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Le “altre” Scritture perdute

Public Domain via WikiCommons/Univeristy of Michigan
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Dopo i rotoli del Mar Morto, i testi slavi infrangono tutte le regole

Sappiamo tutti dove si dovrebbero trovare gli antichi manoscritti di valore inestimabile: in qualche luogo remoto, preferibilmente un deserto, e c’è bisogno di un buon nascondiglio. Le grotte sono perfette. Se si vuole creare uno stereotipo, i rotoli del Mar Morto rappresentano il modello ideale, seguito dagli antichi testi cristiani e gnostici ritrovati a Nag Hammadi, in Egitto, più o meno nello stesso periodo. Una delle più grandi scoperte di questo tipo dei tempi moderni, però, ha infranto tutte le regole, il che potrebbe spiegare perché rimanga così sconosciuta al di fuori del mondo degli esperti. E siamo ancora solo all’inizio delle sue implicazioni.

La storia inizia nel XIX secolo, quando gli studiosi di tutta Europa frugavano tra i manoscritti medievali in vecchie biblioteche e case religiose. Gli studiosi russi cercavano un codice giudiziario medievale chiamato Merilo Pravednoe, una raccolta di leggi e commenti. Non sorprendeva che un’opera legale compilata nel XIV secolo includesse una buona quantità di materiale religioso e che rimandava alla Bibbia, ma gran parte di questo suonava strano. Il manoscritto conteneva un libro pseudo-biblico altrimenti sconosciuto, 2 Enoch (slavo), o il Libro dei Segreti di Enoch. Il secondo libro di Enoch ci racconta come l’antico patriarca abbia viaggiato attraverso il cielo, guidato dagli angeli, e abbia testimoniato il destino degli esseri spirituali, buoni e cattivi. Deriva chiaramente da un mondo in cui Enoch era visto come la fonte di vasti corpi di saggezza esoterica. 2 Enoch anticipa dozzine di altre opere e altri racconti apocalittici di viaggi celesti, fino a e includendo le opere di Dante.

2 Enoch è stato probabilmente scritto in greco e poi tradotto in altre lingue, ma la gran parte di quello che conosciamo deriva da questi testi slavi. Sopravvive in versioni sia più lunghe che più corte, e la più lunga è stata chiaramente adattata a scopi cristiani. La versione più lunga e più antica ci riporta a un’opera scritta da un ebreo alessandrino verso il I secolo d.C. – più o meno il periodo dei rotoli del Mar Morto.

Questa scoperta sarebbe assai significativa, ma man mano che gli esperti approfondivano gli studi degli antichi testi slavi trovavano sempre più esempi di questi scritti davvero antichi risalenti al mondo ebraico e alle origini del cristianesimo. Diverse versioni solo di 2 Enoch sopravvivono in venti manoscritti slavi.

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