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Il Vaticano vuole fare chiarezza su un presunto giro di denaro sporco

© Antoine Mekary
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Nel mirino la Banca Finnat e l'Apsa. Si parlerebbe di 2 milioni di euro finiti in Svizzera

L’ufficio del promotore di giustizia presso il tribunale dello Stato della Città del Vaticano, a seguito di un rapporto dell’autorità di informazione finanziaria, nel mese di febbraio 2015 ha avviato le indagine relative ad operazioni di compravendita di titoli e transazioni riconducibili a Gianpietro Nattino, presidente di Banca Finnat Euramerica Spa (La Repubblica, 4 novembre).

INDAGINI SU TRE REATI
Per questo ha chiesto la collaborazione a Italia e Svizzera, tramite rogatorie. Un episodio di “eventuale riciclaggio di denaro, insider trading e manipolazione del mercato” in cui sarebbe stata utilizzata l’Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica (Apsa), alla quale Papa Francesco ha assegnato motu proprio il ruolo di Banca centrale della Santa Sede.

CHE FUNZIONI HA L’APSA
Si tratta di una struttura di coordinamento per gli affari economici e amministrativi, sorta di superministero vaticano dell’Economia. Una sorta di ufficio della contabilità generale che gestisce le proprietà immobiliari del Vaticano a Roma e altrove in Italia, paga gli stipendi dei dipendenti vaticani e ha anche funzioni di ufficio acquisti e dipartimento delle risorse umane (Internazionale, 4 novembre).

IL RAPPORTO SEGRETO
Nel rapporto, di 33 pagine, svelato dalla Reuters (4 novembre) si ipotizza che l’Apsa sia stata utilizzata da persone estranee al Vaticano, con eventuale complicità di personale Apsa, in violazione dei propri regolamenti.

OlTRE 2 MILIONI DI EURO
In particolare, gli investigatori finanziari vaticani hanno evidenziato un “portfolio” (339) legato a Nattino, il cui contenuto – “oltre 2 milioni di euro” – sarebbe stato trasferito in Svizzera poco prima che in Vaticano fossero introdotte le nuove leggi contro il riciclaggio.

Padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa Vaticana, ha fatto sapere che è stata richiesta una rogatoria su Apsa-Nattino.

NATTINO SI DIFENDE
«Ribadisco di aver sempre operato nel pieno rispetto delle normative in vigore, con la massima trasparenza e correttezza –  ha detto Nattino in merito alle indagini – . Sono ovviamente a disposizione delle Autorità competenti per fornire ogni chiarimento».

LE RIVELAZIONI DI SCARANO
Già nel 2014 era stato monsignor Scarano, arrestato e da poco tornato in libertà, a raccontare agli inquirenti “i sistemi” della Finnat. Scarano aveva accusato Nattino di avere effettuato con la complicità dei dirigenti Apsa una operazione di riciclaggio e manipolazione del mercato. “Nattino avrà fatto passare il titolo (Finnat, ndr) sul mercato, lo avrà fatto poi riacquistare tramite Apsa. Esistono tanti altri conti cifrati dentro una bella cassaforte con i documenti. Quei documenti dovranno andare nelle mani del Papa” diceva allora Scarano (Huffington Post, 4 novembre).

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