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Se avessi potuto leggere queste cose prima di sposarmi!

Drew Geraets / Flickr
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Quanti matrimoni nulli si eviterebbero se si analizzasse bene la coppia prima che arrivi all'altare?

Una delle cose più difficili che abbia mai fatto è stata costringermi a sedermi e a rispondere al questionario di richiesta di nullità matrimoniale.

È accaduto più o meno due anni e mezzo dopo il mio divorzio civile, ed è stato tremendo. Domande su di me. Domande su di lui. Domande sulle nostre famiglie, le nostre carriere, il nostro fidanzamento, il giorno delle nostre nozze. E la domanda “Cosa significava per te essere innamorato?”

Dissotterrare quei mali e quei ricordi dolorosi che avevo tanto cercato di gettarmi alle spalle è stato angoscioso, e rivivere il mio divorzio è stata una pillola molto amara da ingoiare.

C’è stato però un aspetto positivo in tutto questo. Quelle 107 domande hanno gettato luce su qualcosa di più della bruttezza di tutta la situazione. Le domande, profondamente personali, mi hanno aperto gli occhi sulla verità di ciò che era accaduto e hanno rivelato una prospettiva completamente nuova nella mia storia. Mi hanno aiutato a riconoscere le tante decisioni sbagliate che avevo preso imbarcandomi in quella relazione, e pur essendomi sposata per tutta la vita e avendo cercato di essere una buona moglie mi sono ritrovata faccia a faccia con una realtà molto triste: la scelta della persona giusta da sposare non ha avuto l’importanza adeguata nel mio desiderio di raggiungere l’ambito titolo di “signora”.

Quando tutto era terminato e ho risposto all’ultima domanda, non ho potuto fare a meno di pensare: “Perché nessuno mi ha posto prima queste domande? Non mi sarei mai sposata con lui!”

Ripensare i corsi prematrimoniali

Come cattolica divorziata, che ha ricevuto la nullità e si è risposata quindici anni fa, mi sono resa conto che il processo di nullità è stato una preparazione al matrimonio molto migliore dei corsi prematrimoniali che avevo frequentato prima di recarmi quella volta all’altare. Perché la preparazione autentica, significativa al matrimonio è arrivata quando era ormai troppo tardi?

Uno degli aspetti positivi emersi durante il recente Sinodo sulla famiglia è stato il consenso sul fatto che la preparazione al matrimonio cattolico per come la conosciamo dev’essere accantonata, e che bisogna sostituirla con qualcosa di più sostanziale. Ho sentito parlare di corsi prematrimoniali realizzati su un modello simile al processo di catecumenato, e penso che sia un ottimo inizio, ma se tutto ciò che facciamo è rendere il processo più lungo e non cambiamo la formazione che viene offerta non stiamo facendo un favore a nessuno.

Siamo sinceri. Di questi tempi, la gente non si sposa come i propri nonni o bisnonni. La società ha imposto molti tipi diversi di pressione sui single e ha imposto idee che non aiutano a far durare un matrimonio, per cui è molto importante anche accostarci alla formazione delle coppie in modo diverso.

Per questa ragione, credo che le cose vadano cambiate e che si debba utilizzare la saggezza che si trova nel questionario dei processi di nullità per preparare le coppie al matrimonio. Per chiunque abbia familiarità con un questionario di nullità, il suo obiettivo è offrire ai giudici del tribunale una visione sia minuziosa che globale del rapporto di coppia, con particolare enfasi sul periodo del corteggiamento, del fidanzamento e delle nozze. Lo scopo è determinare se la coppia quel giorno ha contratto un matrimonio valido. Le domande sono intense e coprono un’ampia gamma di aspetti riguardanti chi fa la richiesta, chi la riceve e i testimoni.

Perché facciamo tutto questo quando un matrimonio è già fallito? Non avrebbe senso sottoporre la coppia a uno scrutinio di questo tipo prima che si accosti all’altare?

Ci sono due sezioni del questionario di nullità che offrono un contenuto eccellente per creare un programma di corsi prematrimoniali. Uno è l’esplorazione dell’infanzia e della vita familiare di ogni contraente, perché questo già offre indizi relativi al fatto che abbia le idee corrette su quello che è il matrimonio.

Le discussioni sull’educazione religiosa; i problemi nel matrimonio dei genitori; qualsiasi cura di problemi emotivi, psicologici o psichiatrici; precedenti di abuso di alcool o droghe e qualsiasi storia di abusi fisici, mentali o sessuali possono iniziare a dipingere il quadro più ampio necessario per sapere se uno o entrambi i contraenti è/sono adatto/i al matrimonio.

Una seconda area di attenzione dovrebbe essere la discussione dettagliata sul periodo di conoscenza e fidanzamento della coppia, perché anche questo rivela molto sul suo livello di maturità e sul fatto che potessero già esistere degli impedimenti, come l’ignoranza del fatto che il matrimonio è chiamato ad essere un impegno permanente, esclusivo, per tutta la vita e aperto alla nuova vita. Da quanto ho sentito da sacerdoti e terapeuti matrimoniali e familiari, è questo il settore in cui le coppie vengono meno preparate al matrimonio.

E con questo mi rimetto alle prove, ma prima vi lascio un pensiero finale. Nonostante tutte le storie di divorzio che ho ascoltato in molti anni di lavoro con cattolici divorziati, il dolore mi si rinnova ogni volta che sento qualcuno parlarne. Farei qualsiasi cosa per evitare un altro divorzio, un’altra famiglia spezzata, un altro bambino devastato a livello emotivo.

Se insegniamo ai nostri figli che il divorzio non è un’opzione, dobbiamo anche dare loro gli strumenti necessari per avere un buon matrimonio. È ora di assumerci la responsabilità di dare ai nostri figli una formazione vera e significativa perché i loro matrimoni durino, e credo che il questionario di nullità possa indicarci la direzione corretta.

 

Lisa Duffy, blogger, otratrice e autrice di The Catholic Guide to Dating after Divorce, scrive da Charleston (South Carolina, Stati Uniti). Gradisce commenti e domande all’indirizzo lisa@lisaduffy.com.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

 

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