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Non lasciarti sconfiggere in queste battaglie contro il peccato

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Catholic Link - pubblicato il 05/11/15

4. Quando ti vergogni della tua fede per paura di essere rifiutato

© Lance Neilson/Flickr

La fede non è codarda, chiedetelo alla grande maggioranza dei santi dei primi tre secoli, quasi tutti i martiri che hanno vissuto la propria fede al limite, assumendone tutte le conseguenze, anche donando la propria vita. È risaputo che “nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la pone sotto un letto; la pone invece su un lampadario, perché chi entra veda la luce” (cfr. Lc 8, 16), ma la realtà è che al giorno d’oggi dobbiamo prendere questa lampada della fede e toglierla dalla casa. Non basta metterla sul tavolo della mensa familiare, dobbiamo uscirci in strada, perché la gente non entra più in casa a godere la luce.

Dio non ci ha dato uno spirito di timidezza. Lo spirito di timidezza va contro il dono della fede, non lascia che cresca, che vada avanti, che sia grande. E la vergogna è quel peccato: ‘Sì, ho la fede, ma la copro, che non si veda tanto…’. E’ un po’ di qua, un po’ di là: quella fede, come dicono i nostri antenati, all’acqua di rose, così. Perché mi vergogno di viverla fortemente. No. Questa non è la fede: né timidezza, né vergogna. Ma cosa è? E’ uno spirito di forza, di carità e di prudenza. Questa è la fede” (papa Francesco, omelia a Santa Marta, 25 gennaio 2015).

Che il timore e la vergogna nell’annunciare Gesù non entrino nel nostro cuore!

5. Quando ami più le cose delle persone

© Marina Castillo/Flickr

Sappiamo che il nuovo comandamento è amare il prossimo. È qui la chiave di tutto. Parlare di materialismo sarebbe ridondante e si è già detto molto al riguardo. Vogliamo portare gli altri alla nostra fede e alle nostre “pratiche” dentro la Chiesa. Spesso noi cattolici amiamo più l’istituzione (la Chiesa) e le sue pratiche che le persone che la compongono. Amiamo tanto l’Eucaristia che se il sacerdote è noioso nel predicare o il coro canta male ci arrabbiamo con loro, ci deconcentriamo e ci offendiamo perché servono male una cosa così sublime e che amiamo tanto.

Amiamo più le persone o l’istituzione? Non parliamo neanche della nostra comunità – non quando c’è qualcuno che non viene visto come uguale a noi per via dei tatuaggi, dei piercing o del colore di capelli strano, ma perché ha idee politiche diverse, idee pastorali contrarie alle nostre, idee liturgiche più progressiste. Chi amiamo di più? Questo nuovo prossimo che si integra nella nostra comunità pieno di vigore ed energia o le nostre tradizioni che si costruiscono da anni e che non siamo disposti a cambiare? Torniamo all’inizio, è un comandamento nuovo per bocca di Gesù stesso.

6. Quando io sono il primo, il secondo e il terzo

© Pixabay.com

“Se uno vuol essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servo di tutti” (Marco 9, 35)

È bello essere riconosciuti, fa piacere che la gente veda che facciamo bene le cose e ce lo faccia sapere pubblicamente. È soddisfacente godere dei benefici del fatto di essere tra i primi e più avvantaggiati, ma a cosa serve essere i primi e stare da soli? Voler sempre spiccare ci isola inevitabilmente dal resto, ci emargina e ci fa cadere in un peccato gigantesco, simile a quello in cui è caduto Satana: credersi il migliore e non vedere nulla di buono negli altri.

Sentire che facciamo tutto bene prima o poi ci farà sentire superiori e ci farà vedere gli altri dall’altezza del nostro ego, rendendoci molto difficile il compito di riconoscere le virtù altrui e soprattutto facendo sì che ci sia molto difficile amare gli altri. Attenzione alla cultura del merito. Gesù ci ha insegnato la cultura della gratuità, in cui siamo amati indipendentemente dai nostri successi. Siamo degni di essere amati, curati e riconosciuti solo per il fatto di essere figli di Dio.

7. Quando permetti che l’impurità faccia spesso parte della tua vita

© Dollar Photo Club.com

Come abbiamo già detto in varie occasioni, lottare contro i peccati di impurità non è facile. La maggior parte delle volte è meglio fuggire. Il piacere non è negativo, ma la sua ricerca disordinata può arrecarci un grave danno. Quante volte consentiamo cadute nell’impurità perché pensiamo solo a noi stessi, a quello che ci piace e a quello che vogliamo al momento! La lotta più grande consiste nel far sì che Dio occupi sempre più spazio nella nostra vita perché possiamo essere forti ed eliminare le abitudini che ci allontanano dalla castità. La meta non è mai essere tentati, ma resistere con forza alla tentazione con l’aiuto della grazia di Dio.

Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore (Mt 5, 27-28).

8. Quando le emozioni e i sentimenti negativi controllano le tue decisioni


© Pixabay.com
Non c’è nulla di più dannoso per noi e per chi ci circonda e nulla che ci allontani di più dalla volontà di Dio che permetterci emozioni e sentimenti negativi. Nessuno ci dice che non li avremo, ma spesso li permettiamo e facciamo cose per fomentare queste emozioni: pubblichiamo sulle nostre reti sociali post su quanto stiamo male, cercando compassione; navighiamo su YouTube cercando canzoni malinconiche che non fanno altro che immergerci nel nostro scoraggiamento e rendere più difficile uscirne. Non sarebbe un vero problema se vivessimo in un mondo di solitudine, ma la verità è che ci relazioniamo con altri, ed è probabile che stando così, scoraggiati e con sentimenti negativi, le nostre risposte di fronte agli altri non siano le più adeguate. Anche le nostre risposte davanti a Dio possono essere completamente diverse. Un umile consiglio: non prendete mai decisioni quando siete in un momento di stato d’animo negativo. Cercate di uscirne rapidamente, di aggrapparvi alla speranza che ci offre la fede e di abbracciare le promesse di Dio, che prima o poi finiscono per realizzarsi. Aprire le porte del vostro cuore a quei sentimenti amari, in definitiva, è aprire le porte al demonio e chiuderle a Dio. Coraggio!

“Non siate mai uomini e donne tristi: un cristiano non può mai esserlo! Non lasciatevi prendere mai dallo scoraggiamento! La nostra non è una gioia che nasce dal possedere tante cose, ma nasce dall’aver incontrato una Persona: Gesù, che è in mezzo a noi; nasce dal sapere che con Lui non siamo mai soli, anche nei momenti difficili” (papa Francesco, Domenica delle Palme 2013).

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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