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13 tradizioni natalizie da tutto il mondo che sicuramente non conosci

Flickr.com/Kevin Dooley/CC
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di Sebastian Campos

Il termine Natale deriva dalla parola latina “nativitas”, che significa nascita, per cui chi celebra il Natale celebra la nascita di qualcuno, celebra o meglio la nascita di Gesù, il Figlio di Dio. Per quanto ne sappiamo, la Vergine Maria non ha dato alla luce un signore vestito di rosso con i capelli bianchi, né nel presepe c’erano pini, abeti o altri tipi di alberi; così come non c’erano luci, se non quelle delle stelle. È superfluo dire che gli unici regali erano per il bambino che era appena nato (protagonista di quella festa) ed erano doni simbolici: oro, incenso e mirra, non acquistati in un centro commerciale.

Se questa è la cornice della celebrazione, tutto il resto rimane un po’ vago e costa sostenerlo argomentandone l’esistenza. Ed è proprio per riuscire a festeggiare la nascita del Figlio di Dio che in vari Paesi, come espressione della propria cultura, si sono affermati diversi modi di celebrare il Natale. Anche se sono nate allo scopo di rallegrarci per il mistero della venuta di Gesù nel mondo, alcune sono state distorte e hanno perso il proprio valore reale, trasformandosi soltanto in buone scuse per festeggiare in modo eccessivo.

Volendo restituire origine e senso a queste tradizioni, abbiamo scelto quelle che spiccano per il loro senso spirituale.

1) Messico: le Posadas e la Misa del gallo

Il senso delle Posadas è offrire al bambino Dio uno spazio in casa propria. I festeggiamenti natalizi iniziano il 16 dicembre, con la rappresentazione delle difficoltà di San Giuseppe e della Vergine Maria nel trovare un alloggio durante il loro viaggio a Betlemme. Per nove giorni, fino alla Vigilia, le famiglie fanno a turno ogni sera e celebrano una Posada in casa propria. Dopo la rappresentazione inizia la festa, nella quale i bambini rompono una pignatta che rappresenta Satana, piena di arance, mandarini, canna da zucchero e maní. Nel XVI secolo la festa si è sviluppata negli atri dei complessi religiosi, estendendosi poi alle strade, che si riempivano di gente che formava processioni. Nel XIX secolo le Posadas erano già saldamente insediate all’interno delle case.

2) Costa Rica: il Candelero

Le celebrazioni in Costa Rica hanno il proprio punto di forza nel festeggiare eventi relativi a Gesù quando era già nato, nella fattispecie un paio di giorni dopo la sua nascita. Iniziano il primo giorno di dicembre e terminano il 2 febbraio, quaranta giorni dopo la nascita di Gesù. Il 2 febbraio si celebrano tre festività, una delle quali è il rito della purificazione della Vergine Maria, mentre un’altra è la commemorazione della presentazione del Bambino al Tempio, che coincide con la prima. La terza è la celebrazione del giorno del Candelero, festività osservata in onore dei primi cristiani che gioirono per quaranta giorni dopo la nascita di Gesù, facendo una processione intorno alla chiesa con candele come simbolo di purificazione attraverso la luce.

3) Etiopia: Messa all’alba e tutti vestiti di bianco

In Etiopia Gesù è il centro della celebrazione. Seguendo la tradizione ortodossa, si celebra la nascita di Cristo in una festività chiamata Ganna, il 7 gennaio. Il mattino seguente tutti si vestono di bianco per andare alla Messa alle 4 del mattino, e le famiglie digiunano tutto il giorno. L’epoca del Ganna non è un’occasione per offrire regali ai bambini, ma una celebrazione spiccatamente religiosa.

4) Filippine: luci da settembre

Si stima che le Filippine abbiano il periodo natalizio più lungo del mondo, ma non per fare le compere di Natale in anticipo, quanto per preparare il cuore a ricevere il Signore. All’inizio di settembre cominciano ad apparire decorazioni, luci e musica di festa nelle case e nei luoghi pubblici. L’inizio delle feste è segnato dal novenario, un insieme di nove Messe notturne, dal 16 al 24 dicembre, chiamate “Messe del dono” o “Messe del gallo”. Il Natale termina ufficialmente con il giorno dei Re Magi (Tatlong Hari in tagalog), noto anche come Epifania, che la Chiesa celebra il 6 gennaio ma nelle Filippine è stato spostato alla prima domenica del mese. Alcuni bambini mettono le proprie scarpe sul balcone perché i tre Re Magi lascino loro dei regali.

5) Colombia: giorno delle candele e la Novena

In Colombia è il Bambino Gesù a portare i regali e ad essere il protagonista. L’inizio ufficiale delle festività natalizie colombiane è il 7 dicembre, in cui si celebra il giorno delle candele. Di notte, le strade vengono decorate con candele e lanterne di carta che illuminano le città in onore dell’Immacolata Concezione, che si festeggia l’8 dicembre. In molte località, i vicini si riuniscono per decorare le strade e i quartieri, trasformandoli in autentici “tunnel di luce”. Un altro momento importante è la novena. Per nove giorni, la gente si riunisce intorno al presepe e all’albero di Natale in casa, pregando, cantando canti natalizi e condividendo con i più piccoli il messaggio della nascita del Bambino Dio.

6) Germania: San Nicola nelle scarpe

In Germania, il signore vestito di rosso, con gli stivali, i capelli bianchi e la grossa pancia viene riscattato nella sua versione originale, quella del santo. Il 6 dicembre, giorno di San Nicola, il santo lascia dei doni nelle scarpe dei bambini. A volte San Nicola visita i bambini in asili, scuole e atti pubblici, e i piccoli devono recitare una breve poesia o cantare una canzone per ricevere dolci o qualche dono.

7) Polonia: Opłatek, l’ostia natalizia

Sulla tavola natalizia si trova ogni tipo di cibo. La tradizione vuole che ci siano 12 piatti diversi, che simboleggiano i 12 apostoli, e in genere non c’è carne. Prima di cena, la famiglia circonda la tavola e legge nella Bibbia il passo in cui si annuncia la nascita di Gesù. Si canta un canto natalizio e poi ogni membro della famiglia prende l’“opłatek” (un’ostia decorata con motivi natalizi) e uno per uno si prende un pezzetto dell’ostia dell’altra persona e prima di mangiarlo ci si augura il meglio a vicenda. San Giovanni Paolo II, polacco, riferendosi all’opłatek diceva che “l’ostia natalizia è un segno di riconciliazione. Dio viene all’uomo, Dio ci dona la riconciliazione. E da qui parte la prima risposta dell’uomo. Se Dio si riconcilia con noi, se Cristo nasce a Betlemme, allora io, uomo, devo riconciliarmi con mio fratello”.

8) Norvegia: il Natale inizia a Santa Lucia

Per la Chiesa cattolica, Lucia è la santa protettrice della luce. In Norvegia, le bambine si vestono da “Lucia” seguendo la leggenda che racconta che portava una corona di candele in testa per avere le mani libere e poter così portare di nascosto il cibo ai cristiani che si nascondevano nelle catacombe. Il 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, primo giorno delle celebrazioni natalizie in Svezia, Danimarca e Norvegia, è il giorno più breve dell’anno, il solstizio d’inverno, secondo l’antico calendario gregoriano, ed è uno dei pochi giorni santi celebrati nei Paesi scandinavi.

9) Irlanda: candela alla porta

Gli irlandesi sono per la maggior parte cattolici, e per questo le tradizioni natalizie dell’Irlanda sono molto influenzate dalla fede. Una delle tradizioni più singolari delle decorazioni natalizie è quella delle candele, ma non a scopo ornamentale come le luci che si mettono sull’albero, quanto come segno di vita, di attesa e di fede. Si colloca una grande candela bianca all’ingresso di casa o su una finestra. La candela viene accesa dal più piccolo di casa la Vigilia di Natale come simbolo per dare il benvenuto alla Sacra Famiglia, e potrà essere spenta solo da una bambina o da una donna di nome Maria.

10) Armenia: digiuno di 3 giorni

Tradizionalmente, gli armeni digiunano la settimana che precede il Natale, e i più devoti possono anche non mangiare niente nei tre giorni prima della Vigilia per ricevere l’Eucaristia con lo stomaco “puro”. Il giorno di Natale si usa un saluto speciale: Krisdós Dzenav iev haidnetsáv, “Cristo è nato ed è stato rivelato”, a cui si risponde: Tsezí mezí medz avedís, “Per voi e noi grande notizia o buona novella”, oppure Orniál e harutiúne Krisdosí, “Benedetta è la rivelazione di Cristo”.

11) Paraguay: presepi con profumo di fiori

In Paraguay, la celebrazione ha un carattere nettamente religioso e spirituale. Il presepe è il protagonista nelle tradizioni paraguayane, e in quasi tutte le case del Paese si trova almeno una scena della natività. I fiori sbocciano ovunque nell’estate paraguayana, e vengono utilizzati per decorare chiese e case, in particolare il fiore di cocco. Non si sa esattamente quando si sia iniziato a usare questo fiore nei presepi paraguayani. La tradizione dice che visto che il cocco è una pianta sacra per i guaraní, al tempo dei missionari spagnoli lo offrirono al Bambino Dio durante il processo di evangelizzazione. Lo stesso accade con la frutta di stagione come angurie, meloni, ananas e uva, selezionati per riempire con il loro aroma i presepi del Paese.

12) Venezuela: le paraduras del Bambino

La paradura è una festa in cui si rappresenta l’episodio biblico dell’infanzia di Cristo che racconta come il Bambino si sia perduto e sia stato ritrovato nel tempio. In questi festeggiamenti, il Bambino Gesù è messo in piedi e viene fatto camminare, come qualsiasi bambino, nel rituale della parada o paradura rituale, in cui vengono nominati padrini che si incarichino di farlo camminare. Con queste celebrazioni si ratifica l’idea del reinserimento permanente del Bambino sia nella famiglia che nella comunità. Si effettua una processione dell’immagine nelle mani dei padrini e circondata dal popolo. Le paraduras si svolgono dal 31 dicembre al 2 febbraio, quando nelle case venezuelane viene tolto il presepe.

13) El Salvador: le as pastorelas

A El Salvador ci si imbeve del sentimento dei testimoni della nascita di Gesù, quelli che furono i primi a dargli il benvenuto al mondo. Viene rappresentata l’adorazione del Figlio di Dio attraverso canti e balli, con giovani e adulti che interpretano i pastori, il demonio, i saggi d’Oriente, la Vergine Maria, Giuseppe, il Bambino Dio e altri personaggi, per mostrare le difficoltà della Sacra Famiglia nel trovare alloggio prima della nascita di Gesù, gli ostacoli che il demonio pone a chi vuole andare ad adorarlo e come il bene vince il male. La celebrazione è accompagnata da un gruppo di musicisti, che danno il ritmo che accompagna i vari canti eseguiti dagli attori.

Forza, raccontaci le tue tradizioni!

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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natale
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