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Negare l’esistenza dell’Islam moderato significa avvantaggiare l’Isis

UN Photo/Jamil Shamou

Unione Cristiani Cattolici Razionali - pubblicato il 16/11/15

Non esiste un Islam moderato. Questo è quello che si legge e si sente dire in queste ore che seguono il terribile attentato di Parigi da parte di fanatici terroristi di fede islamica.

Ognuno sta sfruttando i fatti per la propria ideologia religiosa-politica: la destrafomenta l’odio scrivendo“Bastardi islamici” in prima pagina, la sinistra persiste nella sua immaturità identitaria con i girotondi per la pace e gli slogan “Je suis Paris”, i tradizionalisti cattolici gioiscono per aver trovato un nuovo motivo per aggredire mediaticamente l’apostata Papa Francesco che “ci mette nelle mani dell’Islam”, mentre i cattolici progressisti si arrampicano sugli specchi per evitare di riconoscere che siamo in guerra e anche il Magistero cattolico contempla il concetto di legittima difesa.

Non entriamo nel merito, i toni sono troppo caldi e c’è poca lucidità negli antagonisti. Vogliamo però ricordare che non sarà certo la guerra -seppur appaia sempre più come atto inevitabile-, a risolvere qualcosa. Quello che potrà davvero servire è l’isolamento del fondamentalismo da parte del mondo islamico, per questo chi nega l’esistenza di un islam pacifico mette sotto accusa proprio le comunità islamiche moderate che invece possono (e devono) avere un ruolo fondamentale contro il terrorismo islamico. Il documento magisteriale della Nostra Aetate firmato da Paolo VI, afferma che la Chiesa cattolica «nulla rigetta di quanto è vero e santo» nelle religioni non cristiane. «Essa considera con sincero rispetto quei modi di agire e di vivere, quei precetti e quelle dottrine che, quantunque in molti punti differiscano da quanto essa stessa crede e propone, tuttavia non raramente riflettono un raggio di quella verità che illumina tutti gli uomini». In particolare per quanto riguarda l’Islam, la «Chiesa guarda con stima i musulmani che adorano l’unico Dio […]. Se, nel corso dei secoli, non pochi dissensi e inimicizie sono sorte tra cristiani e musulmani, il sacro Concilio esorta tutti a dimenticare il passato e a esercitare sinceramente la mutua comprensione, nonché a difendere e promuovere insieme per tutti gli uomini la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà».

E’ curioso che tra i tanti accusatori dell’Islam ci siano i tradizionalisti “difensori della Dottrina”, i quali però stanno rinnegando il Magistero della Chiesa cattolica della Nostra Aetate. Senza contare che l’esortazione del Concilio Vaticano II è stata ascoltata in tantissime occasioni: esistono tante comunità islamiche che vivono a stretto contatto con quelle cristiane, in armonia e pace, così come ci sono comunità musulmane che vengono massacrate dagli stessi terroristi islamici, all’interno della guerra tra sciiti e sunniti. Sarebbe anche interessante approfondire il pensiero di Farhad Khosrokhvar, sociologo iraniano, secondo cui la rottura con il mondo occidentale da parte dei giovani musulmani immigrati è dovuta al laicismo, al vuoto di regole morali che trovano.

Citiamo alcuni esempi che impediscono di parlare di “Islam intrinsecamente violento”: in Iraq, ovvero a “casa loro” potremmo dire, gruppi musulmani hanno manifestato in favore dei cristiani perseguitati con cartelli con scritto: «Anch’io sono un cristiano iracheno», ricevendo il ringraziamento di mons. Sako, Patriarca di Baghdad. A Mosul, monsignor Emil Shimoun Nona ha raccontato: «i vicini, appartenenti a famiglie musulmane, sono scesi in strada a difesa del luogo di culto cristiano. Alla fine sono riusciti a cacciare gli assalitori. In città tante persone rimaste, anche musulmani, stanno cercando di difendere per quanto possibile case e luoghi di culto cristiani».

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Tags:
dialogo islamo cristianoisisislam
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