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Tre cose da ricordare quando vuoi condividere la tua fede con un non cattolico

HaoJan Chang (CC)
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Questo contributo è per chi ha il cuore spezzato, per quegli uomini e quelle donne che hanno rischiato di condividere la propria fede solo per finire psicanalizzati, offesi, o derisi. Dio sa che a volte avete solo bisogno di una scatola di Kleenex e di qualche ora davanti al Santissimo Sacramento. O di un caffè con il vostro parroco. O di un grande abbraccio da un amico. O di una parola di incoraggiamento come questa. Questo post vuole essere un piccolo biglietto di ringraziamento per tutti i cattolici che rischiano ogni giorno pur di raccontare la storia di Gesù e della sua Chiesa.

Le vostre lacrime stanno irrigando il giardino di Dio. Gesù vuole che condividiate la fede cattolica con chiunque, anche con i cristiani che non sono cattolici, anche se questo sta mettendo alla prova delle amicizie, sta allontanando la vostra famiglia e vi fa sentire un guastafeste. Non vi demoralizzate (2 Cor 4, 16). Lo Spirito Santo lavora al meglio attraverso le lacrime.

Il cattolicesimo non riguarda voi, ma la gloria suprema della Trinità. Quando la situazione diventa difficile, ecco tre cose da ricordare al momento di condividere la fede cattolica.

1. Siate umili

Non confondete l’indecisione con l’umiltà. Al giorno d’oggi, credere che qualcosa sia vero vuol dire essere arroganti, e condividere la fede è essere scortesi. Se la vostra esperienza è stata un po’ simile alla mia, condividere la gioia del cattolicesimo con i non cattolici è stato accolto con un quasi unanime: “Smetti di essere arrogante e scortese!”. Quella che inizia come un’indagine sulle rivendicazioni di verità diventa rapidamente una speculazione ad hominem sul vostro tono, le vostre motivazioni e la vostra paura inconscia di essere in errore.

Non difendetevi. Lasciate che vi insultino, e siate grati per il fatto di essere calunniati a causa di Cristo. È molto più facile da dire che da fare, ma come farà Dio a dipingere qualcosa di splendido se non gli permettete di spingervi contro la tela di altri? Dio è l’artista, noi i pennelli. È nostro compito sporcarci, essere spalmati, schiacciati e premuti contro il mondo. Verrete schiacciati – ma la verità resterà intatta.

G.K. Chesterton diceva che al giorno d’oggi la gente è considerata umile non quando dubita di se stessa, ma quando dubita della verità. Le persone sono troppo umili per credere che qualcosa sia vero. “I dileggiatori di una volta erano troppo orgogliosi per essere convinti, ma la gente oggi è troppo umile per essere convinta” (G.K. Chesterton).

Non siate umili sulla verità. La verità rivelata di Dio non è la vostra verità; è la verità della Chiesa. Siate umili su voi stessi, ma non siate umili sulla fede “trasmessa ai credenti una volta per tutte” (Giuda 1, 3).

Nessuno penserà che siete gentili perché state condividendo la fede cattolica, ma amore e gentilezza non sono la stessa cosa. La gentilezza di una dottrina, inoltre, non è una misura della sua verità.

2. Siate biblici

La Bibbia è il vostro strumento migliore per condividere la fede cattolica con i non cattolici. Il vostro amore condiviso, il vostro riconoscimento reciproco della sua ispirazione e la sottomissione alla sua autorità rendono la Bibbia un ottimo punto di partenza.

Ma leggete la Bibbia con la Chiesa. Non condividete la vostra interpretazione o la vostra prospettiva con i non cattolici. Condividete l’interpretazione della Chiesa cattolica. La Bibbia, dopo tutto, è il suo libro. Grazie alla Chiesa cattolica, sappiamo che la seconda Lettera di San Paolo a Timoteo è una parte legittima della Bibbia, e in quella Lettera Paolo dice che la Scrittura è “ispirata da Dio e utile per insegnare, convincere, correggere e formare alla giustizia” (2 Tim 3, 16). Per “utile”, Paolo intende che la Scrittura deve essere usata.

I non cattolici affermeranno che la Bibbia basta, che il Magistero è superfluo, ma a cosa serve una nave inaffondabile se l’equipaggio non è d’accordo su timone, vele, capitano, mezzi di navigazione e meta? A che serve un testo infallibile senza un’interpretazione infallibile?

Se l’idea di sola scriptura fosse vera, perché gli apostoli, gli evangelisti e i padri della Chiesa non sarebbero stati consapevoli di questa presunta dottrina? Gesù non ha promesso ai suoi seguaci che un giorno – centinaia di anni dopo la sua ascensione – una raccolta di testi sarebbe stata fedelmente (in modo infallibile?) canonizzata e accuratamente (in modo infallibile?), copiata e tradotta di modo che dopo l’invenzione della stampa questo libro avrebbe potuto essere aperto sul grembo di qualsiasi persona letterata (infallibile?) come pilastro e base della verità. No, Gesù ha istituito la Chiesa apostolica per portare a termine la sua missione di proclamare la verità (Mt 16, 17-19; Lc 10, 16; Gv 16, 13; 17, 20; 20, 21-23; At 1, 20). Secondo la Bibbia, la Chiesa è il pilastro e la base della verità (1 Tim 3, 15). Scritta da cattolici per cattolici, canonizzata da cattolici, tradotta e preservata da cattolici, la Bibbia è il libro della Chiesa cattolica.

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