Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Perché sempre più giovani donne si allontanano dalla Chiesa?

Jeffrey Bruno/Aleteia
Condividi
Peccato che di questa rivoluzione nulla arrivi nei seminari; peccato che le omelie dei sacerdoti, spesso aride e noiose, non tengano mai presenti queste novità; peccato che nei corsi universitari cattolici lo studio dell’esegesi femminile sia sempre marginale e facoltativo, quando c’è.

Allora, finché non ci saranno donne che insegnano nei seminari e finché i futuri preti non avranno modo di avere rapporti con figure femminili autorevoli e più sagge di loro, il rapporto fra donne e preti rimarrà sempre prigioniero del paternalismo. Un paternalismo ormai inaccettabile agli occhi delle giovani di oggi.

Riconoscere alle donne il ruolo dovuto nella vita della Chiesa non significa però solo promuovere le più preparate e meritevoli, significa anche eliminare tutte quelle forme di servitù — è stato Papa Francesco a parlare della confusione fra servizio e servitù — in cui soprattutto le suore vengono confinate.

Non sono poche: moltissimi vescovi e prelati, ma anche molti parroci, hanno al loro servizio delle religiose, quasi sempre provenienti da Paesi del Terzo mondo, che li aiutano nella vita quotidiana. Potrebbe non esserci niente di male se quelle suore mangiassero alla stessa tavola dei preti, anche quando ci sono ospiti, e venissero presentate come parte della “famiglia” e non fossero solo serve mute e silenziose. Nei seminari poi molte sono le religiose che svolgono i lavori domestici e i seminaristi quindi hanno rapporti quotidiani solo con donne che li servono: un imprinting che li segnerà per la vita.

Nel numero di settembre di «donne chiesa mondo» — disponibile sul sito dell’Osservatore Romano — una bella intervista a due suore sarde, in origine addette al servizio nei seminari, e poi “promosse sul campo” come guide spirituali e figure non secondarie anche nello studio dei seminaristi mostra che molte religiose potrebbero esercitare questi ruoli, ricordando e insegnando con il loro esempio che Gesù si presentava a servizio dell’umanità. E non cercava certo l’affermazione personale e il potere.

Il posto per le donne si può trovare senza tante rivoluzioni. Per quanto riguarda gli organismi della Curia romana non sembra impossibile trovare soluzioni per superare norme giuridiche che sono fondate su consuetudini a volte nemmeno tanto antiche, allargando progressivamente lo spazio per la presenza laicale in un mondo che si è molto clericalizzato in tempi piuttosto recenti.

La scandalosa emarginazione nella quale si trovano le donne consacrate — che costituiscono l’ottanta per cento del numero complessivo dei religiosi — si potrebbe poi ovviare aumentando le funzioni di istituzioni già esistenti. In ogni Paese vi sono già organismi che riuniscono le congregazioni religiose femminili: perché non dare loro un maggiore spazio e ruoli decisionali più efficaci d’intesa con le conferenze episcopali? Sarebbe il minimo nei confronti di donne che, con la loro attività e la loro preghiera, tengono in piedi la Chiesa. E altrettanto si potrebbe pensare a livello centrale, a Roma.

Pagine: 1 2 3

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni
I lettori come te contribuiscono alla missione di Aleteia.

Fin dall'inizio della nostra attività nel 2012, i lettori di Aleteia sono aumentati rapidamente in tutto il mondo. La nostra équipe è impegnata nella missione di offrire articoli che arricchiscano, ispirino e nutrano la via cattolica. Per questo vogliamo che i nostri articoli siano di libero accesso per tutti, ma per farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Il giornalismo di qualità ha un costo (più di quello che può coprire la vendita della pubblicità su Aleteia). Per questo, i lettori come TE sono fondamentali, anche se donano appena 3 dollari al mese.