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Galantino: «Non ho terremotato io la politica, lo fa da sola»

© Diocesi di Sorrento
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Il ddl sulle unioni civili? «Il governo, di fatto, sta mettendo all'angolo la famiglia tradizionale che deve essere un pilastro della società»

«Che io stia terremotando il mondo politico è una parola grossa. Non penso che la politica, per essere terremotata, abbia bisogno dell’ultimo vescovo: si terremota da sola quando ha l’orecchio appoggiato al Palazzo e non a terra come gli indiani». Lo ha detto il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, rispondendo a Lucia Annunziata nella trasmissione `In mezz’ora´.

«E questo avviene – ha spiegato – tutte le volte in cui le parole che si dicono e le soluzioni che si cercano non sono soluzioni al passo con i bisogni della gente. Non occorre che arrivi Galantino, anzi. Io vorrei ci fosse il momento in cui gli uomini di Chiesa non debbano intervenire perché i politici stessi hanno le orecchie alzate sui bisogni della gente».

A proposito dei giudizi severi dati ad esempio dall’Osservatore Romano sull’amministrazione nella capitale o dallo stesso Galantino sulla politica italiana, il segretario della Cei ha detto che non si tratta «di avere un giudizio positivo o negativo su questo o quel politico, ma di spersonalizzare il parere. Che Marino faccia bene il suo dovere, che Renzi faccia bene il suo dovere sono gli italiani a giudicarlo, e in modi sempre meno ideologici ma puntati sulla realtà».

Inoltre, ha continuato Galantino, «gli interventi del Santo Padre, ed anche i miei, erano interventi mai dovuti alla voglia di mettersi in concorrenza con il potere politico. Se la Chiesa facesse questo sbaglierebbe due volte: non avrebbe gli strumenti e non farebbe il suo lavoro».

E se tali giudizi ci sono stati, «dipende unicamente da un fatto: si vede con grande chiarezza la politica andare in una direzione e la gente vivere di altre urgenze, di altri problemi». «Mi auguro che Chiesa – ha concluso mons. Galantino – si senta sempre deputata a dar voce a chi voce non ne ha, questo ce lo chiede il Vangelo. Se io come prete sto zitto sentendo il grido dei poveri, io come vescovo sono responsabile».

Sulla leadership anche “politica” di Bergoglio, il segretario della Cei ha dichiarato: «Se è vero che la leadership del Papa viene riconosciuta in certi ambienti politici, specie a sinistra, a me questo dispiace, perché vuol dire che non abbiamo in loco persone che sappiano guidare il popolo: è pericoloso perché il Papa sta a Roma e fa un altro lavoro». «Se un popolo non ha al suo interno dei politici che lo ispirano io sono preoccupato – ha affermato -. Da una parte sono felice e contento che papa Francesco goda di tanta stima, dall’altra sono preoccupato».

Rispondendo alla domanda se in Italia ci sia bisogno di una nuova classe dirigente, Galantino ha detto: «La Chiesa e l’Italia hanno bisogno di una classe dirigente al passo della società. Non si può far Chiesa avendo in testa sempre gli stessi schemi. Essere legati agli schemi è pericoloso, e questo vale anche per la politica». «Penso sia importante un ricambio della politica -. Non è un discorso di rottamazione. È un problema fisiologico: i ragazzi hanno un modo tutto diverso di accostare la realtà».

Quanto al tema molto controverso delle unioni civili, Galantino ha osservato: «Il problema della famiglia, fatta di padre, madre e figli, che può assicurare continuità e futuro alla società non è un problema della Chiesa. È una realtà che riguarda soprattutto la società. Io come credente e come cittadino, gradirei che si mettesse in atto quello che l’articolo 29 della Costituzione dice a proposito della famiglia» E poi: «Chiedo che la politica non sia strabica. Non si può pensare a un governo che sta investendo tantissime energie per queste forme di unioni particolari e di fatto sta mettendo all’angolo la famiglia tradizionale che deve essere un pilastro della società». Ci saranno appelli ai cattolici e ai parlamentari affinché la legge Cirinna’ non passi? «Io spero che il parlamentare non abbia bisogno del giogo del prete – risponde il segretario generale della Cei -. Spero che si riesca ad avere con chiarezza un’attenzione alla famiglia, fatta di padre, madre e figli e che il governo stesso sia attento anche ad altre realtà che hanno bisogno di essere accompagnate».

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