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Le 8 tappe del Sinodo che decideranno il futuro della famiglia e quindi della Chiesa

©Mazur/catholicnews.org.uk
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Il segretario generale ha scandito il percorso tra interventi in aula, Circuli Minores e lavoro della Commissione per la Relatio Finalis

Qual è il percorso del Sinodo? Cosa accadrà da qui al 24 ottobre, data di chiusura dell’assemblea? Certo è che saranno venti giorni intensissimi, come ha spiegato in apertura dei lavori il segretario generale del Sinodo, il cardinale Lorenzo Baldisseri.

1) SI PARTE DALL’INSTRUMENTUM LABORIS

Le attività sinodali si articoleranno sulla base della tripartizione dellInstrumentum laboris: si parte da tre “unità di lavoro”, in ognuna delle quali verrà presa in esame una delle parti in cui si suddivide il documento (la prima parte “L’ascolto delle sfide sulla famiglia”; la seconda parte “Il discernimento della vocazione familiare”; la terza parte “La missione della famiglia oggi”). All’inizio di ciascuna di queste unità, avrà luogo una breve presentazione in aula dei temi da trattare; seguirà poi l’intervento di una coppia di coniugi Uditori, che offrirà la sua testimonianza di vita familiare; quindi avranno inizio gli interventi dei Padri sinodali.

2) GLI INTERVENTI IN ASSEMBLEA

Ciascun Padre sinodale ha la facoltà di parlare una sola volta nel corso dell’Assemblea, scegliendo una delle tre “unità di lavoro” per esporre sulla parte dell’Instrumentum laboris che preferisce. Essendo elevato il numero di quanti hanno diritto di parola (318 tra Padri, Delegati Fraterni e Uditori) a ciascuno è consentito intervenire in Aula per un tempo massimo di tre minuti. Una volta terminati, gli interventi dei Padri sinodali vengono raccolti in una sintesi, che costituisce uno sviluppo integrativo dell’Instrumentum laboris. Tale compito è affidato al Relatore Generale cardinale Peter Erdò e al Segretario Speciale monsignor Bruno Forte, coadiuvati dagli Esperti.

3) GLI EMENDAMENTI DEI CIRCULI MINORES

La sintesi degli interventi, organizzata intorno alla struttura dell’Instrumentum laboris, viene tradotta tempestivamente e consegnata nelle rispettive lingue ai Circuli minores (per l’appunto gruppi linguistici formati dai Padri Sinodali) che sono in totale tredici: quattro in inglese, tre in francese, tre in italiano, due in spagnolo-portoghese, uno in tedesco. Durante le riunioni dei Circuli, i Padri Sinodali potranno nuovamente intervenire. Al ritorno in Aula, i rispettivi Relatori presentano le relazioni sintetiche sui lavori dei vari Circuli minores e consegneranno alla Segreteria Generale i modi elaborati nei Circuli per l’emendamento del testo.

4) I DELEGATI FRATERNI

In ciascuna “unità di lavoro” – ovvero per ognuna delle tre parti dell’Instrumentum laboris – l’esame dei modi avviene sotto il coordinamento del Relatore Generale, che si avvarrà della collaborazione del Segretario Speciale, degli Esperti e degli stessi Relatori dei Circuli. Venerdì 16 ottobre, inoltre, la riflessione sinodale è arricchita dall’audizione dei Delegati fraterni, che parleranno al mattino, e degli Uditori, che interverranno nel pomeriggio.

5) LA COMMISSIONE PER LA RELATIO FINALIS

Come è avvenuto nell’ultima Assemblea Generale Straordinaria, il Santo Padre ha istituito la Commissione per l’elaborazione della Relatio finalis. Essa è composta dal Relatore Generale (che la presiede), dal Segretario Generale, dal Segretario Speciale e da sette Padri sinodali di nomina pontificia (uno per ogni Continente, considerando distintamente l’America Settentrionale e l’America Latina e dei Caraibi, più un Religioso). Al termine di ogni “unità di lavoro”, ultimata la recezione dei modi presentati dai Circuli minores, tale Commissione si riunisce per procedere alla redazione della sezione corrispondente della Relatio finalis.

6) UN DOCUMENTO COLLEGIALE

Conclusa la terza “unità di lavoro”, la Commissione si riunirà ancora per elaborare il progetto della Relatio finalis, frutto del lavoro collegiale che, partendo dall’Instrumentum laboris, si è giovato dell’apporto costruttivo degli interventi in Aula dei Padri sinodali, delle audizioni dei Delegati Fraterni e degli Uditori e dei modi collettivi elaborati dai Circuli minores.

7) LA PRESENTAZIONE IN AULA

Nella mattina di giovedì 22 ottobre tale progetto sarà presentato in Aula e consegnato ai Padri sinodali per la loro valutazione. Nella Congregazione Generale del pomeriggio sarà possibile ai Padri intervenire ulteriormente sul progetto, sia in forma orale sia presentando per iscritto i loro testi alla Segreteria Generale.

8) IL TESTO FINALE E IL VOTO DEL 24 OTTOBRE

Successivamente, la suddetta Commissione sovrintenderà all’elaborazione del testo definitivo della Relatio finalis, che nel mattino di sabato 24 ottobre sarà presentato in Aula e nel pomeriggio sottoposto al suffragio dell’Assemblea. Conformemente alla natura del Sinodo, tale Relatio, frutto dei lavori sinodali, sarà infine consegnata al Pontefice, al quale compete ogni decisione in merito.

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