tre anni più tardi, commentando gli stessi brani: “A me, a ognuno di noi egli dice: ‘Non saranno salvati questi o quelli, piuttosto cerca con tutte le tue forze di entrare per la porta stretta’”. Nell’87, domenica prima di Pentecoste, parla di come sorge Chiesa: “All’inizio della Chiesa c’è sempre un atto di fede. (…) È importante che non ci sia solo la nostra Chiesa, ma la sua Chiesa”. Quasi dieci anni dopo dirà: “La Chiesa non possiamo ‘farla’ con le nostre decisioni, le nostre consultazioni e i nostri dibattiti. (…) La Chiesa può nascere solo se siamo toccati da Dio”. Nel ’91 il tema è l’Eucaristia: “È divenuto un Dio a portata di mano, un Dio, che si mette nelle nostre mani”. E propone una sorta di riformulazione del Padre Nostro: “‘Dacci oggi il nostro pane essenziale’. Il pane di cui ha bisogno il nostro essere”.

Nel ’98 una riflessione che oggi risuona quanto mai attuale: “(…) La violenza è diventata talmente forte che essa è giunta al vertice delle nostre preoccupazioni e paure; talmente forte che la lotta contro di essa ci appare come la priorità assoluta”, ma “per quante saranno le carceri che lo Stato potrà costruire e per quante saranno le forze dell’ordine che esso potrà stipendiare, non basteranno, perché il bene è stato confinato nella discrezionalità”. Nell’ultima omelia riportata si parla delle “chiavi del Regno dei cieli”. Tema quanto mai appropriato per questo Giubileo della Misericordia. Le “chiavi” della Chiesa sono la potestà di magistero, di dire la parola definitiva e infallibile. Quello che conta è “quello che solo il Padre nei Cieli ci dà, quello che non proviene né dalla carne né dal sangue. (…) Se la Chiesa non ha questo, allora non ne abbiamo bisogno (…)”. E “anche il Papa non può fare quel che vuole. Non è un monarca assoluto (…) egli è il garante dell’ubbidienza (…) del fatto che professiamo la fede di sempre della Chiesa che egli, opportune importune, difende contro le opinioni del momento”. C’è un’altra chiave, conclude il cardinale Ratzinger: “È potestà di remissione, di perdono dei peccati (…). Alla fine l’autentica chiave del Regno dei cieli (…) è il perdono”.

Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Tags:
papa benedetto xvi
Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
Camille Dalmas
Il montaggio dietro alla discussa frase del p...
CARLO ACUTIS, CIAŁO
Gelsomino Del Guercio
Preghiera a Carlo Acutis con richiesta di una...
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una caus...
Gelsomino Del Guercio
Scomunicato Vlasic, ex padre spirituale dei v...
Padre Fortea exorcista
Francisco Vêneto
Il demonio e le chiese date alle fiamme: per ...
ARCHANGEL MICHAEL
Gelsomino Del Guercio
La preghiera di protezione contro gli spiriti...
Mirko Testa
Quali lingue parlava Gesù?
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni