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Quella dura battaglia contro un cancro "invocato"

Facebook/Anna Iannina

Gelsomino Del Guercio - Aleteia - pubblicato il 10/10/15

Un male incurabile, un tradimento. La giovane giornalista Anna Castigliego ha combattuto con accanto il Signore e dei "segni celesti"

Anna Castigliego è salita in cielo dopo aver combattuto contro un male incurabile. La giovane giornalista di Manfredonia si era affidata a Gesù e alla preghiera per affrontare una malattia, che lei stessa aveva invocato, come racconta in una testimonianza a ilgiornaledimonte.it (2013).

«Una sera, in un momento di profonda tristezza, chiesi a Dio di farmi ammalare per carpire le attenzioni del mio fidanzato che non avevo più ormai da tempo…ed eccomi accontentata. A distanza di qualche settimana, la scoperta di quel carcinoma al seno sinistro avvenne in piena regola e senza sconti».

LA DIAGNOSI INFELICE E L’OPERAZIONE

Inizia da quel momento il calvario di Anna. «Dopo due settimane di incredulità, mi sottoposi ad una sfilza di esami quali ecografia, mammografia e biopsia per cercare di capire la vera natura ma dentro di me sapevo già tutto…E così scattò il conto alla rovescia per il giorno dell’intervento (13 marzo 2013 – giorno della elezione di Papa Francesco), una vera benedizione ma anche l’inizio di una lunga e travagliata sofferenza fisica e psicologica».

QUELL’ABBRACCIO CON IL SIGNORE

Anna pregò tanto, riavvicinandosi al Signore e con il pensiero fisso di poter ricevere una grazia. «E quella grazia ci fu perché la mattina dell’operazione ero stranamente tranquilla, eppure non dormivo da giorni, avevo fatto tremila visite e soprattutto non avevo mai messo piede in un ospedale da ricoverata, neanche due anni prima quando, a causa di un brutto incidente stradale, mi ruppi la testa. Tutto andò bene, intervento riuscito, cicatrice perfetta, ma di lì a poco altri calvari, ben più dolorosi, mi aspettavano al confine della mia vita».

LA SECONDA DIAGNOSI E IL TRADIMENTO

Avvenne, infatti, la scoperta di un’altra diagnosi infausta: numerose metastasi alla colonna vertebrale e al femore destro. «Un incubo stava accadendo dentro di me», sentenzia lei. «Sentivo dolori atroci, ma nessuno mi credeva». Il ricovero in ospedale, due mesi dopo il primo intervento, fu inevitabile. E l’ultima sera trascorsa nel nosocomio fu quella più drammatica, ma non per i dolori. «Avvenne quello che una persona fidanzata da 14 anni non vorrebbe mai scoprire: il tradimento del partner. Una sofferenza dilaniante, straziante, forse ancora più forte di quelle scosse elettriche che ti lasciavano impietrita».

LA RINASCITA

Allo stesso tempo, dice Anna, «quella scoperta fu invece una vera “benedizione” perché servì a farmi distrarre dalla malattia, a non pensare a quello che mi stava capitando nel corpo. Quanti pianti, quante lacrime ma anche tanti sorrisi, abbracci e testimonianze di affetto da parte di tanti amici e parenti come non avrei mai immaginato…e sono stati tutti loro a tirarmi su, a farmi uscire dal baratro in cui ero finita».

“MIRACOLI CELESTI”

Ma quell’ondata di solidarietà non riuscì da sola a sollevare la donna. «Piano piano, a piccoli “passi”, tanti segni e miracoli celesti si sono manifestati a me che non credevo più in nulla, le mie preghiere erano agitate, dettate dalla più cieca disperazione e dal più profondo sconforto. E così un bel giorno ho ripreso in mano la mia vita, sono tornata a prendermi cura di me, a star bene con gli amici cari, a trascorrere le giornate nell’ozio più totale, a chiacchierare con gli amici fino a tarda notte sotto lampi, fulmini e saette, ad andare in spiaggia per gustare una mite notte stellata di settembre, a sorseggiare caffè e mangiare cornetti caldi al bar con le mie dolci e tenere amiche».

L’ADDIO

In questi ultimi due anni, Anna è tornata a vivere momenti piacevoli della sua vita. La si vedeva spesso anche sui social network scrivere un post o un “cinguettio”, pur consapevole che la malattia non si era mai fermata. Fino all’inizio di ottobre 2015, quando il Signore ha deciso di porre fine alle sue sofferenze.

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