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Attaco jihadista nella capitale del Mali

© AIUTO CHIESA CHE SOFFRE
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Irruzione di un gruppo armato in un albergo

La violenza nel Mali, rimasta diffusa nel nord del Paese, è tornata ad investire oggi la capitale Bamako, dove un commando di uomini armati ha fatto irruzione oggi nell’hotel Radisson Blu, frequentato in prevalenza da stranieri, e ha preso in ostaggio centosettanta persone, dopo averne uccise alcune, sembra quattro, comprese due guardie di sicurezza dell’albergo.

Tra gli ostaggi vi sarebbero dipendenti delle compagnie aere di bandiera turca e francese e una ventina di cittadini indiani. Ottanta persone sono state già liberate o rilasciati. Mentre andiamo in stampa, gli assalitori sono però ancora asserragliati con decine di ostaggi, mentre l’albergo è circondato dalle forze di sicurezza maliane.

È stata invece smentita la presenza di soldati della missione francese Barkhane che Parigi dispiegata da tre anni nel Paese. Proprio all’intervento francese in Mali aveva fatto riferimento ieri il presidente François Hollande, sostenendo che è questo il motivo dell’accanimento contro la Francia dello Stato islamico (Is).
Più che al’Is, che non si è mai fatto scrupolo di massacrare musulmani più ancora che cristiani e del quale, comunque, non risultano cellule in Mali, alcuni particolari della vicenda in corso a Bamako farebbero a altri gruppi jihadisti. A quanto si è appreso, una cinquantina degli ostaggi già liberi sarebbero stati rilasciati dopo aver dimostrato di saper recitare versetti del Corano. Uno schema del genere, per esempio, era stato seguito nell’attacco terroristico delle milizie radicali islamiche di Al Shabaab nell’università di Garissa, in Kenya.

 

QUI L’ARTICOLO ORIGINALE

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