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12enne malato di tumore, “prete per un giorno”, incontrerà il Papa

Lisa Johnston | lisajohnston@archstl.org
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“Penso che Dio mi abbia fatto più forte del mio tumore al cervello”, ha dichiarato Brett Haubrich

Tutto il tuo mondo crolla perché non hai mai pensato che potesse accadere”. Così Eileen Haubrich ha commentato la malattia di suo figlio Brett, di 12 anni, un tumore al cervello inoperabile che il bambino sta combattendo con tutte le sue forze.

Un grande sogno del piccolo sta per diventare realtà. Brett, infatti, originario del Missouri, potrà incontrare insieme ai suoi genitori papa Francesco a Philadelphia in occasione dell’Incontro Mondiale delle Famiglie.

È fantastico! Sono emozionatissimo!”, ha detto Brett a KSDK-TV (USA Today, 21 settembre).

La malattia è stata diagnosticata lo scorso anno, e Brett si è già sottoposto a vari cicli di chemioterapia e radioterapia.

Ha affrontato ogni ciclo come se fosse un giorno qualsiasi”, ha commentato il papà Conrad. “Ha preso le sue medicine sapendo che dopo pochi giorni si sarebbe sentito male”.

La malattia impedisce a Brett di dedicarsi al suo sport preferito, il football, perché soffre di brevi perdite di memoria occasionali.

Il mio tumore al cervello è terribile. Lo odio”, ha confessato Brett. “Mi frustra tantissimo il fatto di dimenticare le cose”.

Fede rafforzata

La difficilissima esperienza che sta vivendo ha tuttavia rafforzato il suo rapporto con la fede e con la Chiesa.

Uno dei sogni di Brett è già diventato realtà. La fondazione Make-A-Wish, infatti, lo ha aiutato in primavera a diventare “sacerdote per un giorno” con l’arcidiocesi di St. Louis (Aleteia, 16 aprile 2015).

Ora arriva l’incontro con il papa. L’11 settembre la famiglia ha ricevuto un’e-mail dall’arcivescovo di Philadelphia, monsignor Charles J. Chaput, OFM Cap., che diceva che aveva tre biglietti per loro per la Messa del 27 settembre, ha riferito papà Conrad.

All’inizio pensavo che fosse uno spam”, ha detto mamma Eileen. Poi, però, ha comunque aperto il messaggio. “Va oltre tutto quello che ho potuto mai sognare”, ha riferito.

Non riesco a crederci”, le ha fatto eco Conrad, aggiungendo che l’invito è giunto “del tutto inaspettato. Non eravamo affatto preparati. Non so come sia accaduto, ma è fantastico”.

Spero di potergli stringere la mano o di incontrarlo di persona”, ha commentato Brett parlando della sua partecipazione a un evento con il papa. “O di farmi una foto con lui. Sarebbe fantastico” (St. Louis Review, 16 settembre).

Penso che Dio mi abbia fatto più forte del mio tumore al cervello. Penso che mi abbia fatto in modo da riuscire a sconfiggerlo”, ha aggiunto.

Provvidenza

Non appena hanno ricevuto l’invito, gli Haubrich si sono posti dei problemi pratici. Come potevano arrivare a Philadelphia? E dove avrebbero alloggiato?

I viaggi last minute per tre persone sono cari, ma Eileen ha pregato che tutto si risolvesse.

Le sue preghiere hanno avuto una risposta il giorno dopo: un amico di Facebook ha donato delle miglia per il volo, e la sorella di Eileen li ha aiutati per l’alloggio in albergo.

Speranza per il futuro

L’ultima risonanza magnetica sostenuta da Brett non ha mostrato segni di tumore. Il bambino si è ripreso, e spera di tornare un giorno sul campo di football.

Sono grato per come Dio mi ha permesso di riprendermi. Mi ha fatto ristabilire molto bene. Molti bambini non hanno questa possibilità”, ha affermato.

È un vero miracolo che vada così bene”, ha detto la mamma, attribuendo questo risultato anche a tutte le preghiere ricevute da tutto il mondo, a quelle della famiglia e all’intercessione dei santi, Padre Pio in testa.

Brett prega ogni sera Padre Pio; è il nostro santo preferito”, ha confessato Eileen, aggiungendo che lei e il marito ungono Brett con olio benedetto in onore di Padre Pio e hanno anche una sua reliquia.

 

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