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Il Papa a preti e religiose: siete stati scelti per aiutare i poveri

CTV / Youtube
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«Quando un consacrato si dimentica di Cristo crocifisso cade in un peccato molto brutto, che fa "vomitare" Dio, il peccato dell'indifferenza, della tiepidezza»

«Vi ringrazio perché vi animate a seguire Gesù, grazie per ogni volta che vi sentite peccatori; grazie per ogni carezza di tenerezza che date a chi ne ha bisogno; grazie per tutte le volte che avete aiutato a morire in pace tante persone; grazie per consumare la vostra vita nella speranza; grazie per farvi aiutare e correggere e perdonare tutti i giorni». Con queste parole Papa Francesco ha concluso il suo discorso a braccio di fronte ai sacerdoti, i seminaristi, i religiosi e le religiose nella St Mary’s School, la scuola media e liceo per ragazzi di proprietà della diocesi di Nairobi, tenuta dalle suore Feliciane. L’incontro si svolge nel grande campo sportivo della scuola, attrezzato con una grande tenda.

Messo da parte il testo preparato, Francesco ha spiegato ai presenti che nel sacerdozio e nella vita consacrata «si entra per la porta, e la porta è Cristo. Lui chiama, lui inizia, lui fa il lavoro. Alcuni vogliono entrare per la finestra. Questo non serve – ha detto il Papa – Per favore se avete un compagno o una compagna che vogliono entrare per la finestra, abbracciatelo e spiegategli che è meglio che se ne vada e che serva Dio in un altro modo perché non va a compiersi un’opera che non è stata iniziata da Gesù».

«E questo ci porta – ha continuato Francesco –  una coscienza di sentirci scelti: io sono stato guardato, scelto… C’è chi non sa perché Dio lo chiama, però sente che Dio lo chiama. Che vada tranquillo, capirete perché vi chiama». Poi il Papa ha parlato di quelli che «vogliono seguire il Signore per interesse», con «la tentazione di seguire Gesù per ambizione di denaro, di potere». Ma  nella vita di chi segue Gesù «non c’è posto» per questo, perché Gesù «si segue fino all’ultimo passo della sua vita terrena, la croce». «Questo ve lo dico seriamente, perché la Chiesa non è un’impresa, una ONG, la Chiesa è un mistero, è l’impegno dello sguardo di Gesù su ciascuno di noi, che ci dice: venite, seguitemi! È Lui che chiama».

Papa Bergoglio ha quindi detto che «evidentemente Gesù quando ci sceglie non ci canonizza, continuiamo a essere gli stessi peccatori». Dopo aver chiesto a chi dei presenti non si sentisse peccatore di alzare la mano, Francesco ha continuato: «Tutti siamo peccatori, io per primo e dopo voi. Però ci porta avanti la tenerezza e l’amore di Gesù».

Bergoglio ha quindi ricordato che nel Vangelo non si parla del pianto degli apostoli, se non di quello di Pietro. «Uno solo dice il Vangelo che pianse: perché si è reso conto che era peccatore. Così peccatore era che aveva tradito il suo Signore. E rendendosene conto ha pianto. Gesù lo ha fatto Papa. Chi lo capisce Gesù? È un mistero. Non smettete di piangere. Quando un sacerdote o un religioso o religiosa gli si seccano le lacrime qualcosa non funziona. Piangere per la propria infedeltà, per il dolore del mondo, per la gente che è scartata, per i vecchietti abbandonati, per i bambini assassinati, per le cose che non capiamo, piangere quando ci chiedono perché?».

«Nessuno di noi ha tutte le risposte ai perché – ha aggiunto -. Un autore russo si chiedeva perché soffrono i bambini. Ogni volta che io saluto i bambini ammalati di cancro o con una malattia rara, chiedo: perché? Non ho risposta, solo guardo Gesù. Ci sono situazioni nella vita che solo ci portano a piangere e a guardare Gesù sulla croce. È l’unica risposta per certe situazioni di dolore. San Paolo diceva: ricordatevi di Gesù Cristo crocifisso, quando un consacrato una consacrata si dimentica di Cristo crocifisso, povero! È caduto in un peccato molto brutto, che dispiace a Dio, che fa “vomitare” Dio, il peccato dell’indifferenza. Cari sacerdoti e fratelli, state attenti a non cadere nel peccato della tiepidezza».

Francesco ha invitato preti, religiose e seminaristi a essere fedeli nella preghiera: «Non allontanatevi mai da Gesù. Questo vuol dire che non smettete mai di pregare. A volte è difficile, uno si stanca, si addormenta… Dormi davanti al Signore, è un modo di pregare, però stai lì, davanti al Signore! Se un consacrato lascia la preghiera, l’anima si secca… e l’anima di un prete o una religiosa diventa un’anima brutta. Perdonatemi, ma è così».

Il Papa ha quindi spiegato che «tutti quelli che si sono lasciati scegliere sono stati scelti per servire, per servire il popolo di Dio, per servire ai più poveri e gli scartati, ai i bambini e gli anziani, per servire anche la gente che non è cosciente della superbia e del peccato che vive. Lasciatevi scegliere da Gesù, lasciarsi servire da Lui, per servire, non per farsi servire». Francesco ha ricordato l’esempio di un ritiro di preti dove si dovevano fare i turni per servire a tavola e ce n’erano alcuni che non volevano farlo. «Per favore che non capiti questo nella Chiesa, non servirsi ma servire!».

L’insistenza sul servizio e sulla vicinanza agli ultimi è particolarmente significativo in Africa, dove i missionari che vengono da fuori sono in prima fila in queste attività, ma non sempre accade che lo sia il clero locale. Al termine dell’incontro Francesco ha incontrato un gruppo di bambini e ragazzi ammalati di cancro e si trattenuto con ciascuno di loro.

 

QUI L’ARTICOLO ORIGINALE

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