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Spiritualità

Non lasciarti sconfiggere in queste battaglie contro il peccato

michele-ursino-cc

Catholic Link - pubblicato il 05/11/15

diSebastian Campos

A volte la cultura del relativismo ci fa pensare che le cose che hanno a che vedere con il male e la battaglia spirituale siano solo idee. Crediamo così che il nostro peccato sia sempre meno grave.

Dobbiamo sempre vigilare, vigilare contro l’inganno, contro la seduzione del maligno… Possiamo farci la domanda: ‘Io vigilo su di me, sul mio cuore, sui miei sentimenti, sui miei pensieri? Custodisco il tesoro della grazia? Custodisco la presenza dello Spirito Santo in me? O lascio così, sicuro, credo che vada bene?’” (papa Francesco, omelia a Santa Marta, 11 ottobre 2013).

Vi invitiamo a meditare su alcune abitudini peccaminose che ci permettiamo, che ci allontanano da Dio e dalla nostra felicità. Analizziamo il nostro cuore e stiamo attenti a non cadere nelle mani del nemico.

1. Quando lasci che l’ira controlli le tue parole e le tue azioni

© Pixabay.com

“Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio” (Matteo 5, 21-22)

Gesù eleva la richiesta del comandamento “non uccidere” passandola sul piano spirituale, considerando che anche arrabbiarci, insultare e trattare male l’altro è un modo di uccidere. Vi invito a chiedervi quante volte con le nostre parole abbiamo ucciso qualcuno, ferendolo gravemente. Forse non in modo interno ma sul piano sociale e pubblico, parlandone male agli altri. Anche chi vi ha ascoltato e ha creduto a tutto ciò che avete detto gli ha dato la morte.

2. Quando ti fermi a rimuginare su pensieri che non fanno altro che alimentare il rancore e l’odio

© Pixabay.com

Papa Francesco ha esortato in un tweet a non serbare rancore verso nessuno per non tenere nel cuore cose superflue. Con quanti bagagli state realizzando il vostro viaggio nella vita? Spesso trasciniamo valigie pesanti di mancanza di perdono e rancore per cose che ci sono state fatte solo nella nostra immaginazione, ingrandendo ed esagerando situazioni, facendoci vittime più del dovuto. Sicuramente veniamo feriti molte volte al giorno, ma è anche vero che alimentiamo i nostri pensieri di rancore, pianificando la nostra vendetta o preparando i nostri discorsi per andare ad attaccare chi ci ha offesi.

3. Quando menti deliberatamente per nascondere qualche negligenza

© kygp/Flickr

Sicuramente non ci si comporta sempre come l’“impiegato del mese”, anzi ci sono occasioni in cui se venissimo scoperti sarebbe un guaio. Sul lavoro non è sempre facile riconoscere le nostre mediocrità, negligenze e mancanze – quelle volte in cui anziché assumerci le nostre responsabilità sprechiamo tempo in altre cose. Questo è già grave, ma mentire per nasconderlo lo è ancor di più. E non parliamo del responsabilizzare gli altri per le nostre mancanze, o dello slegarci da quello che dovevamo fare incolpando il sistema, le macchine o persone che si trovano a chilometri di distanza. Un buon consiglio per evitare di dover mentire è fare ciò che si deve fare. Al riguardo Gesù è chiaro e duro, soprattutto quando parla del rapporto tra la menzogna e il demonio, riferendosi a lui come al “padre della menzogna” e ai bugiardi come suoi figli. Dio ci liberi dall’essere figli di questo tipo. Noi siamo figli di Dio.
“… voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro… Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna” (Giovanni 8, 43).

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