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I genitori credono e i figli no. Di chi è la colpa?

Shutterstock / Suzanne Tucker
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Attualmente si è perso il senso della famiglia come “scuola di fede”

Il lavoro quotidiano, le occupazioni domestiche e la preoccupazione di far fronte alle necessità materiali sembrano non lasciar tempo ai genitori per contagiare i loro figli con l’amore di Dio. Le nuove generazioni stanno quindi crescendo senza fede perché in casa nessuno si preoccupa di parlare loro di Dio.

Nella società attuale, in cui bambini e giovani sono esposti a tentazioni sessuali, violenza scolastica, bevande alcoliche, droghe e molte altre influenze negative, non hanno la forza dei valori morali e cristiani per difendersi, osserva padre Eduardo Mercado Guzmán, responsabile della Commissione per la Catechesi dell’arcidiocesi di Città del Messico.

Si è perso il senso della famiglia come “scuola di fede”; in molte case sono scomparse le abitudini cristiane, non ci si riunisce per pregare, andare a Messa o recitare il Santo Rosario, e le immagini religiose non occupano un luogo importante in casa.

L’educazione alla fede non fa più parte del mondo di oggi”, ha dichiarato padre Mercado Guzmán, “perché la preoccupazione di molti genitori è limitata a battezzare i propri figli, dimenticando che in quel momento – e anche quando hanno contratto il matrimonio – hanno ricevuto la grazia e il dovere di dare ai propri figli un’educazione cristiana perché, rispettando i comandamenti divini, amino Dio e il prossimo come Cristo ci ha insegnato”.

Accanto a questo, in molte famiglie si dà più importanza al benessere e al comfort materiale, mettendo in secondo piano quello spirituale, al che si unisce l’influenza dei mezzi di comunicazione e delle nuove tecnologie, che in senso negativo possono essere un fattore di distrazione per bambini e giovani.

Missione della famiglia cristiana

La Chiesa cattolica parla dell’importanza del fatto che i figli imparino fin dai primi anni a conoscere la fede ricevuta nel Battesimo. Il responsabile della Commissione per la Catechesi ha spiegato che “la testimonianza di vita cristiana offerta dai genitori in famiglia arriva ai bambini avvolta nell’affetto e nel rispetto”, e questa prima esperienza cristiana lascia in loro “un’impronta decisiva che dura tutta la vita”, per cui la formazione religiosa infantile nell’ambiente familiare ha un carattere insostituibile.

La dichiarazione Gravissimum Educationis del Concilio Vaticano II sull’educazione cristiana segnala che il dovere educativo dei genitori è “tanto importante che, se manca, può difficilmente essere supplita”, e che è dovere dei genitori “creare in seno alla famiglia quell’atmosfera vivificata dall’amore e dalla pietà verso Dio e verso gli uomini, che favorisce l’educazione completa dei figli in senso personale e sociale”.

Dal canto suo, papa Giovanni Paolo II, nella sua esortazione apostolica Familiaris Consortio, ha scritto che “pur in mezzo alle difficoltà dell’opera educativa, oggi spesso aggravate, i genitori devono con fiducia e coraggio formare i figli ai valori essenziali della vita umana. I figli devono crescere in una giusta libertà di fronte ai beni materiali, adottando uno stile di vita semplice ed austero, ben convinti che l’uomo vale più per quello che è che per quello che ha”.

Sul tema, il papa emerito Benedetto XVI spiegava che “in tutti gli ambienti cristiani si sa per esperienza quali buoni risultati dia questa naturale e soprannaturale iniziazione alla vita di pietà, fatta nel calore del focolare. Il bambino apprende a situare il Signore tra i primi e più fondamentali aspetti; impara a trattare Dio come Padre, la Madonna come Madre; impara a pregare seguendo l’esempio dei genitori”.

Papa Francesco, nell’enciclica Lumen Fidei, ricorda che “in famiglia, la fede accompagna tutte le età della vita, a cominciare dall’infanzia: i bambini imparano a fidarsi dell’amore dei loro genitori. Per questo è importante che i genitori coltivino pratiche comuni di fede nella famiglia, che accompagnino la maturazione della fede dei figli”.

Nell’udienza generale di qualche settimana fa, il pontefice ha dedicato parte della sua riflessione all’insegnamento delle madri e dei padri nei confronti dei figli, dicendo che è molto bello quando i bambini imparano a mandare un bacio a Gesù o alla Madonna.

In questo senso, il Santo Padre ha anche lamentato che in alcuni luoghi ci siano bambini che non sanno fare il segno della croce: “Una cosa che ho molto a cuore e che ho visto nelle città: ma ci sono bambini che non hanno imparato a fare il segno della Croce! Ma tu mamma, papà, insegna al bambino a pregare, a fare il segno della Croce, e questo è un compito bello delle mamme e dei papà!”

Scuola di virtù

Padre Mercado Guzmán spiega che i genitori evangelizzano i propri figli con l’esempio, facendo sentire loro che Dio è parte della famiglia, che si può sempre contare su di Lui perché il Suo amore è incondizionato.

Questo avrà un impatto sul loro futuro, perché un’educazione cristiana dà loro gli strumenti per affrontare varie situazioni di vita”, visto che cresceranno con valori come l’austerità nel possesso delle cose, amore e servizio, socievolezza, sessualità sana e castità.

Esistono risorse come libri, video, portali Internet cattolici e ovviamente il sostegno dei materiali offerti dalla Chiesa, in cui i genitori possono trovare idee per educare meglio i figli nella fede.

Con l’aiuto del direttore della Commissione per la Catechesi, la rivista Desde la fe offre alcuni consigli perché i vostri figli imparino ad amare Dio:

1. Insegnare loro a pregare durante la giornata, ad avere un dialogo con Dio per chiedere il suo consiglio e la sua guida, e ringraziarlo per tutto ciò che ci dà.

2. Ringraziare Dio per il cibo, avere in casa immagini religiose, insegnare ai figli il significato delle feste liturgiche e chiedere la protezione dell’Angelo Custode.

3. Leggere con loro la Bibbia o i foglietti della Messa. Lasciare che i bambini dicano cos’hanno capito e come risponderanno a Dio.

4. Assistere alla Messa in famiglia e insegnare al bambino il significato dei momenti più importanti della Liturgia, degli ornamenti e degli elementi dell’altare.

5. Prepararli a collegare la propria vita quotidiana a Dio, ad esempio motivandoli a offrire a Dio le lezioni e i compiti.

6. Prepararli a ricevere i Sacramenti.

7. Ricordare che un elemento essenziale è la testimonianza viva dei genitori, che sono i primi messaggeri del Vangelo nei confronti dei figli.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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