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Il sesso “chimico”, moda del momento e vero e proprio problema sanitario

Flickr/Jean KOULEV/CC
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Il bioeticista Faggioni: banale e senza emozioni, il problema di quei ragazzi è nel cuore, non nelle sostanze chimiche

Non dormono e non mangiano per ore e giorni (anche tre): fanno solo sesso, con l’aiuto di psicofarmaci e droghe (illegali). È la moda del “chemsex“, il sesso chimico, nata fra gli omosessuali maschi, ma che si sta diffondendo nella popolazione etero (Corriere della Sera, 7 novembre).

LE “MARATONE DEL SESSO”

Non è soltanto un fenomeno sociologico: sta diventando un problema sanitario, almeno in Gran Bretagna. Ecco perché ne parla la rivista scientifica British Medical Journal (Bmj) che si chiede: “Che cos’è il chemsex e perché è un problema?”. La questione è che gli “adepti” hanno, in media, cinque partner per ogni «sex session» (maratone del sesso) e spesso non usano protezioni (leggi: preservativo): così rischiano infezioni, soprattutto quelle da Hiv e da epatite C. E gravidanze indesiderate.

LE SOSTANZE STIMOLANTI

Le sostanze che usano sono il mefedrone e le amfetamine cristallizzate, che funzionano come stimolanti: provocano euforia ed eccitamento sessuale (ma anche aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa). Ci sono inoltre il Ghb (gamma-idrossibutirrato) e il Gbl (gamma-butirolattone) che tolgono i freni inibitori (sono molto potenti) e per di più hanno un leggero effetto anestetico. Molti di questi prodotti si assumono per vena, cioè con un’iniezione (come si fa con l’eroina).

“SESSO FISICO E SPERSONALIZZATO”

L’uso di sostanze chimiche per favorire l’attività sessuale, il “sesso chimico”, da un punto di vista della morale cattolica è apertamente condannato. «Si tratta di un sesso del tutto fisico e spersonalizzato», ha detto ad Aleteia padre Maurizio Faggioni, docente di Teologia morale e ordinario di bioetica presso l’Accademia Alfonsiana.

RAPPORTO BANALIZZATO, SENZA GIOIA

«Non si cerca il piacere sano di fare sesso con la persona amata – prosegue il bioeticista – ma si usa il sesso come un bene di consumo, come una fonte di piacere egoistico, al di fuori di ogni relazione». Il problema è «antropologico», il rapporto fisico è «banalizzato». «Ma il sesso senza amore – bacchetta Faggioni – non può saziare e ha bisogno di essere intensificato nelle sensazioni, prolungato nella durata, moltiplicato nei contatti. Al di là di ogni resistenza. Dunque non c’è gioia».

VISIONE SBAGLIATA DELLA SESSUALITA’

Non vanno dimenticato le gravi conseguenze sanitarie, che «allarmano giustamente i responsabili della salute». «Pensiamo – continua l’esperto di bioetica – all’aumento delle malattie sessualmente trasmesse, gravidanze irresponsabili, magari seguite da aborti, danni al sistema nervoso. Sono dei danni gravi alla persona e alla sua integrità, a cui si aggiunge una visione sbagliata della sessualità». Il problema, conclude Faggioni, «non sono le sostanze chimiche, il problema è nel cuore».

   

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