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Giustizia per il piccolo bambino ucciso dalla mafia che commosse papa Francesco

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Arrestati i killer del piccolo Cocò Campolongo bruciato insieme al nonno per un omicidio di n'drangheta

Il piccolo Cocò Campolongo ha avuto giustizia. Sono stati arrestati i killer che lo trucidarono insieme al nonno, vero obiettivo dell’imboscata. Un omicidio mafioso, legato allo scontro tra le n’drine di Cassano allo Ionio, in provincia di Cosenza.

“GLI ASSASSINI SI CONVERTANO”
Un episodio che scosse profondamente Papa Francesco, che sei mesi dopo il delitto, avvenuto nel gennaio 2014, si recò in Calabria per la visita pastorale. «Voglio rivolgere – disse il Papa all’Angelus (Vatican Insider, 26 gennaio 2014) – un pensiero a Cocò Campolongo, che a tre anni è stato bruciato in macchina a Cassano allo Jonio, questo accanimento su un bambino così piccolo sembra non avere precedenti nella storia della criminalità». «Preghiamo con Cocò, che di sicuro ora è in cielo con Gesù – aggiunse il Papa – per le persone che hanno fatto questo reato, perché si pentano e si convertano al Signore».

AFP PHOTO / OSSERVATORE ROMANO ©
AFP PHOTO / OSSERVATORE ROMANO

LA RICHIESTA DELL’INCONTRO
Antonia Iannicelli e Nicola Campolongo, i giovani genitori di Cocò, chiesero di incontrare il Papa per ringraziarlo del pensiero e per raccontare il loro dramma, il loro immane, devastante, indelebile dolore, per cercare di trovare la forza per continuare a vivere dopo la tragedia (Il Quotidiano di Calabri, 29 marzo).

L’ABBRACCIO TRA FRANCESCO E I FAMILIARI
E Francesco ha esaudito almeno in parte il loro desiderio, incontrando, durante la visita al carcere di Castrovillari, il padre del bambino, detenuto, e le nonne. «Prego continuamente per lui, non disperate», disse il Santo Padre (La Stampa, 21 giugno). Monsignor Nunzio Galantino, già vescovo diocesano di quelle terre, raccontò la forte commozione al momento di un incontro indelebile in cui il pontefice trasferì il proprio conforto ad una famiglia distrutta dal dolore.

“MAI PIU’ VITTIME DELLA N’DRANGHETA”
A Cassano allo Ionio, poi, Papa Francesco usò toni perentori contro gli omicidi mafiosi. «Mai più vittime della ‘ndrangheta. Non deve mai succedere una cosa del genere nella societa», ammonì riferendosi a casi come quelli di Cocò e di molte altre vittime delle n’drine. Dopo oltre un anno da quel duro monito di Francesco ecco arrivare la notizia che almeno rende giustizia al piccolo Cocò, simbolo delle morti innocenti causate dalla mafia.

 

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