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In quali brani della Bibbia si parla dell’amore tra un uomo e una donna?

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Scrivo a proposito del libro biblico dell’Antico Testamento che è il «Cantico dei Cantici» che sarebbe il libro del Canto più Bello perché si parla solo ed esclusivamente di amore fra un uomo e una donna. Quel libro per chi si vuole fidanzare o sposarsi può essere un ottimo mezzo per trarne spunti così da poter vivere sempre meglio e con fede la propria storia d’amore e guarda caso in quel libro non si parla quasi mai di Dio seppure presente fra i due innamorati. La domanda che voglio farle è la seguente: il libro del Cantico dei Cantici è il solo libro dove si parla di amore o ci sono anche altri libri biblici sia dell’Antico che del Nuovo Testamento dove si parla di amore?
Marco Giraldi

Il lettore chiede di parlare del tema dell’amore all’interno all’interno dei libri biblici. La domanda parte dal testo del Cantico dei Cantici che parla dell’amore di coppia. I protagonisti sono due personaggi, lui e lei, due ragazzi molto giovani che si inseguono, si rincorrono, si amano e poi si uniscono insieme. Si tratta di un poema nunziale, ispirato da Dio che è entrato a far parte del canone delle scritture. In questo libro Dio non viene mai menzionato, ad eccezione di Ct 8,7 dove si dice che l’amore è un dardo di fuoco. È strana quest’assenza in un libro biblico.

Certamente l’assenza di Dio ci può scandalizzare, ma l’intendo dell’autore è celebrare la bellezza di un amore umano che è tale perché creato da Dio. Tutto questo in polemica con il mondo greco dove si riteneva che l’amore fosse una divinità.

Un altro testo che mette in evidenza il tema della coppia è il racconto di Gen. 2,4-25. In questo secondo racconto della creazione l’essere umano è creato dalla polvere del suolo, e dallo spirito soffiato da  Dio. Ora quest’uomo vive in una solitudine, e Dio stesso riconosce che non è bene che l’uomo sia solo (Gen 2,18) ed è chiamato a vivere in compagnia. Ma è necessario un essere che non sia inferiore a lui, come gli animali ma alla pari, l’uno di fronte all’altro. Tutti conosciamo il racconto della costola, che deve essere interpretato correttamente, escludendo una lettura misogina. Secondo una lettura ebraica del testo, la costola è la parte dell’uomo più vicina al cuore. Di fronte alla donna appena plasmata, la reazione dell’uomo è un vero grido  di gioia «osso dalle mie ossa e carne dalla mia carne». Una persona come me, forte (ossa) e fragile (carne). Il Cantico dei Cantici di cui abbiamo in breve accennato esprime la gioia dell’uomo di fronte alla donna donata da Dio, ma anche viceversa: la donna grida di stupore di fronte all’amato. L’uomo lascerà il padre e la madre e i due formeranno una sola carne: vuol dire che ciascuno prenderà la fragilità dell’altro (carne indica fragilità).

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