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Il vostro coniuge non vi legge nel pensiero

Aleteia - pubblicato il 18/11/15

Hai delle aspettative e non gli dai voce? Beh, questo può rovinare il tuo matrimonio

(Questo articolo fa parte di una serie di contributi sulle difficoltà matrimoniali)

La comunicazione è uno strumento, e come qualsiasi strumento può essere usata in modo proprio o improprio, per costruire o per distruggere. Come per ogni strumento, a volte scegliamo di non usarla affatto – o perché siamo troppo pigri o perché non ci è mai stato insegnato come gestirla in modo adeguato.

La maggior parte di noi, almeno in via teorica, sa quanto sia importante la comunicazione per mantenere santo un matrimonio. Sfortunatamente, ben pochi di noi sanno come comunicare. Per questa ragione cercheremo di esaminare alcune delle trappole più comuni e insidiose in cui le coppie si imbattono quando cercano di comunicare.

Oggi parleremo delle aspettative inespresse, o “Il tuo coniuge non ti legge nella mente”.

Mio marito ed io ci siamo sposati fuori dalla Chiesa cattolica, prima della mia conversione e in un periodo in cui eravamo da molto tempo lontani dalla fede. In realtà ci siamo incontrati in una chiesa evangelica, e quando ci siamo fidanzati ci siamo iscritti al suo corso prematrimoniale. A distanza di una decina d’anni ricordo molto poco di quel corso, al di là di una frase che veniva ripetuta in continuazione, indipendentemente dal fatto che si parlasse di sesso, figli, amore o denaro: “Il vostro coniuge non legge nella mente. Non aspettatevi che vi legga nel pensiero”.

Molti dei problemi del nostro matrimonio, e senza dubbio di quelli del matrimonio altrui, derivano dal fatto che abbiamo tutti certe idee in mente su ciò che vogliamo e ci aspettiamo dal matrimonio e dal nostro coniuge. Allo stesso tempo, siamo riluttanti a dar voce a quelle aspettative. A volte è perché esistono solo nel nostro subconscio – non realizziamo nemmeno pienamente di averle. A volte è perché non vogliamo sembrare troppo esigenti. Spesso, però, è perché pensiamo che non ci dovrebbe essere bisogno di chiedere perché l’aspettativa sia soddisfatta… dopo tutto, se il nostro coniuge ci ama davvero, ovviamente dovrebbe fare questa cosa/smettere di fare questa cosa/o- qualsiasi-altra-cosa. È ovvio, no?

No, non lo è. Le nostre aspettative sulla vita e sul matrimonio si costruiscono nella nostra mente nel corso di una vita per via della nostra esposizione alla famiglia d’origine, alla società in cui viviamo, ai media che scegliamo di consumare e a un milione di altri fattori che ci rendono quello che siamo oggi. Il nostro coniuge può essere stato presente a parte di quella formazione, ma pochi di noi sposano il ragazzo o la ragazza della porta accanto. Statisticamente, è più probabile che incontriamo i nostri coniugi più tardi, quando siamo già adulti, con l’infanzia alle spalle e archiviata nella nostra memoria, con i nostri obiettivi e sogni più o meno stabiliti e i nostri progetti di vita in corso. Visto che nella maggior parte dei casi eravamo già persone formate quando abbiamo deciso di sposarci, e indipendentemente dal fatto che ne siamo consapevoli, quella formazione ha incluso un’intera serie di aspettative su quello che pensavamo sarebbe stato il nostro matrimonio.

Il problema è che abbiamo tutti tipi diversi di aspettative. Conoscevo un ragazzo al college che si era sposato perché la Bibbia dice che è meglio sposarsi che ardere di desiderio, e voleva davvero fare del sesso senza sensi di colpa – e tanto. Spero che sua moglie avesse una grande libido, perché non riesco a immaginare come avrebbe potuto funzionare tra loro se le aspettative di lei sul matrimonio fossero state meno sensuali. Allo stesso modo, ho conosciuto persone le cui aspettative matrimoniali includevano sicurezza finanziaria, amicizia, pulizie e pasti gratis, genitorialità del massimo livello per i figli e un milione di altre cose che ritenevano fossero “parte dell’accordo” quando hanno “stretto il nodo”, ma che a volte vanno contro le aspettative dei loro coniugi.

È per questo che parlare delle proprie aspettative è tanto importante – non solo prima del matrimonio, ma anche durante. Man mano che la vita cambia e si presentano nuovi problemi e nuove opportunità, non le affronterete sempre allo stesso modo. Pensare il contrario è un gioco pericoloso.

Forse marito e moglie concordano sul fatto che lei starà a casa con i figli quando sono piccoli, perché entrambi pensano che sia il meglio per i bambini. Tutto bene, hanno preso la decisione insieme, ma che succede se l’idea del marito della mamma che sta a casa si basa sulla propria madre, che ha dedicato una parte significativa del suo tempo a pulire e cucinare e si aspettava ben poco dal marito nel modo di aiutarla con le occupazioni domestiche mentre sua moglie (che è cresciuta con una mamma che lavorava e ora sta imparando tutto ciò che sa sul crescere i figli a casa dai libri e dai blog) pensa ai bambini come al proprio lavoro e alle occupazioni domestiche come a una responsabilità condivisa?

L’ideale sarebbe che la coppia avesse discusso in anticipo questi dettagli, ma molti in realtà non lo fanno – in gran parte perché assumono che la propria visione del mondo sia quella giusta. Non viene mai loro in mente che il coniuge potrebbe vedere il mondo con occhi del tutto diversi e avere un’idea completamente differente di quello che significa davvero un genitore che sta a casa. Presto o tardi lo scontento si affaccerà da entrambe le parti. Il padre non si sente rispettato quando torna in una casa disordinata e senza alcun progetto concreto per la cena, visto che sgobba tutto il giorno al lavoro perché la moglie e i figli possano “oziare”. La madre,nel frattempo, è frustrata perché ci sono altre tre o quattro persone che mettono a soqquadro la casa con vestiti sporchi, cibo, giochi, fogli e gadget elettronici, e pensa che tutti credano sia compito suo sistemare tutto nel suo “tempo libero” dopo il lavoro snervante di tenere i bambini occupati tutto il giorno e suscitare le fantasie del marito, che dal punto di vista di lei quando va al lavoro si prende una pausa dal duro lavoro della vita familiare.

Se questa coppia avesse parlato delle proprie aspettative in anticipo avrebbe potuto evitare parte del risentimento che prova ora, ma visto che non lo ha fatto le informazioni salteranno fuori a poco a poco, in osservazioni e attacchi maligni, o forse in una vera lotta che potrebbe finalmente buttare tutto sul tavolo ma sarà come un’orribile sorpresa.

Questo è solo un esempio ipotetico delle migliaia di fraintendimenti che possono verificarsi quando la gente non parla delle proprie aspettative. Nel corso del tempo, questi fraintendimenti possono acuirsi e crescere fino a metastatizzare in un cancro di delusione che avvelena tutto il matrimonio. Possono anche degenerare, apparentemente senza avvertire, nel tipo di lotte in cui si dicono cose sgradevoli – cose che non si possono mai rimangiare, cose che possono distruggere un matrimonio nell’arco di qualche secondo.

Se il vostro coniuge non sta realizzando le vostre aspettative in uno o più settori, la prima cosa che dovete fare è chiedervi se avete davvero espresso chiaramente queste aspettative. Se vi trovate ad essere riluttanti perché l’aspettativa “suona male”, forse dovreste valutare se è davvero giusta. Assumendo però che lo sia, e che sia importante per voi, è vostra responsabilità esprimerla al vostro coniuge e dare a lui o lei una possibilità di realizzarla. È ingiusto condannare qualcuno perché non ha risposto a uno standard con il quale non ha mai saputo di essere misurato.

Quando si parla di aspettative inespresse, soffrire in silenzio non vi rende un martire che si sacrifica, ma un passivo-aggressivo, per cui parlate e chiedete quello che volete. Il vostro coniuge potrebbe essere ben felice di accontentarvi. In caso contrario, avrete almeno una possibilità di comunicare e magari di arrivare a una sorta di compromesso.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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