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Mons. Dal Covolo in Russia: “I discorsi e la pastorale di papa Francesco sono ispirati dalla cosiddetta “Teologia del Popolo”.

© Pontificia Università Lateranense
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Con una lectio magistralis dal titolo Il Teologo e la Teologia ai tempi di Francesco, il Vescovo Enrico dal Covolo, Rettore della Pontificia Università Lateranense, ha inaugurato l’anno accademico dell’Istituto Teologico S. Giovanni Crisostomo del Seminario di S. Pietroburgo, centro affiliato alla facoltà di Teologia dell’Università Lateranense e unico seminario cattolico presente su tutto il territorio Russo.

Nella sua prolusione mons. dal Covolo ha segnalato che: “I discorsi e la pastorale di papa Francesco sono ispirati a quella che viene chiamata la “Teologia del Popolo”. Secondo mons. dal Covolo, alla base dell’agire di papa Francesco, vi è una teologia che “non cerca di cambiare le strutture sociali e politiche in primis e per loro stesse. Avvia piuttosto il discernimento circa la missione e l’identità dell’istituzione ecclesiastica, a partire da una sicura opzione per il popolo povero….

Così, rivolgendosi agli studenti dell’Istituto Teologico S. Giovanni Crisostomo il Rettore li ha esortati, con le parole di papa Francesco, a non accontentarsi “di una teologia di ufficio…pure i buoni teologi, come i buoni pastori, odorano di popolo e di strada e, con la loro riflessione, versano olio e vino sulle ferite degli uomini”.

Pertanto, occorre evitare “l’astrazionismo spirituale”, per ricalcare lo stile del Santo Padre che, come ha sottolineato mons. dal Covolo nella sua prolusione, parte sempre dal contatto con chi ha davanti, e considera  la realtà sempre superiore all’idea. È questo il primo obiettivo da conseguire in una prassi pastorale capace di promuovere la giustizia sociale. Occorre, poi, saper criticare le “ideologie astratte”, in questo senso il Rettore ha sottolineato la totale estraneità dello stesso Bergoglio rispetto a tali ideologie e ha voluto sottolineare la necessità di l’allontanarsi dal “metodologismo funzionalista” che promuove l’uso di qualsiasi mezzo per raggiungere un fine determinato, come, ad esempio, la permanenza nel potere.

Infine ha voluto ricordare che c’è bisogno di smontare il “clericalismo e il carrierismo ecclesiale” segni di una fede che non riesce ad essere fedele al Vangelo.

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