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Dalla mensa dei poveri al cibo dell’anima. La storia di Snezhana

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La fuga dalla Bulgaria e dalla violenza, in Italia la conversione: “Gesù dice beati voi che avete fame e non avete nessuno, io sono con voi”. Ora entrerà in convento

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Snezhana è scappata cinque anni fa dalla Bulgaria e da una storia di violenza familiare. Ha 32 anni, vive a Firenze e qui – grazie all’accoglienza e al calore della Mensa di San Francesco poverino – ha trovato la sua nuova casa. E, soprattutto, se stessa. Racconta: “Non avevo lavoro e la Caritas mi ha aiutato a mangiare. Venendo in questa mensa mi sono convertita e ho iniziato a credere in Dio. Lui esiste e ‘lavora’ con le persone. Si è presentato a me così, con la povertà”. In Bulgaria, Snezhana viveva in modo dignitoso, forse anche agiato. Per diversi anni è stata fidanzata con un ragazzo benestante, con cui ha fatto diversi viaggi e visitato le grandi capitali europee. Poi è arrivato il momento della prova e della sofferenza. Ed è arrivata in Italia, a Firenze. La difficoltà del lavoro, della lingua, poi l’incontro con la mensa San Francesco. “Credevo in Dio ma non così. Il mio paese è ortodosso, ma lì non c’è carità e se non c’è carità non puoi sentire Dio. Qui sentivo che vivevo il Vangelo. Gesù dice beati voi che avete fame e non avete nessuno, io sono con voi. Queste parole colpito e io mi sono convertita così”.

Snezhana tornava alla mensa ogni giorno, e ogni giorno “quando venivo qui a mangiare pensavo a queste parole e sentivo lo Spirito di Dio. Ho cominciato ad andare a Messa e quelle parole mi hanno cambiato ancora più profondamente. Lui è molto misericordioso non fa differenza tra le persone, ci invita ogni giorno: venite da me, venite da me come, ci offre il cibo. Ci ama come nessun uomo può amare”. Adesso questa giovane donna ha un piccolo lavoro, ma continua a venire alla mensa, soprattutto dedica a sua volta la sua giornata ai più piccoli, per continuare a donare ciò che lei stessa ha ricevuto: “Penso di seguire il mio cammino con il Signore” racconta, rivelando di avere iniziato un percorso vocazionale che la porterà a entrare nelle suore francescane.

Il suo percorso umano ha portato Snezhana a riconciliarsi con il suo passato e con la sua famiglia, e a sperare per il suo paese una esperienza di carità come quella che lei ha trovato in Italia. E chissà che un giorno non tocchi proprio a lei, osa sperare con gli occhi che le brillano. “In Bulgaria le persone non sanno cosa vuol dire la parola misericordia. È una parola molto molto grande e io non sapevo cosa fosse quando vivevo nel mio paese”. In Italia ha conosciuto anche la devozione alla Divina Misericordia. Porta la coroncina appesa al collo: “Ho cominciato a dire questa preghiera, mi ha aiutato molto. Quando sono in ansia dico questa preghiera e passa tutto. Dio mi si è presentato così”. E adesso l’unico desiderio è “dare la mia vita, seguire, fare come Lui, aiutare i poveri e i malati… tutto quello che è scritto nel Vangelo desidero viverlo perché amo Dio e cosa dice lui? Chi mi ama deve seguirmi”.

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