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Pensi che il tuo matrimonio non sia valido? Ecco cosa fare

Chiara Santomiero - Aleteia - pubblicato il 15/12/15

Il canonista Paolo Moneta spiega i principi della riforma in materia di nullità matrimoniali

“Non chiamatelo divorzio cattolico”: fa chiarezza sulle novità introdotte da papa Francesco in materia di nullità matrimoniali il canonista Paolo Moneta, già professore ordinario all’Università di Pisa e membro della commissione ad hoc istituita dal pontefice per la riforma. L’occasione del colloquio è il convegno organizzato dall’Associazione canonistica italiana e dalla Facoltà di diritto canonico della Pontificia Università Gregoriana proprio sul tema “La riforma del processo canonico per le cause di dichiarazione di nullità del matrimonio” a seguito delle lettere apostoliche in forma di motu proprio “Mitis Iudex Dominus Iesus” e “Mitis et Misericors Iesus” dell’agosto scorso, cui si è aggiunto il 7 dicembre il rescritto sul compimento e l’osservanza della nuova legge. La sollecitudine del pontefice, spiega Moneta, è di tipo pastorale: “Papa Francesco è preoccupato per coloro che hanno avuto un matrimonio finito male e vivono in una situazione che la Chiesa considera irregolare, in quanto un matrimonio non può essere sciolto con il divorzio. Per questo ha cercato di rendere più accessibile e snello lo strumento della nullità del matrimonio. Questo non significa che si sia voluto stravolgere il giudizio di nullità e renderlo una sorta di ‘divorzio della Chiesa’. La Chiesa resta ferma sul principio dell’indissolubilità, ma può agire sulle modalità con cui viene accertata la nullità del matrimonio”.

Al professor Moneta Aleteia ha chiesto quale strada deve intraprendere un fedele che si trovi a nutrire dubbi sulla validità del proprio matrimonio.

In quali circostanze è giustificato il sorgere di dubbi?

Moneta: Può accadere quando nelle modalità con cui si è arrivati alle nozze si percepisce qualcosa di anomalo: per esempio, forti dubbi sulla scelta matrimoniale, oppure squilibri a livello psicologico, con decisioni matrimoniali molto tormentate o frutto di momenti di depressione o di situazioni psicologiche particolari. Questo può mettere in allarme il fedele e spingerlo ad avviare un accertamento sull’effettiva validità del suo matrimonio. Oggi si richiede per il matrimonio maggiore consapevolezza, maggiore responsabilità, maggiore libertà di scelta e se ci sono delle situazioni personali patologiche o con profili patologici che incidono su questa capacità, diventano motivo di nullità. E’ vero che la mentalità moderna porta più spesso a configurare motivi di nullità, specialmente sotto il profilo dell’accettazione delle qualità essenziali del matrimonio quali i figli e l’indissolubilità. La maggior parte dei matrimoni, tuttavia, sono celebrati validamente!

A chi bisogna rivolgersi in caso di dubbi?

Moneta: Il motu proprio del papa prescrive ai vescovi di istituire degli uffici di consulenza in vista dell’introduzione di una causa di nullità del matrimonio. A livello diocesano si avrà una maggiore presenza di persone competenti – ma già ci sono nelle diocesi alcune figure di questo tipo – che possano effettuare una prima valutazione del caso ed eventualmente incoraggiare i fedeli a rivolgersi ai tribunali ecclesiastici regionali. Inoltre, specialmente in Italia, ci sono gli avvocati rotali competenti a difendere davanti ai tribunali ecclesiastici che si prestano in genere gratuitamente ad effettuare una consulenza preliminare. Una valutazione preliminare è fondamentale per non affrontare invano un processo.

E quando la valutazione propende per un caso di nullità?

Moneta: A questo punto occorrerà rivolgersi in modo specifico a un avvocato. In Italia, presso ciascun tribunale ecclesiastico regionale, ci sono dei difensori d’ufficio – chiamati “avvocati stabili” – che sono stipendiati dal tribunale stesso e quindi possono svolgere gratuitamente il patrocinio a favore dei fedeli. L’avvocato, di fiducia o d’ufficio, se accerta che ci sono i presupposti per una causa prepara il ricorso introduttivo che avvia la procedura. Il processo prevede l’interrogatorio delle parti, dei testimoni, la raccolta di documenti, e, infine, il giudizio che di norma è affidato a un collegio di tre giudici, per maggiore garanzia di obiettività nell’esame del caso.

Cosa accade se uno dei coniugi non è d’accordo?

Moneta: Se uno dei due coniugi è in grado di dimostrare la causa di nullità del matrimonio, l’opposizione dell’altro non è rilevante. La presenza di entrambi i coniugi è importante perché consente al giudice di valutare globalmente la situazione, ma non è necessaria. Uno dei coniugi può scegliere di non partecipare al giudizio e si va avanti lo stesso. L’accordo dei coniugi è invece necessario per il processo più breve – una delle novità introdotte da papa Francesco – che consente uno snellimento importante della procedura e prevede il giudizio finale del vescovo. Il coinvolgimento del vescovo, in un settore che rappresenta comunque una delle attenzioni pastorali della Chiesa, è un’altra delle innovazioni particolarmente a cuore a papa Francesco.

Cosa accade quando il giudizio decreta la nullità del matrimonio?

Moneta: La sentenza che accerta la nullità del matrimonio – e questa è una delle novità più importanti introdotte da papa Francesco – è immediatamente definitiva, mentre prima era richiesto un appello obbligatorio che costituiva un appesantimento notevole. La sentenza rende i due interessati allo stato libero precedente al matrimonio, il quale viene privato di ogni effetto e i due sono liberi di risposarsi e di rifarsi una propria vita. I figli non vengono toccati dal giudizio di nullità che riguarda solo il rapporto personale tra i coniugi. Conservano diritti e doveri nei confronti dei genitori.

Quanto costa un processo di nullità al richiedente? Papa Francesco lo ha reso gratuito?

Moneta: In Italia esiste un sistema che possiamo chiamare gratuito, istituito dalla Conferenza episcopale nel 1998, per cui i tribunali percepiscono una tassa di 520 euro come contributo alle spese processuali e i richiedenti possono avvalersi degli avvocati stabili senza nessuna spesa. Il papa si è raccomandato che la gratuità fosse estesa anche in altri paesi dove non c’è lo stesso sistema.

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Tags:
diritto canonicodivorziomatrimoniopapa francesco
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