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La messa con poche persone è sempre valida?

©Mazur/catholicnews.org.uk
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Questa estate ho trascorso qualche giorno in una piccola frazione di montagna: sono rimasta stupita perché il parroco ha sospeso le Messe feriali del pomeriggio, dicendo che c’erano solo 5 o 6 vecchiette e che, con meno di nove persone, la Messa non è valida.

Franca, Udine

L’introduzione teologica e normativa al Messale prevede diverse forme di celebrazione. Prima di tutto si fa cenno alle Messe con assemblee qualificate: quella presieduta dal vescovo, quella celebrata con una comunità, specialmente parrocchiale; quella conventuale. Della seconda si dice che, “soprattutto nella celebrazione comunitaria della domenica, manifesta la Chiesa universale in un momento e in un luogo determinato”. Partecipare alla Messa non è un atto di devozione personale ma un incontro con Cristo che ci fa entrare in comunione con lui e con i fratelli, per testimoniare il suo amore nella nostra vita. E’ l’intera assemblea che celebra, cioè loda, ringrazia, accoglie la grazia divina, manifestando così pienamente il suo essere Chiesa.

Il Messale prevede tre tipologie di celebrazione: la Messa con il popolo, quella concelebrata e quella a cui partecipa un solo ministro. Circa la Messa senza ministro e senza almeno qualche fedele si chiede che “non si faccia se non per un giusto e ragionevole motivo”. Nel caso in questione, quindi, non è vero che la Messa sia invalida con meno di nove persone. Tuttavia, bisogna guardare alla qualità delle celebrazioni e alla disponibilità e al numero dei sacerdoti. Ogni Messa è azione di Cristo e della Chiesa, ma piuttosto che moltiplicare il numero di celebrazioni affrettate e sciatte, si dovrebbe preparare bene la Messa domenicale a cui partecipano tutti i parrocchiani, perché sia una versa festa d’incontro con il Signore e di unione al suo sacrificio d’amore.

Tags:
liturgia
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