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Papa Francesco: Chiesa è fedele se il suo tesoro è Gesù e non le sicurezze del mondo

© Antoine Mekary / ALETEIA

Radio Vaticana - pubblicato il 23/11/15

Così il pontefice durante l'omelia di oggi a Santa Marta

di Sergio Centofanti

La Chiesa è fedele se il suo unico tesoro e il suo unico interesse è Gesù, ma è tiepida e mediocre se cerca la sua sicurezza nelle cose del mondo: è quanto ha detto il Papa nella Messa del mattino a Casa Santa Marta.

Unico tesoro della Chiesa è Gesù
Il Vangelo del giorno ci parla della povera vedova che getta nel tesoro del tempio due monetine mentre i ricchi fanno sfoggio delle loro grandi offerte. Gesù afferma che “questa vedova così povera ha gettato più di tutti”, perché gli altri hanno dato il loro superfluo, mentre lei, nella sua miseria, ha dato “tutto quello che aveva per vivere”. Nella Bibbia – commenta Papa Francesco – “la vedova è la donna sola, che non ha il marito che la custodisca; la donna che deve arrangiarsi come può, che vive della carità pubblica. La vedova di questo brano del Vangelo” era “una vedova che aveva la sua speranza soltanto nel Signore”. “A me piace vedere nelle vedove del Vangelo – afferma – l’immagine della ‘vedovanza’ della Chiesa che aspetta il ritorno di Gesù”:

“La Chiesa è sposa di Gesù, ma il suo Signore se ne è andato e il suo unico tesoro è il suo Signore. E la Chiesa, quando è fedele, lascia tutto in attesa del suo Signore. Invece quando la Chiesa non è fedele o non è tanto fedele o non ha tanta fede nell’amore del suo Signore cerca di arrangiarsi anche con altre cose, con altre sicurezze, più dal mondo che da Dio”.

Una Chiesa che piange e lotta per i suoi figli
“Le vedove del Vangelo – osserva Papa Francesco – ci dicono un bel messaggio di Gesù sulla Chiesa”:

“C’è quella sola, unica, che usciva da Nain, con la bara di suo figlio: piangeva, sola. Sì la gente tanto carina la accompagnava, ma il suo cuore era solo! La Chiesa vedova che piange quando i suoi figli muoiono alla vita di Gesù. C’è quell’altra che, per difendere i suoi figli, va dal giudice iniquo: gli fa la vita impossibile, bussandogli alla porta tutti i giorni, dicendo ‘fammi giustizia!’. Alla fine fa giustizia. E’ la Chiesa vedova che prega, intercede per i suoi figli. Ma il cuore della Chiesa è sempre col suo Sposo, con Gesù. E’ lassù. Anche la nostra anima – secondo i padri del deserto – assomiglia tanto alla Chiesa. E quando la nostra anima, la nostra vita, è più vicina a Gesù si allontana da tante cose mondane, cose che non servono, che non aiutano e che allontanano da Gesù. Così  è la nostra Chiesa che cerca il suo Sposo, aspetta il suo Sposo, aspetta quell’incontro, che piange per i suoi figli, lotta per i suoi figli, dà tutto quello che ha perché il suo interesse è soltanto il suo Sposo”.

Chiesa fedele e Chiesa mediocre
La ‘vedovanza’ della Chiesa – spiega il Papa – si riferisce al fatto che la Chiesa sta aspettando Gesù: “può essere una Chiesa fedele a questa attesa, attendendo con fiducia il ritorno del marito o una Chiesa non fedele a questa ‘vedovanza’, ricercando sicurezza in altre realtà… la Chiesa tiepida, la Chiesa mediocre, la Chiesa mondana”. Pensiamo anche alle nostre anime, è la sua esortazione conclusiva: “Le nostre anime cercano sicurezza soltanto nel Signore o cercano altre sicurezze che non piacciano al Signore?”:

“In questi ultimi giorni dell’Anno Liturgico ci farà bene domandarci sulla nostra anima: se è come questa Chiesa che vuole Gesù, se la nostra anima si rivolge al suo sposo e dice: ‘Vieni Signore Gesù! Vieni’. E che lasciamo da parte tutte queste cose che non servono, non aiutano alla fedeltà”.

QUI L’ARTICOLO ORIGINALE

Tags:
omelia santa martapapa francesco
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