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Nelle braccia di Dio siamo sempre liberi

© TWENTIETH CENTURY FOX FILM CORPORATION
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La filosofa ebrea Simone Weil era attratta dalla fede cristiana e aveva fame di Dio, ma rifiutò di farsi battezzare, negandosi ciò a cui più anelava. Pensava che quel desiderio che le bruciava in petto potesse avvicinarla alla grazia al pari di un sacramento: «Una delle gioie più preziose dell’amore umano, servire l’amato senza che lo sappia, nel caso dell’amore di Dio è possibile solo attraverso l’ateismo».

La visita di papa Francesco a Cuba, dove vigeva l’ateismo di Stato, mostra che non si possono mettere le sbarre allo Spirito di Dio, che penetra liberamente nell’uomo al di là di ogni steccato. Ma ci fa capire anche che Dio manifesta il suo amore in modo anonimo, oltre che gratuito, e che non soffre di protagonismo, non vuol farsi riconoscere a tutti i costi, ma è paziente e sa aspettare. Tomáš Halik, filosofo praghese che ho citato altre volte, prete clandestino ai tempi del comunismo, riporta il dialogo che ebbe con un giovane tormentato dai dubbi su Dio.

Alla fine, stanco della discussione, Halik gli disse: «Vedi, non è poi così importante che tu abbia la certezza di credere in Dio, la cosa fondamentale è che Dio crede in te». L’incondizionata fede di Dio in noi crea lo spazio della nostra libertà. Per questo un sistema che nega la possibilità di credere in Dio è liberticida. Dio non ci impedisce di essere liberi neppure di fronte alla prospettiva della perdizione eterna. Si potrebbe dire che il rispetto per la nostra libertà è in Dio superiore alla sua pure infinita misericordia. Un’altra ebrea affascinata da Gesù, Etty Hillesum, prima d’essere deportata ad Auschwitz, appuntava i suoi dialoghi interiori con Dio: «Cercherò di aiutarti affinché Tu non venga distrutto in me».

Vedeva in molti l’affanno per le cose materiali (anche il consumismo può soffocare la fede) e riportava sul diario: «Esistono persone che mettono in salvo aspirapolveri e argenteria invece di salvare Te, mio Dio, dimenticando che non si può essere nelle grinfie di nessuno se si è nelle tue braccia».

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