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“Se vi aspettate cambi di dottrina dal Sinodo resterete delusi”

©Mazur/catholicnews.org.uk
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I cardinali Erdő e Vingt-Trois e mons. Bruno Forte incontrano i giornalisti dopo la prima Congregazione dell'assise ordinaria sulla famiglia

di Salvatore Cernuzio

Inizia in maniera soft questo Sinodo ordinario dei vescovi. Il trambusto dell’assise dell’ottobre scorso – con le ipotetiche lotte intestine tra progressisti e conservatori su questioni di sacramenti a divorziati risposati e aperture a unioni gay – sembra già un lontano ricordo. Tantomeno i vescovi in Aula sembrano aver risentito del chiasso generato dallo strategico coming out di mons. Charamsa, sabato scorso.

Il mood della grande assemblea 2015 è quello di vivere un lungo e allargato “momento di preghiera”, durante il quale la Chiesa si trova riunita “intorno al Pontefice” per “camminare in avanti”. Che in altre parole significa: nessun stravolgimento della dottrina, nessuna rivoluzione del Magistero, né aperture indiscriminate a danno della libertà individuale, come già d’altronde si intuiva dalla Relazione di stamane del card. Péter Erdő, arcivescovo di Esztergom-Budapest e relatore generale.

A rimarcare tutto ciò è stato il card. André Vingt-Trois, uno dei presidenti delegati del Sinodo, nel briefing di oggi con la stampa dopo la prima Congregazione generale. Accompagnato dallo stesso Erdő, e dal segretario speciale dell’assemblea, mons. Bruno Forte, il presule di Parigi ha smorzato qualsiasi ‘entusiasmo’ da parte dei giornalisti accorsi numerosi in Sala Stampa vaticana.

“Se siete venuti a Roma con l’idea di un cambiamento spettacolare della dottrina, ve ne andrete delusi”, ha detto. “Non c’era bisogno del Sinodo, bastava ascoltare il Papa nelle Udienze generali dell’ultimo mese”. “Non si tratta di immaginare e di attendersi che il Sinodo raccomandi al Papa di prendere una disposizione generale che eviterebbe di affrontare la questione della libertà personale delle persone. Il Sinodo è un cammino per la libertà personale”, ha aggiunto.

E, tra i primi brusii dei giornalisti, è subito intervenuto mons. Forte che ha precisato: “Non è che questo Sinodo non si riunisce per non dire nulla. Abbiamo l’attenzione pastorale che ci preme fortemente”. Bisogna solo chiarire che “non è un Sinodo dottrinale ma pastorale, come lo fu il Concilio Vaticano II, e questo non diminuisce in niente la nostra assemblea. Bisogna cercare le vie che rendono la Chiesa vicina agli uomini e alle donne del nostro tempo. Il tempo cambia, le situazioni cambiano, e la Chiesa non può restare insensibile alle sfide”.

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