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Padri sinodali: da Hollywood all’ideologia di genere e all’ISIS

cardinal robert sarah

© Antoine Mekary / ALETEIA

Diane Montagna - Aleteia - pubblicato il 14/10/15

Il cardinale Sarah e l'arcivescovo Gomez fanno risalire la crisi della famiglia alla perdita del senso della presenza di Dio

Due interventi dei padri sinodali appena diffusi offrono un approccio alle minacce più gravi che affronta oggi la famiglia, e si uniscono per chiedere una riscoperta della bellezza della vita familiare cristiana e del potere trasformatore del Vangelo.

Esprimendo profonde riserve su certe procedure sinodali, il cardinale Robert Sarah ha consigliato di “aiutare il Santo Padre a enunciare chiaramente certe verità e a offrire una guida utile a livello globale”, mentre “l’ideologia di genere e l’ISIS” si diffondono in tutto il globo assalendo l’umanità da poli opposti: “da un lato l’idolatria della libertà occidentale, dall’altro il fondamentalismo islamico: secolarismo ateo contro fanatismo religioso”.

Il cardinale è prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Lunedì ha consegnato ad Aleteiae al National Catholic Register l’intervento che ha pronunciato nelle congregazioni generali di apertura del Sinodo.

“Quello che il nazifascismo e il comunismo erano nel XX secolo sono oggi le ideologie omosessuali e abortive occidentali e il fanatismo islamico”, ha detto il porporato in un intervento dai toni forti. “La Chiesa deve promuovere una vera ‘epifania della famiglia’”, “perché la crisi del matrimonio è essenzialmente una crisi di Dio, ma anche una crisi di fede”, ha aggiunto.

L’arcivescovo Jose Gomez di Los Angeles, citando il “mondo virtuale” dei film di Hollywood, degli show televisivi e del fantasport come fattori che contribuiscono fortemente alla crisi della famiglia, ha diffuso un messaggio simile: “La nostra cultura ha perso il senso del significato della persona umana e della creazione. Questa perdita è radicata nella perdita di Dio”.

Consigliando un rinnovato apprezzamento della persona umana, l’arcivescovo Gomez ha richiamato nel suo intervento del 10 ottobre la visita di papa Francesco negli Stati Uniti, ricordando che il papa ha detto che “Dio ha affidato il suo progetto amorevole per la creazione alla famiglia”.

“Questa Parola divina è l’autentico punto di partenza per comprendere la vocazione e la missione della famiglia”, ha indicato.

Il presule si è quindi detto convinto che si debba “proclamare la bellezza del progetto d’amore di Dio per la creazione, per la persona umana e per la famiglia umana”.

Sempre il 10 ottobre, Aleteia ha parlato con il cardinale Sarah a seguito di un incontro dei vescovi dell’Africa. Il porporato guineense ha dato voce alla preoccupazione su tre paragrafi controversi inclusi nell’Instrumentum laboris, dicendo che mantenendo i paragrafi che non hanno ricevuto la maggioranza dei due terzi nel Sinodo dello scorso anno ritiene che “ci sia un’agenda che si sta cercando di imporre”.

Ha anche espresso l’opinione per la quale il punto di inizio del documento di lavoro del Sinodo è stato “in qualche modo sbagliato”, iniziando con le difficoltà moderne anziché con “il progetto di Dio per la famiglia”. Ha però aggiunto che nella prima settimana ha “visto che lo Spirito Santo lo stava guidando bene”.

Il cardinale ha quindi incoraggiato i fedeli a pregare, soprattutto “perché la parte più seria è la terza”.

“Ci sono ancora Conferenze Episcopali – alcune, non tutte – in Occidente che vogliono aprire la porta [a tutto], ma sono poche. I vescovi dell’Oriente, dell’Africa e dell’America sono ortodossi, ma alcuni stanno insistendo, con l’aiuto dei media”.

Riportiamo di seguito la traduzione del testo dell’intervento del cardinale Robert Sarah, seguita da quella dell’intervento dell’arcivescovo Jose Gomez, mantenendo le sottolineature presenti nei testi originali.

Cardinale Robert Sarah
Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti

Testo per il Sinodo sulla Famiglia, ottobre 2015

Santità, Eminenze, Eccellenze, partecipanti al Sinodo,
propongo questi tre pensieri:

1) Più trasparenza e rispetto tra di noi

Sento un forte bisogno di invocare lo Spirito di Verità e Amore, la fonte della parresia nel parlare e dell’umiltà nell’ascoltare, unico capace di creare vera armonia nella pluralità.

Dico francamente che nel Sinodo precedente su varie questioni si è sperimentata la tentazione di cedere il passo alla mentalità del mondo secolarizzato e dell’Occidente individualista. Riconoscere le cosiddette “realtà della vita” come un locus theologicus significa rinunciare alla speranza del potere trasformatore della fede e del Vangelo. Il Vangelo che una volta ha trasformato le culture rischia ora di esserne trasformato. Alcune delle procedure usate, inoltre, non sembravano volte ad arricchire la discussione e la comunione, quanto a promuovere un modo di vedere tipico di certi gruppi marginali delle Chiese più ricche. Questo è contrario a una Chiesa povera, un segno gioiosamente evangelico e profetico di contraddizione della mondanità. Né si capisce perché alcune dichiarazioni che non sono state condivise dalla maggioranza del Sinodo scorso siano finite comunque nella Relatio e poi nei Lineamenta e nell’Instrumentum laboris mentre altre questioni pressanti e assai attuali (come l’ideologia di genere) siano invece state ignorate.

Il primo auspicio è quindi che nel nostro lavoro ci siano più libertà, trasparenza e obiettività. Per questo, sarebbe utile pubblicare i riassunti degli interventi, per favorire la discussione ed evitare qualsiasi pregiudizio o discriminazione nell’accettare i pronunciamenti dei padri sinodali.

2) Discernimento di storia e di spiriti

Un secondo auspicio: che il Sinodo onori la sua missione storica e non si limiti a parlare solo di certe questioni pastorali (come la possibile Comunione ai divorziati risposati), ma aiuti il Santo Padre a enunciare chiaramente certe verità e a offrire una guida utile a livello globale. Perché ci sono nuove sfide relative al Sinodo celebrato nel 1980. Un discernimento teologico ci permette di vedere nella nostra epoca due minacce inaspettate (quasi come due “bestie apocalittiche”) situate in poli opposti: da un lato l’idolatria della libertà occidentale, dall’altro il fondamentalismo islamico: secolarismo ateo contro fanatismo religioso. Per usare uno slogan, ci troviamo tra “ideologia di genere e ISIS”. I massacri islamici e le richieste di libertà si contendono regolarmente le prime pagine dei giornali (ricordiamoci quello che è accaduto il 26 giugno!) Da queste due radicalizzazione sorgono le due minacce principali alla famiglia: la sua disintegrazione soggettivista nell’Occidente secolarizzato attraverso il divorzio facile e veloce, l’aborto, le unioni omosessuali, l’eutanasia ecc. (cfr. teoria del gender, ‘Femen’, la lobby LGBT, IPPF…). Dall’altro lato, la pseudofamiglia dell’islam ideologizzato che legittima la poligamia, l’asservimento femminile, la schiavitù sessuale, il matrimonio infantile, ecc. (cfr. Al Qaeda, ISIS, Boko Haram ...)

Vari indizi ci permettono di intuire la stessa origine demoniaca di questi due movimenti. A differenza dello Spirito di Verità che promuove la comunione nella distinzione (perichoresis), incoraggiano confusione (omo-gamia) o subordinazione (poli-gamia). Richiedono inoltre una regolamentazione universale e totalitaria, sono violentemente intolleranti, distruggono la famiglia, la società e la Chiesa e sono apertamente cristianofobici.

“Non stiamo lottando contro creature in carne e ossa…” Dobbiamo essere inclusivi e accogliere tutto ciò che è umano, ma quello che proviene dal Nemico non può e non deve essere assimilato. Non ci si può unire a Cristo e a Belial! Quello che il nazifascismo e il comunismo erano nel XX secolo sono oggi le ideologie omosessuali e abortive occidentali e il fanatismo islamico

3) Proclamare e servire la bellezza della monogamia e della famiglia

Di fronte a queste due sfide mortali e senza precedenti (“omo-gamia” e “poli-gamia”), la Chiesa deve promuovere una vera “epifania della Famiglia”. A questa possono contribuire sia il papa (come portavoce della Chiesa) che i singoli vescovi e pastori del gregge cristiano. Ovvero “la Chiesa di Dio, che egli si è acquistata con il suo sangue” (Atti 20, 28).

Dobbiamo proclamare la verità senza paura, ad esempio il Progetto di Dio, che è la monogamia nell’amore coniugale aperto alla vita. Tenendo a mente la situazione storica appena richiamata, è urgente che la Chiesa, nel suo incontro, dichiari definitivamente la volontà del Creatore per il matrimonio. Quante persone di buona volontà e senso comune si unirebbero a questo luminoso atto di coraggio della Chiesa!

Insieme a una forte e chiara Parola del Magistero Supremo, i pastori hanno la missione di aiutare i nostri contemporanei a scoprire la bellezza della famiglia cristiana. Per fare questo, bisogna in primo luogo promuovere tutto ciò che rappresenta una vera iniziazione cristiana degli adulti, perché la crisi del matrimonio è essenzialmente una crisi di Dio, ma anche una crisi di fede, e questa è un’iniziazione cristiana infantile. Dobbiamo quindi discernere quelle realtà che lo Spirito Santo sta già sollevando per rivelare la Verità della Famiglia come comunione intima nella diversità (uomo e donna) che è generosa nel dono della vita. Noi vescovi abbiamo il dovere urgente di riconoscere epromuovere i carismi, i movimenti e le realtà ecclesiali in cui la Famiglia si rivela davvero, questo prodigio di armonia, amore per la vita e speranza nell’Eternità, questa culla di fede e scuola di carità. Ci sono moltissime realtà offerte dalla Provvidenza, insieme al Concilio Vaticano II, in cui questo miracolo viene offerto.

Intervento del 10 ottobre dell’arcivescovo Jose Gomez

Santità, Padri sinodali, fratelli e sorelle,

La Parola di Dio rivela il progetto del nostro Creatore per la sua creazione e per la storia umana. Questa Parola divina è l’autentico punto di partenza per capire la vocazione e la missione della famiglia. Come riconosce l’Instrumentum Laboris (n. 39, 44), possiamo discernere una “pedagogia divina” nella storia della salvezza che si rivela nelle Sacre Scritture.

Per rafforzare il matrimonio e la famiglia nella nostra epoca, credo che la Chiesa debba recuperare la pedagogia divina che si trova nelle Scritture. Appena qualche settimana fa, quando era negli Stati Uniti, papa Francesco ci ha ricordato nuovamente che Dio ha affidato il suo progetto amorevole per la creazione alla famiglia.

Per come la vedo, la crisi della famiglia nella nostra epoca è in qualche misura una crisi dell’antropologia. La nostra cultura ha perso il senso del significato della persona umana e della creazione. Questa perdita è radicata nella perdita di Dio.

Il mio punto di vista è modellato dalla mia esperienza come arcivescovo di Los Angeles. La famiglia di Dio a Los Angeles è composta da gente di ogni continente e nazionalità.

Los Angeles è anche la patria di Hollywood – il luogo in cui si crea il “mondo virtuale” di film, programmi televisivi, fantasport e ogni tipo di prodotto mediatico. Los Angeles ha quindi una grande influenza sulla percezione della persona umana e della famiglia nella società contemporanea.

Credo che la Chiesa debba presentare una nuova catechesi evangelica sulla creazione, come elemento essenziale della nuova evangelizzazione. Dobbiamo proclamare la bellezza del progetto d’amore di Dio per la creazione, per la persona umana e per la famiglia umana. La nostra nuova evangelizzazione deve proclamare un’ecologia umana integrale che riveli la natura, la vocazione e la teleologia della persona umana come creata da Dio.

La Chiesa deve recuperare e riflettere sulle immagini della famiglia che si ritrovano nelle Scritture e nella tradizione più antica, nella liturgia della Chiesa universale e nella pietà popolare:

• la persona umana come imago Dei;
• la Chiesa come “famiglia di Dio”;
• la famiglia come “Chiesa domestica”;
• la filiazione divina e la vita cristiana come figliolanza spirituale.

Di fronte alla diffusa crisi della famiglia, credo che la nostra società debba ascoltare ancora una volta la bellissima realtà sulla persona umana e sul progetto d’amore di Dio per la creazione e la storia, un progetto che è centrato nella famiglia.

Contando sull’intercessione della Sacra Famiglia, dobbiamo far vedere, con la nostra pratica e le nostre priorità pastorali, come la famiglia sia la “via” fondamentale per la Chiesa e per il progetto di Dio per la società umana.

Con le parole del nostro recente santo americano, San Junipero Serra, andremo siempre adelante!

Molte grazie.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
sinodo sulla famiglia
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