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Quali riti dovrà compiere Papa Francesco all’apertura della Porta Santa?

© Antoine Mekary / ALETEIA
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L’ 8 dicembre alla Basilica vaticana verrà inaugurato il Giubileo…con tre colpi di martello

Un “percorso straordinario” verso la salvezza che i fedeli intraprenderanno fissando lo sguardo su Cristo che di sé dice: “Io sono la porta”. E’ questo il significato simbolico dell’apertura della Porta Santa della basilica di San Pietro, che venne aperta ufficialmente per la prima volta da papa Alessandro VI nel Natale del 1499. Si tratta di un accesso che viene spalancato soltanto durante il Giubileo, mentre negli altri anni rimane sigillato.

Oltre a San Pietro, presentano una Porta Santa anche le altre tre maggiori basiliche di Roma: San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le mura e Santa Maria Maggiore.

IL PASSAGGIO DEL PONTEFICE

Tre colpi di martello sulla Porta Aurea nell’atrio della basilica di San Pietro: è il piccolo, semplice gesto con cui l’8 dicembre prossimo papa Francesco darà ufficialmente il via al Giubileo straordinario della Misericordia. Il rito prevede che il Pontefice varchi per primo la soglia con un cero nella mano destra e la croce patriarcale nella sinistra.

CRISTO E’ LA PORTA

“Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato: entrerà, uscirà e troverà pascolo” (Gv 10,9). Il tema della porta, più volte viene citato dagli evangelisti per indicare un luogo di passaggio che non è banale, l’ingresso in un diverso modo di vivere, per nulla scontato: “Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita e pochi sono quelli che la trovano” (Mt 16,19). Ma non solo: come indicato da Giovanni, la porta per eccellenza nel Vangelo è Gesù stesso. Solo passando “attraverso” di Lui si può giungere a realizzare pienamente la propria vita di fronte a se stessi, agli altri e a Dio. Solo, quindi, passando attraverso colui “che dà la vita per gli amici”, si può attingere al mistero della riconciliazione perché, al contrario, “chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante” (Gv 10,1).

PERDONANZA DELLA COLPA

Il tema della porta del Giubileo non può essere compreso se non a partire dal fatto che la porta giubilare è Cristo stesso che introduce nella città celeste, che perdona le colpe e rimette le pene. La prima “testimonianza” di questa cerimonia d’apertura è contenuta in una lettera del XV secolo, nella quale si specifica che “passando per tre volte per questa porta della Basilica Lateranense, si riceveva la perdonanza della colpa e della pena”.

COME MOSE’

Oltre a segnare la via verso la salvezza, il simbolo della Porta Santa indica anche la casa comune, immagine della Gerusalemme celeste, mentre il “muro” – che per un certo periodo era servito per chiudere all’esterno la Porta Santa delle quattro basiliche romane viene identificato con la “roccia” che, colpita, diventa fonte di salvezza. Inoltre il Papa, percuotendo il muro con il martelletto, ripete il gesto di Mosè che fa scaturire l’acqua dalla roccia per ristorare la sua gente.

L’ORIGINE DI UN RITO

La prima indicazione di una Porta Santa giubilare risale al 1423 (il pontefice allora regnante era Martino V): si trattava, in quel caso, di una “soglia” sita in San Giovanni in Laterano che, secondo la tradizione, era una delle quattro che introducevano al palazzo di Pilato, in Gerusalemme, portata a Roma all’epoca dei ritrovamenti della regina Elena, madre dell’Imperatore Costantino. In questi termini ne parlava, per esempio, il cronista rinascimentale Giovanni Rucellai, che indicava come la santità di quell’ingresso fosse dovuta al fatto che Gesù stesso vi era passato attraverso prima della sua Passione. Ma già nel 1675 non si credeva più a tale leggenda, preferendo un’altra ipotesi, che vedeva piuttosto le porte del palazzo di Pilato inserite nella Scala Santa, pur sempre in San Giovanni in Laterano, ma non corrispondenti all’ingresso della basilica.

Il rito dell’apertura della Porta Santa di San Pietro nell’anno giubilare è pure antichissimo, anche se non fu presente fin dalla prima promulgazione: se ne hanno notizie certe dal 1500, quando papa Alessandro VI decise di edificare, accanto alla piccola Porta d’Oro medievale della basilica di San Pietro, una nuova grande Porta d’Oro da destinare quale “varco santo” per i pellegrini attesi a Roma.

IL RACCONTO DI UN TESTIMONE

E’ un altro cronista dell’epoca, Burcardo di Strasburgo, a raccontare come avvenne quel primo rito di ingresso nella Porta dell’Anno Santo: “Ecco dunque il Pontefice che batte la porta con tre colpi di martello, mentre esclama dapprima ‘apritemi le porte della giustizia’, quindi ‘entrerò nella tua casa, Signore’, e infine ‘aprite le porte perché Dio è con noi’. Ed ecco ancora, mentre il muro si sgretola a terra sfondato dai muratori che ne hanno preparato la rottura, papa Borgia, che depone il martello, impugna una candela e in ginocchio varca la soglia”.

DUE CASI CURIOSI

La storia dei Giubilei è ricca di episodi anche bizzarri riguardanti l’apertura e la chiusura della Porta Santa. Due in particolare provocarono sconcerto e preoccupazione. Uno ebbe quale protagonista papa Gregorio XIII, cui si ruppe fra le mani il martello proprio mentre stava battendo sulla Porta per l’inizio del Giubileo del 1575, tanto da rimanerne ferito a un dito; nel secondo, settantacinque anni dopo, accadde che, avendo i muratori scambiato il colpo delle nocche del cerimoniere sull’uscio con quello del martelletto, abbatterono la muratura prima ancora che il Papa colpisse. Il muro fu velocemente ricostruito e il rito ripetuto correttamente.

LE BASILICHE ROMANE E LE CHIESE CATTEDRALI DEL MONDO

Dopo l’atrio di San Pietro, Bergoglio ha annunciato che il 13 dicembre spalancherà anche la Porta Santa della basilica di San Giovanni in Laterano, considerata la chiesa cattedrale della diocesi di Roma.

Sempre il 13 dicembre, benché inizialmente l’indicazione del pontefice facesse pensare altrimenti, verrà aperta anche la Porta Santa della basilica di San Paolo fuori le Mura. Verranno anche aperte la porta dell’Ostello Don Luigi Di Liegro (voluta da Francesco espressamente), quella del Santuario del Divino Amore e contemporaneamente le Porte Sante di tutte le diocesi. La “Porta della Misericordia” potrà essere aperta anche nei Santuari.

Una data particolarmente significativa, Francesco l’ha poi voluta per l’apertura della Porta Santa della basilica mariana per eccellenza, Santa Maria Maggiore; si tratta del 1° gennaio 2016, solennità liturgica di Maria Santissima Madre di Dio e giornata mondiale per la pace. Già san Giovanni Paolo II, nel 2000, aveva aperto la Porta Santa di questa basilica nel medesimo giorno.

COSI’ PER ACCEDERE

Va ricordato che è attiva sul portale ufficiale del Giubileo (www.im.va) la sezione per la “registrazione pellegrini” attraverso la quale sarà possibile iscriversi agli eventi in calendario, tra cui anche l’accesso alla Porta Santa di San Pietro.

CHIUSURA DELLE PORTE IN VATICANO E NELLE DIOCESI

Per la chiusura le date saranno due: il 13 novembre 2016 verranno chiuse le Porte Sante nelle diocesi nel mondo e nelle basiliche papali romane, esclusa quella Vaticana; il 20 novembre 2016, festa di Cristo Re dell’Universo, si chiuderà poi anche la Porta di San Pietro in Vaticano, e verranno sigillati i battenti. Il rito sancirà la conclusione dell’anno giubilare.

LA MODIFICA DI PAOLO VI

Nel Natale del 1975 il rito di chiusura della Porta Santa venne modificato. Il Papa non usò più la cazzuola e i mattoni per dare inizio alla ricostruzione del muro ma chiuse semplicemente i battenti della porta di bronzo del 1950. In questo modo Paolo VI volle spostare l’attenzione dal muro alla Porta e stabilì che le Porte non fossero più murate all’esterno. I battenti, che fino ad allora erano “sigillati” all’interno della basilica, diventarono visibili dall’esterno. Il muro che chiude la Porta divenne così “interno”, costruito dietro i battenti. Il 27 febbraio dello stesso anno vi venne murata la tradizionale cassetta con le monete e la pergamena che ne attestava la chiusura.

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