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C’è un episodio in cui Dio non perdona il peccatore?

Pixabay.com/Public Domain
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La parabola de "L'anonimo ricco e il povero Lazzaro" nel Vangelo di Luca è l'unico esempio in cui si nota l'assenza della Misericordia

La Misericordia al contrario. Ovvero la non concessione di un’ultima volontà espressa dal peccatore. Accade anche questo nelle Sacre Scritture.

Nel volume “Le parabole della Misericordia” (edizioni San Paolo), a cura del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, si ricorda il caso particolare della parabola dell’anonimo ricco e del povero Lazzaro contenuta nel Vangelo di Luca.

LA PARABOLA

C’era un uomo ricco che vestiva di porpora, di bisso e ogni giorno festeggiava lautamente. Un povero, di nome Lazzaro, giaceva davanti al suo portone piagato e desiderava sfamarsi di quanto cadeva dalla tavola del ricco; persino i cani venivano a leccargli le ferite. Avvenne che il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo; morì anche il ricco e fu sepolto.

Mentre stava negli inferi, fra i tormenti, alzati i suoi occhi, vede Abramo da lontano e Lazzaro nel suo seno. Gridando disse: «Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere la punta del suo dito nell’acqua per bagnarmi la lingua, perché sono tormentato fra queste fiamme». Abramo disse: «Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni nella tua vita, e Lazzaro similmente i mali; ora però in questo modo lui è consolato, tu invece sei tormentato. Inoltre tra noi e voi è stato fissato un grande abisso, cosicché quelli che vogliono non possono attraversare da qui verso di voi, né si può venire da voi verso di noi».

Disse: «Allora ti prego, padre, di mandarlo a casa di mio padre; ho infatti cinque fratelli, in modo che possa testimoniare per loro, affinché non vengano anche loro in questo luogo di tormenti». Ma Abramo gli dice: «Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro». Ma disse: «No, padre Abramo, se uno dai morti andasse da loro si convertirebbero». Gli disse: «Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risorgesse dai morti si convincerebbero».

CAPOVOLGIMENTO DELLA MISERICORDIA

A differenza delle parabole che trattano in positivo della Misericordia (pecora ritrovata; dracma ritrovata; padre misericordioso), anche in questa si assiste al capovolgimento della situazione, ma con una differenza: ora il ribaltamento è definitivo poiché ci sono due ostacoli. Il primo ostacolo è il portone di casa che impedisce a Lazzaro, per volontà del ricco, di essere soccorso. Il secondo ostacolo è l’abisso tra gli Inferi, dove si trova il ricco, e il seno di Abramo dov’è stato accolto Lazzaro.

NON ESAUDITE LE RICHIESTE DEL RICCO

La sproporzione fra il tempo e l’eternità è comunicata dal silenzio del tempo e dal dialogo dell’eternità: entrambi restano non esauditi. Durante il tempo, il ricco non ha colmato la fame di Lazzaro; nell’eternità, Abramo non può esaudire le tre richieste del ricco. Lazzaro non può alleviare i tormenti del ricco neanche con un dito; non può essere rimandato nel mondo per testimoniare che cosa succede nell’aldilà; e neanche la risurrezione di un morto può convertire i cinque fratelli del ricco.

UNA SUPPLICA INASCOLTATA

Eppure negli Inferi il ricco ripete una supplica: «Abbi pietà di me» (16,24; 18,13). Ma è l’unico caso dove la supplica di un uomo non è esaudita, perché la situazione è diventata irreparabile. Com’è concepibile una situazione irreparabile per l’infinita Misericordia di Dio?

SITUAZIONE IRRISOLVIBILE

Il punto di svolta spiega la ragione principale per cui la situazione del ricco è irrisolvibile. Quando il ricco è negli Inferi e vede Lazzaro nel seno di Abramo lo riconosce e lo chiama due volte per nome. Così si autocondanna con le sue stesse parole: conosceva Lazzaro durante la vita terrena, ma lo aveva sempre ignorato.

LA MISERICORDIA E’ VERSO IL PROSSIMO

Dunque la situazione è insanabile perché la compassione è possibile fin quando c’è un povero che giace piagato davanti al portone di un ricco; dopo non ha più senso ed è di fatto impossibile. La Misericordia di Dio si declina sempre con quella per il prossimo; e quando manca questa, non c’è spazio neanche per quella. Non a caso Dio non è mai menzionato in tutta la parabola: parla e opera per mezzo di Abramo.

 

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