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Il card. Dolan offre dettagli sulla controversa “Lettera dei 13 cardinali”

© Antoine Mekary / ALETEIA
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L'arcivescovo di New York dice che la lettera promossa dal cardinale Pell è stata elaborata prima dell'inizio del Sinodo sulla famiglia

Uno dei cardinali che hanno firmato una lettera controversa indirizzata a papa Francesco ha spiegato in un’intervista come vi ha aderito.

Il cardinale Timothy Dolan, arcivescovo di New York, ha detto al canale cattolico Sirius XM di aver incontrato la scorsa settimana il cardinale australiano George Pell, che gli ha suggerito di scrivere a papa Francesco per spiegare le preoccupazioni sul modo in cui viene gestito il Sinodo.

Secondo Damian Thomson su The Spectator e altri resoconti, 13 dei 74 cardinali partecipanti al Sinodo hanno scritto al papa una lettera privata avvertendo del fatto che il Sinodo è pilotato da liberali ossessionati dalla questione di dare la Comunione ai divorziati risposati.

La lettera è stata diffusa dal vaticanista Sandro Magister lunedì. I firmatari hanno anche espresso la preoccupazione che il fatto di prendere la via della “flessibilità pastorale” possa portare alla rovina della Chiesa cattolica alla maniera delle denominazioni protestanti liberali, e che i documenti di lavoro del Sinodo preparati dal cardinale Lorenzo Baldisseri e dall’arcivescovo Bruno Forte manchino di ordine.

Hanno inoltre espresso preoccupazione per una o più parti della procedura sinodale, soprattutto la nomina di un comitato di 10 membri per redigere il documento finale.

Poco dopo la pubblicazione della lettera, quattro cardinali hanno detto di non aver firmato alcuna missiva, e altri due hanno detto che quella pubblicata da Magister non è quella che hanno firmato loro.

John Allen, scrivendo su Crux, ha affermato che la lettera sarebbe stata consegnata a mano dal cardinale Pell a papa Francesco lunedì 5 ottobre, primo giorno di lavoro pieno per il Sinodo:

Un membro senior del Sinodo ha detto a Crux lunedì che è vero che esiste una lettera, ma che il contenuto com’è stato riportato, così come la lista dei firmatari, è “non corretto”.

La fonte ha rifiutato di spiegare in modo dettagliato il contenuto reale della lettera o chi l’abbia firmata davvero.

“Tuttto quello che so è che quando sono arrivato qui c’era una serie di vescovi, uno dei quali era il cardinale George Pell, che io rispetto molto, e che abbiamo parlato di un paio di preoccupazioni che condividevamo”, ha detto il cardinale Dolan ha detto martedì a Roma a Mary Shovlain di Catholic Channel. “E George ha detto: ‘Perché non ci uniamo – amiamo il Santo Padre, abbiamo fiducia in lui, ci ha esortati ad essere più onesti possibile con lui – e non gli scriviamo che siamo preoccupati? Siamo preoccupati in primo luogo per il fatto che l’Instrumentum Laboris, che ha molte cose buone, sia l’unico documento di cui parleremo nel Sinodo”.

“In secondo luogo, siamo preoccupati per il processo, sembra esserci un po’ di confusione”, ha continuato il cardinale Dolan. “E in terzo luogo siamo preoccupati del fatto che avremo o meno voce in capitolo sulle persone che comporranno il comitato per la stesura finale. Il cardinale Pell nel suo stile scaltro ha detto: ‘Ho ragione a riassumere alcune delle preoccupazioni?’ Alcuni di noi, me compreso, hanno detto: ‘Mi sembra giusto. Se hai una lettera per il papa, conta su di me’. E io l’ho firmata”.

L’arcivescovo di New York ha affermato che questa catena di eventi ha avuto luogo “proprio prima dell’inizio del Sinodo”.

“Il giorno seguente il Santo Padre, con grande sensibilità, non si è riferito alla lettera, ma ha detto: ‘Salve a tutti, ho sentito da alcuni che c’è qualcosa che vi preoccupa’, e poi ha elencato le preoccupazioni che ho appena menzionato, dicendo: ‘Fatemi provare a rispondere’”.

“Ho detto: ‘Ben fatto, papa Francesco. Ci hai detto di essere onesti e lo siamo stati. Hai risposto andando dritto al punto, sono grato per la tua attenzione, portiamo avanti il lavoro’”.

Il cardinale, che di recente ha ospitato il pontefice in occasione della sua visita a New York, ha detto che si era dimenticato della lettera e che non pensava fosse “in alcun modo controversa”.

Il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ha ribadito lunedì che il cardinale Pell ha dichiarato che la lettera era confidenziale e avrebbe dovuto rimanere tale. Né il testo pubblicato né i firmatari corrispondono a quello che è stato inviato al papa, ha detto padre Lombardi:

“Nella sostanza le difficoltà della lettera erano state evocate lunedì 5 ottobre, la sera, in Aula, come avevo detto, anche se non così ampiamente e dettagliatamente… Come sappiamo il segretario generale del Sinodo, card. Baldisseri, ed il Papa avevano risposto con chiarezza la mattina seguente, martedì 6 ottobre. Quindi, chi ha dato a distanza di giorni questo testo e questa lista di firme da pubblicare, ha compiuto un atto di disturbo non inteso dai firmatari. Occorre perciò non lasciarsene condizionare… Si possono fare osservazioni sulla metodologia del Sinodo, che è nuova. Ciò non stupisce, ma una volta che è stata stabilita, ci si impegna ad attuarla nel migliore dei modi… Vi è una vastissima collaborazione per far progredire bene il cammino del Sinodo… Il clima generale dell’Assemblea è senz’altro positivo… A proposito della composizione della Commissione di dieci membri nominata dal Papa per l’elaborazione della Relazione finale del Sinodo, è stato scritto erroneamente: ‘Napier mette in questione il diritto di Papa Francesco di fare questa scelta’. Il cardinale Napier mi ha detto di correggere, affermando esattamente il contrario, cioè: ‘Napier non mette in questione il diritto di Papa Francesco di scegliere questa Commissione’”.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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