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17 tipiche scuse per non andare a Messa (smontate!)

Chris-Zielecki-CC
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Quante volte nella vita ci siamo trovati a convincerci a non andare a Messa con qualche scusa: perché andarci se non capisco? Dove sta scritto che è obbligatorio? Sono stanco…

Queste affermazioni ci allontanano da una celebrazione senza pari nella nostra vita. Una partecipazione per essere il corpo della Chiesa e ricevere il grande dono della vita eterna che Dio ci ha dato attraverso la Passione di suo figlio. A Messa andiamo a incontrarci con Lui per continuare a partecipare a questo suo sacrificio e ringraziare per il dono infinito che Dio ci ha dato.

Citando le parole di papa Francesco, andare a Messa “ci fa già intuire cosa stiamo per vivere”. Andare a Messa è un anticipo della gloria che vivremo con Lui nella vita eterna.

Cari amici, non ringrazieremo mai abbastanza il Signore per il dono che ci ha fatto con l’Eucaristia! E’ un dono tanto grande e per questo è tanto importante andare a Messa la domenica. Andare a Messa non solo per pregare, ma per ricevere la Comunione, questo pane che è il corpo di Gesù Cristo che ci salva, ci perdona, ci unisce al Padre. È bello fare questo! E tutte le domeniche andiamo a Messa, perché è il giorno proprio della risurrezione del Signore. Per questo la domenica è tanto importante per noi” (Papa Francesco, catechesi del 5 febbraio 2015).

Per capire le scuse che accampiamo e comprendere un po’ meglio il senso di andare a Messa e il grande significato che ha, abbiamo preparato questa simpatica galleria che speriamo ci aiuterà a capire e a partecipare meglio alla Santa Messa.

1) La Chiesa è piena di ipocriti che si battono il petto ma fuori sono terribili…

E’ vero. Siamo peccatori, ma fate attenzione quando giudicate il prossimo, per non perdere di vista la trave che avete nell’occhio. Giudicare non aiuta nessuno, né cambia la situazione. Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Non tiratela, è un consiglio, perché pecchereste di superbia. A Messa andiamo a cercare la misericordia di Dio. Per questo è normale trovarci tanti ipocriti, bugiardi, avari, lussuriosi, ecc. Se non siete uno di noi, non vi scomodate a passare. Papa Francesco, in un’udienza, è stato molto deciso al riguardo: “Se ognuno di noi non si sente bisognoso della Misericordia di Dio, non si sente peccatore, è meglio che non vada a Messa. Noi andiamo a Messa perché siamo peccatori e vogliamo ricevere il perdono di Gesù”. A questo aggiungerei che la partecipazione alla redenzione di Cristo non ha benefici individuali. Non andiamo solo a chiedere il perdono per noi. Lo facciamo a beneficio di tutto il Corpo. Pensate a questo quando vedete persone che ritenete incoerenti con la loro fede! Quanto saranno diverse le vostre Messe! Potrete dire con gioia: “Che bello che vengano tanti ipocriti (io compreso), perché ci saranno più cose da offrire, e perché Cristo ci cerca come pecore perdute!”. Nessuno si salva da solo. Siamo tutti nella stessa barca..

2) Posso stare con Dio ovunque, non ho bisogno di un luogo fisico per sentirlo vicino

Se un amico mi dicesse che non ha bisogno di incontrarmi fisicamente né di venire a casa mia o di compiere gesti concreti, sensibili, espliciti per manifestare il suo affetto per me perché gli basta conservarmi nella sua memoria (nel suo cuore), inizierei a dubitare della sua amicizia. Qualcuno potrebbe replicare dicendo: “Ma quando un amico muore rimaniamo legati in questo modo”. Sicuramente, ma non del tutto. Non si va forse a Messa nell’anniversario della sua morte? Non gli si portano dei fiori al cimitero? Perché lo facciamo? Perché in fondo è il movimento naturale del nostro amore che dall’interno trabocca e si manifesta esternamente. Sant’Alfonso Maria de’ Liguori diceva che “se qualcuno avesse sofferto per un amico ingiurie e ferite e venisse a sapere che l’amico, sentendo parlare dell’accaduto, non vuole ricordarlo dicendo ‘Parliamo d’altro!’, che pena proverebbe per l’atteggiamento dell’ingrato! Al contrario, che consolazione sperimenterebbe accertandosi che l’amico professa di testimoniargli eterna gratitudine e che lo ricorda sempre, parlandone con tenerezza!”. La Messa è il memoriale che frequentiamo noi amici di Gesù, perché non possiamo (né vogliamo) dimenticare ciò che ha fatto per noi. Come se non bastasse, inoltre, non ricordiamo il sacrificio del nostro Amico solo come una cosa del passato, ma come un qualcosa che si rende presente, permettendoci di parteciparvi perché “il sacrificio eucaristico è il rinnovamento del sacrificio della croce. Come sulla croce tutti eravamo inseriti in Cristo, così nel sacrificio eucaristico siamo tutti immolati in Cristo e con Cristo” (Sant’Alberto Hurtado).

3) La Messa è così noiosa…

Ho sentito dire una volta la stessa cosa a un amico statunitense sul calcio. Mi è sembrato inverosimile. Allora gli ho insegnato le regole del gioco, poi l’ho invitato a giocare, ad andare alle partite, a conoscere più da vicino i giocatori, a riconoscere le tattiche. Non è stato facile. Il processo di inserimento a volte richiede tempo, ma alla fine il tempo ha fatto il suo lavoro. Oggi il mio amico è un fanatico impenitente. Fatte salve tutte le distanze dell’analogia, tornando al caso della Messa, l’oggetto della noia, perché sia oggettivamente la fonte dell’esperienza di annoiarsi, deve essere a mio avviso qualcosa senza senso (senza una logica), che non è capace di suscitare stupore, poco intelligente… La Messa ovviamente non si inserisce in questo profilo. La maggior parte delle volte siamo noi che essendo poco intelligenti, incapaci di meravigliarci, insensibili al mondo spirituale e al silenzio interiore ecc. diventiamo incapaci di godere delle grandezze della Messa. Bisogna allenarsi: conoscere meglio le regole, i segni, la teologia, e iniziare a trovarci o a ritrovarci il gusto. Costa. È vero, ma ne vale la pena. Ogni piccolo passo conta. Il tempo farà il suo lavoro.

4) La domenica è il mio unico giorno libero

In questo caso chiederei parafrasando Pilato “Cos’è la libertà?” L’autentica liberazione nasce dall’amore, dal saperci amati e dal poter amare gli altri. “Solo chi è amato può amare. Solo chi è libero può liberare. Solo chi è puro può purificare, e solo chi ha pace la può seminare”, diceva a ragione padre Ignacio Larrañaga. La seguente domanda logica sarebbe: “Chi mi può dare quell’amore, quella libertà, quella purezza, quella pace di cui ho bisogno?” La risposta: Dio. Andare a Messa è in realtà l’attività liberatrice per eccellenza. È l’ora decisiva del nostro “giorno libero”, perché è il culmine e la fonte della nostra riconciliazione e della nostra libertà. Sì, perché “comunicarsi è vivere in Gesù e vivere di Gesù, come il tralcio sulla vite e dalla vite. Gesù unico principio e causa di tutta la vita: della grazia, della luce, della forza, della fecondità, della felicità, dell’amore” (Sant’Alberto Hurtado)

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liturgia
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