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I 5 segni del fariseo moderno

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Suor Theresa Aleteia Noble - Aleteia - pubblicato il 10/11/15

3. Grazie a Dio non sono come (inserire l’etichetta)

Ricordiamo tutti il fariseo nella Scrittura che stava in piedi nel tempio e pregava dicendo “O Dio, ti ringrazio che non sono come…” (Lc 18, 11).

Questo fariseo credeva davvero che la preghiera giusta implicasse il fatto di prendersi il merito di tutto ciò che si fa di giusto. È questo il pericolo insito nel fatto di essere vicini al giusto – iniziamo a prendercene il merito. Guardiamo gli altri che stanno facendo cose molto peggiori e pensiamo di essere scampati a quel percorso perché qualcosa ci rende migliori.

Pensiamo: “I miei peccati possono essere negativi, ma grazie a Dio non sono negativi come i peccati di quella persona!”

Si può anche leggere questo passo e pensare: “Grazie a Dio non sono un fariseo!”

Il quid relativo a questo modo di pensare, ed è evidente nel comportamento dei santi, è che la vera santità si concentra su quello che richiede un miglioramento in se stessi. E se i santi sono riusciti a trovare molte cose che avevano bisogno di un miglioramento, è probabilmente lo stesso atteggiamento che dovremmo avere noi!

Gesù, aiutami a ringraziarti per tutte le grazie che mi hai dato nella vita. Aiutami ad essere una fonte di luce per gli altri e ad essere aperto a ciò che gli altri mi possono insegnare.

4. Rapporto non sano con l’autorità

È interessante notare che Gesù dice alla gente di sottomettersi all’autorità dei farisei. Dice loro: “Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno” (Mt 23, 3). Quando ci ho riflettuto per la prima volta sono rimasta molto stupita. Ecco il Figlio di Dio che si sottomette all’autorità dei farisei perché la loro autorità terrena rappresentava l’autorità di suo Padre.

I farisei, dall’altro lato, si irritavano quando vedevano che Gesù agiva con autorità. Gesù dimostrava il suo potere mostrando quali pratiche erano dispensabili e quali erano fondamentali per il significato della legge. In risposta alla dimostrazione di Gesù della sua autorità divina, i farisei progettano la sua morte. Gesù riconosce l’autorità legittima, ma i farisei, pur consapevoli di un aspetto di essa, sono ciechi di fronte alla fonte dell’autorità stessa.

In quanto esseri umani peccatori, abbiamo un rapporto ambiguo con l’autorità fin dall’inizio. È difficile per noi riconoscere l’autorità di Dio, tranne quella dei suoi mediatori sulla terra. È vero che la ribellione sana e la messa in discussione possono essere positive, ma abusiamo di questa verità quando disobbediamo perché pensiamo di sapere le cose meglio di Dio o quando la critica degli altri diventa un’ossessione che ci porta a uno stile di vita di disobbedienza.

Gesù, aiutami a sviluppare la virtù dell’obbedienza nel mio cuore, per poter riconoscere la tua autorità qui sulla terra e diventare più gentile, docile e pieno di carità.

5. Esattezza spietata

Nella parabola del fariseo e dell’esattore delle tasse, mentre il fariseo si complimenta con se stesso, l’esattore delle tasse implora la misericordia di Dio. È una dinamica interessante. Il fariseo crede di essere nel giusto e non si ritiene bisognoso di misericordia, mentre l’esattore delle tasse sa di essere in torto e bisognoso di Dio.

La dinamica interiore di una persona spesso si estende agli altri. Se ci consideriamo poco bisognosi di misericordia, non siamo misericordiosi con gli altri. Se sappiamo di aver bisogno di una gran quantità della misericordia di Dio, allora estendiamo questa misericordia agli altri. Perché? Perché quando sappiamo di aver bisogno della misericordia ci tendiamo verso Dio e lui ci accoglie tra le sue braccia. Quando abbiamo sperimentato questo amore assoluto e incondizionato del Padre, esitiamo di meno a dare quello stesso amore agli altri. Lo sappiamo, l’abbiamo sperimentato, e ne siamo traboccanti.

Il cuore di chiunque diventa a volte freddo come quello del fariseo. Tutti abbiamo difficoltà a provare compassione per certe persone. Quando questo accade, aiuta chiedere al Signore di aiutarci a vedere il nostro peccato con maggior chiarezza, non per perderci nel senso di colpa, ma per poter vedere la nostra necessità di accettare la misericordia di Dio e di estenderla agli altri.

Gesù, accoglimi nel tuo cuore misericordioso. Voglio essere un faro di misericordia e d’amore per gli altri. Aiutami ad assomigliarti di più.

——

Suor Theresa Aletheia Noble, FSP, è autrice di The Prodigal You Love: Inviting Loved Ones Back to the Church. Di recente ha pronunciato i primi voti con le Figlie di San Paolo. Ha un blog su Pursued by Truth.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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Tags:
farisei
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