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Pupi Avati nel suo nuovo film ci racconta la forza di credere nell’impossibile

Chiara Santomiero - Aleteia - pubblicato il 06/12/15

“Le nozze di Laura” e il miracolo di un giovane Gesù che sceglie di stare accanto agli esclusi di oggi

Una ragazza fragile in cerca dell’amore autentico e un “principe” nero che raccoglie arance per permettersi di sognare il futuro: sono loro i protagonisti dell’ultimo film di Pupi Avati “Le nozze di Laura”. Tutto contribuirebbe a dividere Laura e Karimu: la condizione sociale, il pregiudizio verso lo straniero, la differenza culturale, gli errori del passato. Tutto e tutti, tranne un cugino di Laura un po’ strano, quasi un disadattato sociale che va in giro cercando di aiutare i lavoratori sfruttati insieme ad altri due amici problematici quanto lui. Al fianco di Laura anche la zia Maria, la mamma di “lui”, che aiuterà il figlio a compiere il miracolo delle nozze impossibili. Alla fine si scoprirà, come racconta il regista, che “il figlio del falegname è molto, molto di più e ciò che dirà d’ora in poi avrà una valenza diversa”.

Il tv movie prodotto da Rai1 che andrà in onda alla vigilia dell’apertura del Giubileo della misericordia, il 7 dicembre alle ore 21,20, è una trasposizione ai giorni nostri dell’episodio evangelico delle nozze di Cana. “Un episodio pieno di luce, di festa, che ho sempre immaginato svolgersi in una notte estiva” racconta Avati nel corso di un’ampia intervista ad Aleteia di cui proponiamo alcuni passaggi, un evento a cui Gesù viene trascinato dalla mamma Maria e costretto, quasi suo malgrado, a rivelarsi attraverso il compimento del primo miracolo. Avati legge tra lepagine del Vangelo, sfogliato e risfogliato quotidianamente, un Gesù ragazzo, prima che cominciasse l’avventura di Messia. “C’è una sorta di tenerezza – dice Avati che ha compiuto 77 anni – nei confronti di questo ‘ragazzo’ che ha saputo vedere l’essere umano così da vicino e ha saputo intuirne la fragilità e le debolezze, incoraggiandolo ad amare di più”. Un giovane Gesù di Nazaret inedito per lo schermo, che si avvale dell’interpretazione di Alessandro Sperduti e di Lina Sastri nel ruolo di Maria.

Il film, scritto da Pupi e Tommaso Avati, è il primo episodio di una serie di storie legate al Vangelo che la Rai ha in progetto di produrre per il grande pubblico della televisione con uno sguardo legato al cinema d’autore.

“Le nozze di Laura”, girato in Calabria, sceglie come sfondo un problema di attualità come quello dell’immigrazione. Sulle molte sfumature dell’emarginazione e sulle difficoltà della integrazione tra diversità, intervengono i due attori protagonisti, Marta Iagatti e Valentino Agunu, un esponente del movimento delle “Seconde generazioni”, i ragazzi nati e cresciuti in Italia da genitori stranieri e che non accedono di diritto alla cittadinanza.

Più che mai oggi, in un mondo così lacerato – sostiene Avati – in cui anche gli oggetti della nostra rassicurazione si allontanano sempre più, c’è bisogno di credere nell’impossibile, nel miracolo, come sanno fare forse solo i pazzi o quelli che, andando avanti nell’età come me, tornano all’adolescenza”.

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