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Che idea hai della tua bellezza? Un esperimento straordinario

© Subbotina Anna / Shutterstock
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di Nory Camargo

Spesso mi sono trovata invischiata nell’eterna querelle intorno canoni della bellezza. Quello che per alcuni è bello per altri può non esserlo poi così tanto, perché siamo tutti diversi a livello sia fisico che spirituale, e se ci dedicassimo al compito di chiedere alle persone “Cos’è la bellezza?” ci imbatteremmo sicuramente in una lista piuttosto lunga di “stereotipi” di quello che può significare questa parola.

Concentriamoci sulle donne. Perché ci mettiamo tanto a prepararci per un evento? Gli uomini si lavano, si vestono, si pettinano e sono pronti. Ci sono alcuni che si soffermano un po’ allo specchio, ma nessuno trascorre due o tre ore in compagnia degli amici per decidere cosa si metterà, quali scarpe si abbiano meglio al colore dei suoi occhi o quali pantaloni lo rendono più attraente. La pubblicità ci fa pensare che sentirci belle debba essere un obbligo, che non abbiamo altra opzione, che se non seguiamo i canoni della bellezza di oggi (in base ai quali tutte dobbiamo avere capelli, pelle e corpo perfetti) non andiamo bene. Ecco il fulcro del discorso: si parla sempre di bellezza fisica, ma la bellezza interiore? Che dire di quei “difetti” che ti rendono unica e irripetibile?

Dove è una marca arrivata sul mercato con un’idea diversa, perché mira a promuovere l’autostima delle donne. Per questo motivo, nei suoi spot pubblicitari possiamo vedere donne come te e me, normali, che non sono sul punto di scoppiare per il botulino o le chirurgie plastiche.

Dopo aver guardato questo video mi viene in mente una domanda: devono forse mentirci per farci sentire belle?

L’esperimento del cerotto realizzato con queste donne ha molto o tutto a che vedere con la psicologia. Questo video richiama il concetto della fiducia che abbiamo in noi stesse e della percezione che abbiamo del nostro essere.

La sorpresa di queste donne scoprendo che il cerotto non aveva alcuna componente e che si trattava solo di un cerotto comune dimostra che ci serve coraggio per assumere il rischio di credere in noi stesse, in quello che siamo e in quello che possiamo diventare. È molto triste che qualcuno debba ingannarci perché la nostra autostima aumenti. Forse se lasciassimo che il nostro vero io fosse il protagonista della storia il panorama sarebbe diverso.

Quando una donna sorride senza vergogna, quando è capace di sostenere uno sguardo, quando abbraccia con tenerezza, quando bacia con dolcezza, quando finalmente si rende conto che la bellezza non proviene da una boccetta ma al contrario tutte ne siamo piene… è proprio in quell’istante che scopre di essere sempre stata bella.

Alte, basse, magre, robuste, bionde o more: siamo tutte belle perché non siamo state create a caso, perché non siamo il prodotto di un mero evento, perché siamo semplicemente figlie di Dio e questo è più che sufficiente. Dobbiamo allora preoccuparci di scoprire quanto siamo belle dentro per poter essere belle fuori. Mettiamoci un cerotto di coraggio e accettiamo le nostre imperfezioni, quelle che spesso fanno innamorare di noi, e assumiamo il rischio di camminare sicure di quello che siamo senza nascondere nulla per paura di infrangere gli stereotipi di questa società consumata dal mondano.

Juan Fernando Selles, docente dell’Università di Navarra, dice che “la bellezza è quello che è gradito alla conoscenza”. La bellezza convoca, non provoca. Attenzione, deve convocare ma partendo non dall’aspetto fisico quanto dall’interiorità, e con questo non voglio dire che si debba trascurare il proprio aspetto personale, ma che tutto deve avere un equilibrio. Dal mio punto di vista, però, non c’è niente di più bello di una donna sicura di sé, una donna che si sente felice e orgogliosa di quello che è dentro e fuori.

Bisogna tener presente qualcosa che ai giorni nostri in genere viene trascurato, ovvero che la bellezza fisica arriva con la data di scadenza. La pelle levigata, il corpo definito, la chioma fluente o l’energia che in gioventù sembra essere inesauribile un giorno terminerà. Non credo che nessuna donna voglia arrivare alla vecchiaia sola e amareggiata. Seminiamo oggi perché i frutti di domani siano i migliori e perché chi ci circonda ci ricordi sempre perché valiamo – per le nostre particolarità, per il nostro modo di sorridere o di sussurrare un segreto, per la bontà del nostro cuore o per il modo in cui alleviamo il dolore dei cuori che soffrono.

Il messaggio non è solo per le donne, è diretto anche agli uomini. Per loro ecco una domanda: cosa vi sembra più bello in una donna? E noi donne, in che modo ci sentiamo più belle? Se qualcuno oggi non te l’ha ancora detto, sei bella come sei.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

 

QUI L’ARTICOLO ORIGINALE

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