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La nonnina pellegrina che gira il mondo a piedi

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Da Fatima a Guadalupe, dall’Argentina alla Polonia. Da oltre 20 anni Emma Morosini compie pellegrinaggi incredibili a piedi tra insidie e pericoli

Trentaseimila chilometri a piedi percorsi dopo una promessa fatta alla Madonna. Una forza di volontà e una fede fuori dal comune, quelle della 91enne Emma Morosini. Un pellegrinaggio ininterrotto, il suo, iniziato a 67 anni e non ancora terminato.

UNA NONNA-STAR
“La vagabonda di Dio” o “nonna pellegrina”, così è soprannominata nel corso di un vero e proprio tour che – quando non è il pellegrinaggio – compie in parrocchie, oratori, auditorium di tutta Italia, dove racconta la sua incredibile storia. L’ultima apparizione a stata a Robecco in provincia di Cremona, dove ha ricevuto un’autentica ovazione dalla platea (La Provincia di Cremona, 25 ottobre).

TUTTO INIZIA DOPO UN INTERVENTO
Emma, classe 1924 e nativa di Castiglione delle Stiviere (Mantova), nel 1990 subisce un delicato intervento chirurgico. Aggrappandosi alla sua fede promette alla Madonna: «Se uscirò viva, andrò a Lourdes a piedi». E così inizia il suo viaggio in giro per il mondo: un voto a Maria che la spinge in Europa, Asia e America.

I SANTUARI RAGGIUNTI
Questi i principali santuari mariani che è riuscita a raggiungere in questi 20 anni di percorsi di fede in giro per il mondo: Lourdes, Guadalupe, Fatima, Siracusa, Aparecida, Pontmain, Loreto, Czestochowa, San Giovanni Rotondo, Santiago, Gerusalemme.

LA TAPPA ARGENTINA
L’ultima fatica di Emma è stata all’inizio dell’anno in Argentina. Partita il 27 dicembre 2014 dalla provincia di Tucuman, aveva intenzione di arrivare il 17 marzo a Lujan, non molto lontano da Buenos Aires: in tutto 1.250 chilometri, da percorrere con buon ritmo e serenità. Lo ha fatto, ricordano i media, “accompagnata da un piccolo trolley con acqua, pane e latte, oltre a un giubbotto catarifrangente senza maniche con sulle spalle ritratta l’immagine del Papa”.

L’INCIDENTE
Un viaggio non privo di contrattempi, come quando Emma è caduta ed è stata ricoverata in una clinica a San Andres de Giles. Accertate le sue condizioni, la “abuela peregrina” ha ripreso il cammino ed è arrivata il 20 marzo al santuario di Lujan.

LE PERIPEZIE DI EMMA
In effetti, come riporta Il Timone (20 marzo), durante i suoi viaggi di peripezie ne sono successe davvero tante, ma il fatto che Emma alla fine se la cavi sempre sembra confermare che forse davvero dal cielo qualcuno veglia sui suoi rocamboleschi viaggi. Una notte, per scampare alle vipere del prato, decide di dormire nello spartitraffico dell’autostrada. In un’altra occasione semina un malintenzionato infilandosi in un cancello che si apre inaspettatamente accanto a lei.

L’ARRIVO IN FERRARI
Durante un altro pellegrinaggio, sta per perdere la Messa. Si trova in un paesino della Francia e scopre che la celebrazione si svolge a 15 chilometri di distanza, impossibile da raggiungere nelle due ore che mancano all’inizio della Messa. Arriva puntualissima: proprio quando si stava scoraggiando, è passata una Ferrari e il guidatore si è fermato per chiederle se aveva bisogno di qualcosa. Così Emma arriva in chiesa in cinque minuti a bordo di una fiammante Rossa.

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