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Perché quest’anno è stato il tuo dono più grande?

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Se pensi che quest’anno sia stato difficile, devi leggere questo articolo

Quando si avvicinano gli ultimi mesi dell’anno, notiamo che c’è nell’aria un’apprensione generale. Possiamo dividerla in due momenti: il primo è il fuggi-fuggi – una smania di fare in fretta, di fare in pochi giorni tutto quello che è stato rimandato durante tutto l’anno. Impossibile. E subito dopo aver capito questo, ecco che nasce la delusione. Delusione perché nulla è andato com’era stato pianificato, e quindi affogare nel mare di senso di colpa e di impotenza è tutto ciò che ci resta.

È indubbio che la sensazione per cui il tempo è finito e ancora una volta non è stato possibile rispettare la lista degli obiettivi non sia positiva. Se vi sentite già così non preoccupatevi, non siete soli. Ci sono milioni di persone che pensano e provano lo stesso. La buona notizia è che non aver raggiunto le mete ideali per l’anno non significa che siete un completo fallimento. Siamo un progetto in costruzione infinita, e quest’anno vi ha offerto molto più di una check-list.

È del tutto naturale trovare grandi ostacoli nel raggiungere le mete che elaboriamo per l’anno, ma questo in particolare ha riservato grandi sorprese a tutti noi. Problemi politici, economici, sociali e disastri ambientali ci hanno lasciati storditi e ci hanno costretti a ricalcolare rotte, a rivalutare posizionamenti – sarebbe strano se tutto fosse molto semplice, rapido e facile, no? C’è poi la massimizzazione del fenomeno dell’insoddisfazione del XXI secolo: abbiamo bisogno di più cose. Abbiamo una sete incontrollabile. Sete di autonomia, di conoscenza, di potere decisionale sulla nostra vita. Tutte le risorse, i progressi tecnologici e scientifici, non sono ancora sufficienti. Ora trovare l’obiettivo della vita ed essere una persona autonoma da se stessa, del tutto soddisfatta del lavoro, degli amici e della famiglia, è diventato più importante di possedere semplicemente uno status. Per questo, viste le nuove necessità, emergono i professionisti specializzati nell’aiutare a uscire dal punto“A” per andare in direzione del punto “B”. Ma sarà sufficiente?

Seduti in prima fila, assistiamo alle olimpiadi della disputa interminabile per la sopravvivenza e il sostenere le apparenze. Autosabotaggio, ristrutturazione del lavoro, risultati, convinzioni limitanti, propositi, schemi mentali ed eredità sono alcuni dei nuovi termini che occupano i nostri pensieri quotidiani. Tutti gli approcci, le tecniche, le strategie e i professionisti che aiutano in questo percorso di promozione della realizzazione non devono essere trascurati. Non sembra sensato accantonare anni di preparazione e di studio di tutte le scoperte scientifiche che corroborano l’efficacia dei metodi, ma esistono alcuni fattori che non brillano sotto i riflettori ma sono importanti quanto le tante mete prestabilite per l’anno.

La risposta può stare proprio nell’inaspettato. Va tutto bene se siete arrivati alla fine di un altro anno e non avete ancora realizzato il viaggio dei vostri sogni per via dell’economia del vostro Paese, se siete insoddisfatti del vostro lavoro, se non siete ancora diventati imprenditori, se non siete ancora riusciti a raggiungere il peso ideale, se il vostro conto bancario è in rosso. Quest’anno vi siete conquistati varie chances di imparare dai vostri errori e di creare opportunità per via degli errori altrui. Di riflettere, di osservare il sole che continua a brillare nonostante tutte le nuvole nere che cercavano di offuscarlo, e ad ogni alba avete avuto una nuova possibilità di ricominciare e sarà così giorno dopo giorno. È giunta l’ora di frenare e fermarsi un attimo a pensare: cosa mi hanno offerto gli eventi che mi hanno impedito di raggiungere le mete che mi ero prefissato per quest’anno? In questa risposta potrete trovare la più grande conquista di quest’anno.

La vita è fatta di periodi. Momenti di attesa, momenti di pausa, momenti di partenza. Tutti gli eventi – positivi o negativi – presenti nel percorso sono quelli che danno significato e importanza al viaggiatore. Tutto quello che definiamo problema è ciò che in realtà arricchisce il percorso. Cominciate dall’inizio, con quello che si può sopportare durante le prime pause, adottate la sostituzione di abitudini e comportamenti semplici, aprendo la mano, svuotando il bagagliaio perché poi possano entrarci cose nuove.

Vivere è uno slegarsi continuo da noi. Impariamo gradualmente dai nostri errori, e il cambiamento deriva solo dalla costanza. Siate orgogliosi di quello che già avete, della persona che siete oggi, perché domani non sarete più la stessa. Festeggiate perché non vi sono accadute tutte le brutte cose che vediamo in televisione. Appassionatevi alla vostra storia, al vostro iter, a tutti gli ostacoli che sono sorti, che quest’anno vi hanno reso una persona migliore. La stabilità non ci promuove, limitandosi a tenerci fermi nell’illusione di una vita felice e completa.

Ci vuole tempo per costruire grandi imperi, per realizzare cambiamenti significativi, trasformare vite, costruire nuove vie. Ricordate: la struttura dev’essere abbastanza forte per sostenere tutto quello che verrà dopo, e quindi dedicate il tempo necessario – senza problemi se ci vogliono più di 12 mesi – a rafforzare la base dei cambiamenti. Se quello che possedete oggi non vi soddisfa più, è il grande indizio del fatto che prima o poi le cose cambieranno. E devono cambiare! Nel frattempo, a volte dimentichiamo che siamo esseri umani e decidiamo di pagare prezzi troppo alti per la promessa di raggiungere i livelli più elevati, mentre le proprie esperienze e le sfide della vita hanno avuto sempre il potere di spingerci in alto senza richiedere tassi d’interesse troppo ingenti.

Il passato se n’è già andato, il futuro ancora non esiste, il presente è tutto ciò che possiedi in questo momento e per questo è un presente, un dono.

[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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