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Il viaggio di Arlo è dentro l’amicizia

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Un film dagli effetti scenografici spettacolari sul coraggio di crescere

Nella prima “retrospettiva” sui venti anni della Pixar che si è svolta al Festival del Cinema di Roma è stato presentato alla stampa una versione “short” del lungometraggio animato che dal 25 novembre prossimo sarà nelle sale italiane: “Il viaggio di Arlo”.

Il film è ambientato in una preistoria “alternativa” che somiglia per molti aspetti al Far West. Arlo è un dinosauro che fin dalla nascita ha timore del mondo che lo circonda, pur vivendo in una famiglia felice ed un padre amorevole che lo stimola a tirar fuori la grinta. Arlo è il “piccolo” di famiglia, quello più imbranato e troverà l’occaione di riscattarsi, quando il padre gli darà l’ordine di catturare la bestiolina che sta divorando il cibo che la famiglia ha messo da parte per la stagione invernale. Ma Arlo non ce la fa: non riesce a uccidere la creatura che ha catturato e la libera. La creatura in questione è un bambino, un piccolo orfano cresciuto come una bestiolina selvatica, coraggioso e combattivo. Quando tuttavia un incidente mette a rischio la sua intera famiglia e il dinosauro viene trascinato dal fiume molto lontano, sarà proprio il cucciolo d’uomo ad aiutare Arlo a sopravvivere.

Spiega Kelsey Mann, story supervisor che ha accompagnato il film a Roma: “Il cuore della storia è tutto nel rapporto di amicizia che nasce tra un bambino e il suo cane, solo che il rapporto è rovesciato, il bambino è il dinosauro, il ‘cane’ è umano. Una storia nuova e allo stesso tempo familiare. Molti dei nostri film raccontano il viaggio dall’infanzia alla maturità: stavolta Arlo deve risalire il fiume per ritrovare la sua famiglia. Nel percorso imparerà ad affrontare gli ostacoli e trovare dentro se stesso il coraggio” (Repubblica 19 ottobre).

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